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maspero masterplan per il distretto triangolare

maspero masterplan per il distretto triangolare

Immagini

Progetto

Stefano Boeri Architetti

Luogo

Il Cairo, Egitto

Anno

2015

Tipologia

Waterfront Masterplan, Rigenerazione urbana

Credits

Consulenti Matilde Cassani, Maria Chiara Pastore, Shimaa Salhash, Tarek Waly
Gruppo di progetto Stefano Boeri (Founding partner), Michele Brunello, Francesca Cesa Bianchi (Project leader), Moataz Faissal Farid (Project leader), Jacopo Colatarci, Mario Tan

Area centrale de Il Cairo, affacciata sul versante orientale del Nilo, il distretto noto come triangolo del Maspero è stato oggetto nel 2015 dell’elaborazione di un complesso Masterplan, sviluppato da Stefano Boeri Architetti con l’obiettivo di ridefinirne le caratteristiche e il ruolo urbano. Nonostante si sviluppi su una superficie relativamente piccola (circa 350.000 mq: lo 0,02% dell’area metropolitana complessiva), il distretto condensa in sé la gran parte dei “materiali urbani” che caratterizzano l’intero territorio de Il Cairo, a partire da un tessuto storico un larga parte deteriorato e da numerosi frammenti di città del XIX secolo e di laboratori semi-utilizzati. Una simile caratteristica rende il Maspero assimilabile a una sorta di “modello in scala” dell’intera città e quindi in un ideale laboratorio di sperimentazione di soluzioni progettuali potenzialmente applicabili in futuro su tutto il territorio urbano. Cinque gli strumenti operativi fondamentali su cui si basa il programma di Stefano Boeri Architetti: lo scambio di proprietà, il ridisegno del lungofiume, una serie di piccoli interventi di restauro e completamento, il progetto di nuovi insediamenti residenziali e infine l’introduzione di un sistema di isole verdi lungo il fiume.

 

Il primo dei dispositivi di intervento previsti, lo scambio di proprietà, è concepito e sviluppato principalmente per consentire e incentivare gli investitori privati a intervenire sul miglioramento della zona del lungofiume del Nilo, dotata di notevoli potenzialità. Questo strumento è pensato al tempo stesso per consentire all’amministrazione pubblica di assicurarsi la proprietà del quartiere popolare, potendo in tal modo avviare un radicale processo di riqualificazione dell’intera area. Quest’ultima potrà infatti essere immediatamente attivata grazie alla disponibilità delle somme ricavate delle vendite dei terreni lungo il fiume, a cui potranno aggiungersi quelle derivate dalla tassazione sui profitti immobiliari. Il processo di scambio ha infine una forte valenza sociale, potendo essere completamente attuato senza spostare gli storici abitanti del quartiere popolare, mantenendo così intatta la struttura relazionale e culturale.

Dall’intervento di scambio di proprietà lungo la fascia del lungofiume fa eccezione un’area interessata dalla realizzazione di un nuovo museo, baricentrico rispetto allo sviluppo lungo il Nilo, che potrebbe essere sviluppato in stretta collaborazione con importanti istituzioni internazionali del settore. Affacciato su una nuova piazza pubblica aperta sul Nilo, il museo si articolerà spazialmente e funzionalmente in diversi ambiti fortemente caratterizzati e differenziati tra loro: una piattaforma elevata riservata ai laboratori, l’insieme degli atelier per la produzione artistica e un sistema di spazi espositivi raggruppati in un volume circolare. L’iconico cilindro bianco dell’edificio museale, traforato da miriadi di aperture di forme e dimensioni differenti, viene esaltato nella sua forza plastica dalla posizione baricentrica rispetto al sistema di alte torri residenziali previste sul nuovo lungofiume, che terminerà con un hotel previsto nella parte settentrionale del distretto.

All’interno del quartiere popolare – che dopo lo scambio di proprietà apparterrà interamente al settore pubblico – il Masterplan prevede una serie di piccoli interventi di restauro e completamento edilizio sul tessuto esistente. Condotte in maniera puntuale e calibrata, tali operazioni si propongono di non compromettere l’identità sociale e costruita del territorio ma, al contrario, di apportare un nuovo apporto vitale al quartiere. Quest’ultimo obiettivo sarà perseguito in particolare attraverso l’introduzione di altre attività produttive, prime fra tutte quelle legate ai laboratori per gli artigiani e all’insieme di servizi pubblici oggi carenti nel distretto. Il processo di riqualificazione dell’area permetterà inoltre di sperimentare nuove e avanzate tecnologie di costruzione, con notevoli vantaggi sulla qualità edilizia e sul contenimento dei costi di intervento.

Nelle aree site tra il quartiere popolare e il lungofiume, il programma di intervento prevede di realizzare una serie di nuovi insediamenti residenziali, da destinare principalmente alla classe media de Il Cairo, che negli ultimi anni ha gradualmente abbandonato il downton cittadino. Quest’ultima categoria di abitanti potrebbe in tal modo tornare a una nuova, intensa vita urbana, direttamente collegata con le attrazioni del centro e del rinnovato lungofiume, contribuendo ulteriormente a rivitalizzare questa parte di città.

L’ultimo degli strumenti operativi previsti dal Masterplan consiste in un sistema di isole galleggianti lungo il Nilo, che conterranno spazi verdi pubblici aperti alla città. Questo “atollo urbano” sarà visivamente e funzionalmente connesso con il vicino, nuovo Orto Botanico previsto su una grande piastra in quota, che coprirà il colossale interscambio stradale che separa il Maspero dal Museo Egizio.

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