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torre urbana per anversa

torre urbana per anversa

Immagini

Progetto

Stefano Boeri Architetti, OMGEVING cvba

Luogo

Anversa, Belgio

Anno

2016

Cliente

Triple Living nv

Tipologia

Architettura

Commissione

Concorso

Superficie

Area di progetto: 4.950 mq; SLP: 19.750 mq

Implementando l’impostazione programmatica del Masterplan dell’area di intervento, Stefano Boeri Architetti sviluppa ad Anversa un nuovo modello di torre urbana che si discosta non solo dai tradizionali canoni tipologici e progettuali del grattacielo, ma anche dell’edificio alto. Concettualmente opposti – i primi sono segni iconici che simbolicamente “scendono dall’alto”, con una sorta di modalità deus-ex-machina, mentre gli altri possono essere decifrati in senso inverso come “un’estrusione” del suolo verso l’alto, fino a un limite d’altezza “misurabile” – grattacieli ed edifici alti sono accomunati in genere da una certa indifferenza al contesto, quando non da un’autentica ricerca di distacco autoreferenziale. All’opposto, la proposta per la Torre Urbana di Anversa non si pone come elemento unico ed isolato, estraneo alla città che lo circonda, ma piuttosto come elemento catalizzatore e motore di attivazione di un processo evolutivo nel tessuto circostante. In questo senso può essere letta la scelta di un’impostazione planimetrica rigorosa ed equilibrata, basata su un impianto rettangolare che reitera il modulo urbano. Allo stesso modo, lo sviluppo in verticale prevede un corpo poroso e sfaccettato, che rompe la respingente rigidità delle tradizionali superfici lisce e piane con una serie di estrusioni irregolari di logge e balconi.

 

Da una simile impostazione progettuale deriva in alzato l’immagine di un’architettura a “macro-pixel”: quasi la Torre fosse un gigantesco “edificio Minecraft” capace, come nel videogioco best-seller della Mojang, di rigenerarsi in continuazione, assorbendo in maniera spugnosa le qualità urbane al suo intorno. Una sorta di fusione simbiotica tra materiali della città, tradizioni costruttive ed esigenze dell’abitare contemporaneo. Vera e propria reinterpretazione del bow window, elemento tipologico molto presente nell’architettura belga, i corpi estrusi sono disposti secondo una griglia razionale, che consente libertà e flessibilità compositiva e spaziale.  I moduli sono così declinati in tre diversi “formati” – grande, medio e piccolo –, e in un layout aperto o chiuso, che offre molteplici possibilità di scelta ai futuri abitanti.

Oltre a identificare fortemente il significato urbano dell’edificio, una simile impostazione progettuale definisce anche le qualità principali dello spazio interno, dove si stabilisce in ogni parte una costante tensione proiettiva da e verso l’esterno. Se da un lato, infatti, la presenza delle logge e dei balconi genera la disponibilità di un “surplus di spazio abitabile”, nello stesso tempo il loro DNA di ambiente ibrido rende labile il confine tra architettura e paesaggio, spazio intercluso e natura aperta. La Torre diventa così un caleidoscopico dispositivo panoramico, capace di rapportarsi in maniera profonda con il fiume Schelda e il paesaggio urbano e naturale di Anversa.

Sul piano distributivo, l’edificio è suddiviso razionalmente in quattro aree funzionali: un parcheggio sotterraneo, al piano terra gli alloggi dalla tipologia sperimentale (fortemente integrati con gli spazi verdi antistanti), quattro successivi piani riservati alle abitazioni dal taglio più tradizionale, le altre unità abitative ai piani successivi. A tali ambienti si aggiungono due aree comuni e condivise, una situata al sesto piano e l’altra al venticinquesimo, caratterizzate da una forte presenza di elementi vegetali.

La mixité in tutto l’edificio di diverse tipologie di unità abitative – dal monolocale al quadrilocale – è calibrata per favorire la formazione di una comunità di abitanti altrettanto diversificata. Gli appartamenti sperimentali del pianterreno dispongono di un atelier o uno spazio di lavoro direttamente collegato. Le residenze situate al piano superiore, dall’impianto maggiormente regolare, raggruppano un mix di appartamenti monolocali da 45 mq, quadrilocali da 85-90 mq, bilocali da 60 mq e trilocali da 75 mq. L’ulteriore elemento di variabilità, legato alla presenza e alle caratteristiche dei bow window, genera in totale la presenza di 32 diversi tipi di appartamenti. Una ricchezza che può anche arricchirsi nel tempo: la struttura costruttiva e distributiva dell’edificio è infatti sviluppata anche allo scopo di favorire la massima flessibilità di trasformazione, permettendo, per esempio, la facile aggregazione di tre monolocali in un unico appartamento di tre stanze.

Al di là delle ragioni spaziali e concettuali, l’inserimento del pattern di logge e balconi ha consentito di ottenere un’architettura a sostenibilità implementata. Oltre a ottimizzare l’apporto di aria e luce naturale agli interni, la serie di estrusioni sulle facciate rompe le tipiche forti correnti ventose di Anversa, provenienti per lo più da sud-ovest, annullandone la pericolosità. Inoltre, la presenza di una miriade di tetti verdi sulle logge favorisce l’assorbimento parziale dell’acqua piovana e il suo graduale drenaggio, riducendo la pressione sul sistema fognario.