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stazione matera centrale fal

stazione matera centrale fal

Immagini

Luogo

Matera, Italia

Anno

2017 - 2018

Servizi

Studio di fattibilità, Progetto Architettonico - Strutturale - Impiantistico, Preliminare, Definitivo, Esecutivo

Superficie

Superfici interrate stazione: 1.956 mq, Lunghezza tunnel stazione: 130 m, Superfici fuoriterra edificio stazione: 472 mq, Superficie esterne stazione: 2.180 mq, Superficie esterna Ambito di Intervento: 7.800 mq

Credits

Consulenti Studio Laura Gatti (botanica); SCE Project srl (strutture), ESA enginering (impianti), GAD (Valutazioni economiche)
Gruppo di progetto Stefano Boeri (founding partner), Marco Giorgio (project director), Maddalena Maraffi (project leader)
Team: Bogdan Peric, Esteban Marquez, Elisabetta Zuccala, Daniele Barillari

Il progetto interessa la riqualificazione estetica e funzionale, nonché l’adeguamento tecnologico della stazione ferroviaria FAL di Matera Centrale, una delle tre della tratta Bari-Matera che servono la città. L’edificio esistente è composto da un corpo di fabbrica fuori terra realizzato nel 1982, e da una galleria scavata nel 1978 per interrare la linea ferroviaria che attraversa un lungo tratto urbano. Nell’intento di attribuirle maggiore rilevanza, la stazione è ripensata non più come puro nodo infrastrutturale, ma piuttosto come vero landmark urbano, in sintonia con il prossimo ruolo di Matera Capitale europea della cultura 2019. La struttura è così posta in diretta connessione con l’antistante pedonale piazza della Visitazione, ridisegnata e collegata ai principali assi di accesso alla vicina città storica.

 

La struttura è così posta in diretta connessione con l’antistante  piazza della Visitazione che, ridisegnata e collegata ai principali assi di accesso alla vicina città storica, si può considerare comeuna vera e propria “porta” della città, per l’utenza locale e per i visitatori che arrivano da diverse parti d’Italia.

Caratterizzata dalla presenza di edifici pubblici e da un’alta accessibilità, la piazza ha anche una posizione baricentrica rispetto ad importanti aree verdi della città e questo la rende un potenziale fulcro di una rete di verde pubblico a più ampia scala, urbana e territoriale. Il progetto della nuova stazione vede la piazza proprio come tassello di connessione dei sistemi urbani che già la caratterizzano: ecologico, culturale, viabilistico.

Il disegno della nuova piazza rilegge il tessuto urbano esistente e propone una matrice nuova, che diviene elemento ordinatore, una griglia che dà origine a una successione di superfici pavimentante alternate a fasce più o meno lunghe di nuova vegetazione. Uniche eccezioni a interrompere la regolarità della maglia regolare, gli elementi preesistenti come l’asse orientato verso i sassi e cinque “radure”, ovvero aree a densità differente declinate in versioni mutevoli per dimensione e funzione. La nuova sistemazione del verde pubblico si inserisce perfettamente nel contesto raccordandosi con il bordo definito dall’infrastruttura e dalle diverse quote mediante un sistema di terrapieni verdi  lungo il perimetro.

Qui si innalza l’elemento di maggior caratterizzazione del progetto: una scintillante copertura metallica di 45×35 m, sorretta da colonne, che genera una piazza coperta fruibile ai viaggiatori e ai cittadini. Una grande apertura rettangolare, con un’estensione di circa 440 mq, pone in relazione la parte fuori terra e quella ipogea della stazione, portandovi aria e luce naturale.

In termini più approfonditi: appartenente alla rete delle Ferrovie Appulo Lucane, la linea ferroviaria Bari-Matera è l’unica attualmente in funzione della città lucana, e costituisce la più diretta connessione con il vicino aeroporto di Bari-Palese. Un’infrastruttura oggi sottoutilizzata, ma in fase di profondo ammodernamento, nell’ottica di divenire il principale asse di trasporto per il flusso dei turisti previsti in arrivo a Matera nel 2019.

Poco connotato sul piano architettonico, il fabbricato esistente è collegato mediante un percorso aperto a due corpi scala che conducono al livello interrato, costituito da una galleria di circa 160 m di lunghezza e larghezza variabile da 8 a 12 m. Nelle sezioni più larghe questo spazio ospita un binario di servizio, inutilizzato, e quello in esercizio, a scartamento ridotto e a diretto contatto con la banchina Sud, direttamente collegata alla stazione soprastante. Attualmente buio e inospitale, privo di servizi e poco vissuto come spazio pubblico, il tunnel viene trasformato attraverso la grande apertura ricavata nel solaio di copertura, che restituisce luce naturale e aria agli ambienti ipogei.

Rispetto all’attuale fabbricato, il nuovo edificio della Stazione sarà ricostruito in una nuova posizione, più vicino a via Aldo Moro, in modo tale da poter utilizzare i vani scala di collegamento al piano interrato esistenti, sebbene con le rampe ricostruite invertendo i sensi di risalita. Grazie a un simile impianto ribaltato, la banchina Nord potrà essere destinata all’attesa dei viaggiatori, lasciando quella Sud come banchina di servizio e uscita di emergenza. Il nuovo assetto spaziale, unito alla rimozione del binario di servizio renderà possibile ottenere una superficie di sbarco di profondità maggiore e capace di ricevere un flusso molto più elevato di viaggiatori.

L’edificio sarà in grado di accogliere tutte le funzioni necessarie a un ottimale funzionamento logistico, con l’obiettivo di ampliare gli spazi di servizio al viaggiatore, migliorarne la qualità e renderle adeguate a un numero maggiore di utenti. Saranno così realizzati un ingresso con biglietteria di circa 80 mq, un ufficio e i servizi igienici per il personale, una sala d’attesa di circa 110 mq e i servizi igienici per i viaggiatori.

Sul piano espressivo, una grande attenzione è riservata al materiale principale delle facciate, costituito da moduli di pietra locale. Il sistema costruttivo si basa su pannelli multistrato ottenuti dall’accoppiamento di un rivestimento lapideo di 12 mm con un layer di materiale alleggerito dello stesso spessore. Il disegno della parete è così definito dalla trama dei pannelli, intervallata da alcune fughe di raccordo enfatizzate nello spessore, e da una serie di moduli vetrati retroilluminato a tutta altezza. La facciata sud sarà in perfetta continuità con quella sottostante affacciata sulla banchina, a filo dell’apertura nel solaio.

Grande, nuovo landmark urbano per Matera 2019, la pensilina di copertura sulla piazza è fortemente connotata dall’intradosso in pannelli metallici parzialmente riflettenti che, grazie alla sua geometria “diamantata”, restituiranno una visione frammentata dello spazio urbano circostante, fatta di nuove prospettive, giochi di luci e riflessi sorprendenti. L’estradosso, completamente planare, sarà parzialmente rivestito da pannelli fotovoltaici di ultima generazione, realizzati interamente in vetro, accostati tra loro e siliconati nei giunti in modo da garantire una barriera all’acqua piovana. Le dodici sottili colonne in acciaio sorgeranno dal “piano del ferro”, attraverseranno l’altezza della galleria ipogea per circa 6 m, fino a salire di ulteriori 12 m rispetto al livello terra, sorreggendo la pensilina come un grande tempio contemporaneo.

 

Press release