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Casa Del Futuro

Casa Del Futuro

Immagini

Progetto

Stefano Boeri Architetti con Laudato Si’, Slow Food

Anno

2018

Luogo

Amatrice, Italia

Credits

Progetto:
Stefano Boeri Architetti, Laudato Si’, Slow Food

Soggetti promotori dell'Accordo Programmatico per la ricostruzione del complesso:
Opera Nazionale per il Mezzogiorno d'Italia
Chiesa di Rieti
Regione Lazio
Comune di Amatrice
Commissario straordinario ricostruzione sisma 2016
Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo
Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca

La Casa del Futuro – Centro Studi Laudato si’ prevede il recupero e la rifunzionalizzazione del Complesso Don Minozzi di Amatrice pensato come luogo di rinascita e innovazione che darà spazio ad un ampio programma di attività dedicate in prevalenza al mondo giovanile e incentrate sulla formazione e sulla ricerca. Lo storico edificio, mostrato nel luglio 2019 alla presenza del Vescovo di Rieti S.E. Domenico Pompili e del Presidente di Slow Food Carlo Petrini, realizzerà il concetto cardine di Ecologia Integraleespressa nell’enciclica di Papa Francesco da cui il progetto prende ispirazione. L’edificio, ideato da Arnaldo Foschini negli anni ’20 per ospitare gli orfani di guerra e parzialmente distrutto e reso inagibile dal sisma del 2016, promuove la realizzazione di luoghi di ospitalità, ricerca, formazione e promozione delle risorse del territorio legate alla sostenibilità dei luoghi e alla produzione agroalimentare. La struttura, suddivisa in quattro macro aree funzionali, sarà un luogo di accoglienza e formazione aperto alle nuove generazioni, offrendo opportunità di nuove conoscenze capaci di unire sostenibilità, biodiversità, forestazione e lavoro innovativo.

Il progetto di Stefano Boeri Architetti è un nuovo insieme ispirato al precedente impianto, di cui riprende l’asse generatore centrale che si allinea alla Torre Civica su Corso Umberto I, e l’assetto generale dei corpi di fabbrica dai quali si origina un sistema di corti e porticati. Dello storico impianto verranno recuperate alcune porzioni e la Chiesa di Santa Maria Assunta. Particolare attenzione viene riposta nella progettazione antisismica dell’intero complesso, mediante l’utilizzo di avanzate tecnologie che permettono alla Casa del Futuro di tornare ad essere luogo di grande generosità e innovazione. Il Forum delle Comunità Laudato si’, svoltosi il 28 luglio 2019 presso il Polo del Gusto, della Tradizione e della Solidarietà di Amatrice, ha visto come protagonisti temi di dibattito legati alla salvaguardia dell’ambiente e all’uso e consumo della plastica, alla presenza di attori quali – oltre al Vescovo di Rieti, il Presidente di Slow Food e lo stesso Stefano BoeriCorrado Longa per Stefano Boeri Architetti, Roberto Donovaro (Università Politecnica delle Marche), Silvestro Greco (Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo), Claudia Silvestrini (PolieCo), Serena Carpentieri (Legambiente Onlus), Loris Pietrelli (ENEA), Elisabetta Cremonini (Olitalia).

L’intervento, inoltre, è inserito nell’Accordo Programmatico tra Diocesi di Rieti, Istituto Don Minozzi, Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione delle aree terremotate, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Regione Lazio e Comune di Amatrice, che prevede il suo riuso e la riattivazione delle sue funzioni. La Casa del Futuro sarà nuovamente il motore di una rinnovata vita sociale così come lo fu nel primo Dopoguerra, e vivrà come incubatore di ricerca tecnologica e laboratorio permanente di una nuova sensibilità ambientale che guiderà la rinascita del territorio in cui trova luogo.

Le quattro macro aree funzionali ospitano rispettivamente poli assistenziali ed amministrativi, museali e formativi, laboratoriali di ricerca e di innovazione, aventi forme differenti seppur mantenendo costante il tema della corte, forma architettonicamente legata al concetto di accoglienza e collettività. Da un estremo all’altro dell’area di progetto si susseguono la Corte dell’Accoglienza, la Corte delle Arti e dei Mestieri, la Corte della Memoria e del Silenzio e la Corte dei Beni Comuni. Nella prima si prevede la presenza di spazi di incontro e ritrovo per iniziative ed eventi, un ostello e delle residenze temporanee accostate ad aree comuni, di condivisione e di convivio. La seconda è ipotizzata per ospitare un osservatorio sull’ecologia integrale e un centro per lo sviluppo e la valorizzazione della filiera agroalimentare e gastronomica, affiancati da spazi didattici e di formazione e laboratori di applicazione pratica.

All’interno della Corte della Memoria e del Silenzio, invece, trova luogo la “Casa della famiglia dei discepoli” attorno alla quale si snodano spazi per l’accoglienza, il ricevimento e la vita comunitaria e ambienti di ospitalità e ricovero per anziani. L’ultima area, la Corte dei Beni Comuni, è disegnata per alloggiare uffici amministrativi ed istituzionali, luoghi polivalenti di accoglienza e ricevimento del pubblico, il museo diocesano di Amatrice (MUDA) e spazi adibiti a svariati servizi collettivi. Le tematiche di ospitalità, ricerca e formazione giovanile cui fa fede l’enciclica papale Laudato si’ – da cui la Casa del Futuro prende il nome – trovano così nuova dimora e nuova forma, in un complesso che entra in dialogo con la storia e la memoria del territorio.

Press release