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la maddalena waterfront

la maddalena waterfront

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Progetto

Stefano Boeri Architetti (team leader), Rem Koolhaas, Petra Blaisse and Marina Perrot

Luogo

La Maddalena, Italia

Anno

2009, 2014 - 2015

Tipologia

Waterfront Masterplan, Paesaggio

Credits

Stefano Boeri (Founding partner), Francesca Cesa Bianchi (Project Leader), (Team) Jacopo Colatarci, Moataz Faissal Farid, Julia Gocalek, Hana Narvaez

L’intervento di Stefano Boeri Architetti riguarda la ridefinizione complessiva del lungomare de La Maddalena, piccola città di 11.000 abitanti circa, capoluogo dell’omonimo arcipelago di isole site a nord della Sardegna, in provincia di Olbia-Tempio (OT). L’intero processo prende il via dallo spostamento del terminal dei traghetti dalla storica collocazione del lungomare di Punta Chiara Amendola: operazione che libera diverse aree fronte mare, innescando una serie di nuove e importanti possibilità per la valorizzazione del waterfront cittadino. In particolare, il programma urbanistico di Stefano Boeri Architetti si concentra sulla definizione degli usi e delle possibili interrelazioni di spazi e di attività che interessano quattro principali fasce costiere in sequenza, associate ad altrettante grandi figure evocative e concettuali: “Il porto” (ovvero l’insieme costituito dai percorsi pedonali e di accesso alle barche attraccate); “La strada” (la principale arteria di scorrimento veicolare); “I flussi” (il complesso dei percorsi pedonali e commerciali, le zone di sosta e parcheggio, le aree riservate allo shopping, le terrazze e la passeggiata del lungomare); “La storia” (l’esperienza percettiva e culturale legata all’attraversamento delle aree urbane centrali de La Maddalena).

 

La principale richiesta della committenza per le aree portuali interessate dallo spostamento del terminal dei traghetti era legata a un loro consolidamento urbano e a una forte razionalizzazione dei flussi e delle modalità di utilizzo. Un obiettivo perseguibile soprattutto mediante la loro estensione lungo la passeggiata e capace di prevedere nel contempo una calibrata ripartizione dei servizi e degli arredi urbani. La richiesta pubblica prevedeva inoltre la possibilità di realizzare una nuova banchina a sbalzo sullo specchio marino, destinata all’ormeggio delle imbarcazioni: intervento nodale che avrebbe liberato l’intero spazio della banchina esistente a totale beneficio del flusso pedonale.

Dall’elaborazione di tali richieste scaturisce innanzitutto il progetto di un porto di nuova concezione, fortemente integrato con il contesto urbano e con le sue principali reti di percorrenza, ma anche capace di ospitare nel complesso 171 posti barca, tra natanti privati e imbarcazioni di piccole dimensioni.

La seconda fascia territoriale di intervento, riservata alla rete per il traffico stradale, è stata profondamente ridisegnata al fine di razionalizzare e rafforzare il sistema delle percorrenze e di parcheggio delle auto, senza che nel contempo venisse penalizzato lo spazio riservato alla passeggiata pedonale e all’accesso alle imbarcazioni.

In aggiunta a questi primi interventi si sommano due ulteriori azioni, mirate a stabilire un nuovo rapporto tra il paesaggio fortemente antropizzato del porto dell’isola e quello naturale dell’arcipelago, dotato di qualità uniche nel Mediterraneo. In entrambi i casi, il progetto prevede la costruzione di una serie di speciali luoghi pubblici, appositamente studiati allo scopo di ricostruire una relazione tra gli individui e gli ambienti della costa e del mare.

Elementi centrali di questa porzione di intervento sono gli spazi disseminati sul lungomare e battezzati “Le stanze del vento”: una serie di ambienti chiusi ma privi di tetto, pensati per ospitare una ricca selezione di essenze arboree tipicamente locali, che caratterizzano la vegetazione presente in tutto l’arcipelago. Attraversate dal vento e aperte alle nuvole, al cielo e al mare, “Le stanze del vento” sono principalmente aree di riposo e di contemplazione, ma anche spazi di rigenerazione sensoriale, che permettono di entrare in contatto con la vita vegetale e di godere in maniera immersiva dei profumi e dei colori dell’arcipelago.

L’ultimo dispositivo di intervento del progetto, il “porto satellite”, è costituito da un sistema di piattaforme galleggianti attrezzate, destinate a usi diversi e temporanei. Facilmente trasportabili, le piattaforme possono essere liberamente utilizzate secondo le necessità lungo la spiaggia de La Maddalena, così come in altri punti sensibili anche delle altre isole. Sorta di “arcipelago mobile”, il porto satellite è strutturato secondo una connessione logica che gli consente di essere contemporaneamente un ampliamento della terrazza lungo la banchina, un ponte di connessione tra le isole ed, esso stesso, un’isola per l’ormeggio e l’assistenza delle barche.

 

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