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tre nuove scuole per tirana

tre nuove scuole per tirana

Immagini

Progetto

Stefano Boeri Architetti

Luogo

Tirana, Albania

Anno

2017 - 2018

Cliente

PPP Agikons Construction Company – Comune di Tirana

Tipologia

Strutture scolastiche: nursery, educazione prescolare, scuola media e scuola superiore

Commissione

Concorso internazionale (vincitore) per il progetto di concept

Superficie

Area di progetto: 29.609 mq; Don Bosco School Complex: 9,812 mq; Kodër-Kamëz School Complex: 11,898 mq; Shqiponja School Complex: 7,898 mq

Credits

Stefano Boeri Architetti

Partner: Stefano Boeri

Project Director: Francesca Cesa Bianchi

Project Leader: Carlotta Capobianco, Jacopo Colatarci, Julia Gocalek

Team: Jona Arkaxhiu, Orjana Balla, Daniele Barillari, Moataz Faisal Farid, Yulia Filatova, Paolo Russo, Mario Shilong Tan, Elisa Versari

Alla base del programma progettuale concepito per Tirana da Stefano Boeri Architetti, l’idea che la scuola del futuro possa costituirsi come un epicentro nella vita dei quartieri urbani: un luogo aperto a tutti, a tutte le età, tutti i giorni dell’anno, a tutte le ore del giorno. Partendo da tale concept, sono state così elaborate tre strutture scolastiche di nuova concezione, che sviluppano lo spazio educativo come parte di un’impresa sociale aperta. Il progetto è frutto di un concorso internazionale promosso dal Comune della capitale albanese e vinto nel 2018 da Stefano Boeri Architetti.

Le tre strutture sono destinate ad accogliere cinque diverse scuole, dedicate a un ciclo educativo pre-universitario. Similmente a piazze di quartiere, le scuole potranno essere occupate dagli studenti nelle ore di insegnamento e dalle comunità locali nei fine settimana e nei giorni di festa. Tutti e tre i complessi saranno costruiti, come previsto dal Piano Regolatore Tirana 2030, nel quadrante nord-occidentale della città, nelle zone Don Bosco, Kodër-Kamëz e Piazza Shqiponja. Architettonicamente, gli edifici saranno caratterizzati dalle facciate in mattoni rossi, in contrasto con un basamento bianco in cemento: un accostamento di materiali e colori che richiama la tradizione delle architetture italiane a Tirana.

 

Esteso su una superficie totale di 29.609 mq, il progetto è composto da tre grandi complessi: le Scuole Don Bosco – comprendente una scuola media, una scuola superiore, gli spazi per l’educazione prescolare e una nursery, per un totale di 9.812 mq –, le Scuole Kodër-Kamëz – per le quali è previsto un analogo programma scolastico, su un’estensione complessiva di 11.898 mq  –, e infine le Scuole Shqiponja – che ospiteranno le strutture per l’educazione prescolare, una scuola media e una nursery, per una superficie di 7.898 mq. Lo studio sviluppato da Stefano Boeri Architetti mira in tal modo a interpretare le esigenze infrastrutturali evidenziate dal programma per l’educazione a medio e lungo termine elaborato dal Comune di Tirana e finalizzato alla costruzione di nuove strutture dedicate alle attività educative del ciclo pre-universitario. Allo stesso modo, il piano di intervento punta anche alle definizione di un programma operativo economicamente efficiente per la realizzazione del programma.

Vere e propri dispositivi urbani, i tre complessi scolatici sono concepiti per intercettare le molteplici dinamiche dello spazio e della società dai quali sono circondati e accolti. L’idea di scuola come epicentro locale, in altri termini, si esplicita attraverso l’attivazione di una nuova centralità di quartiere, capace di agire a più livelli e di costituirsi come punto di riferimento della vita pubblica, agendo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni all’anno. Oltre che luogo centrale e aperto in senso urbano la scuola è dunque anche aperta dal punto di vista temporale: una macchina sociale continua concepita per funzionare secondo le esigenze degli studenti e dei cittadini in diversi momenti del giorno e dell’anno. Questa interazione con la città agisce in maniera naturale, similmente al respiro di un grande organismo vivo: gli studenti assorbono gli insegnamenti stratificati e complessi che provengono dal grande palinsesto della città, mentre i cittadini possono godere di uno specifico apporto istruttivo, grazie al programma di insegnamento offerto dalla scuola. In tal modo viene attivato un processo dinamico e virtuoso di interscambio di saperi.

Pur essendo aperto e permeabile, il modello di struttura scolastica sviluppato da Stefano Boeri Architetti è anche capace di offrire il necessario grado di sicurezza e protezione. Concepita in questo senso come cornice forte e controllata, la scuola si articola in una struttura architettonica definita planimetricamente da un isolato urbano, al cui interno sono accolte tutte le funzioni.

L’idea di scuola come piazza, internamente all’isolato, si basa invece su un impianto strutturato dagli spazi aperti. Partire dalla definizione di questi ultimi, come prioritaria rispetto al disegno all’organizzazione e alla distribuzione agli ambienti interni, significa sfruttarne le innate caratteristiche per ottenere una maggiore flessibilità in tutta la struttura scolastica: tanto nell’uso delle superfici, quanto nel rapporto tra le parti, quanto nel tracciato dei flussi. Da tale impostazione scaturisce anche l’impronta di una scuola come dispositivo spaziale plurale e complesso: oltre agli ambienti a utilizzo tradizionale, all’interno del complesso sono infatti inseriti diversi spazi ibridi, capaci di favorire l’introduzione di sistemi didattici innovativi e l’interazione inter-generazionale tra studenti di età e cicli differenti. Sul piano tecnologico e costruttivo, infine, gli edifici scolastici rispettano e interpretano secondo i parametri più evoluti il principio dell’architettura sostenibile. La scelta dei materiali e le tecnologie di risparmio e produzione di energia adottate, configurano le nuove strutture come organismi autosufficienti e modelli energetici virtuosi.

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