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Parco Italia

Parco Italia

Immagini

Progetto

Stefano Boeri Architetti

Anno

2019 - in corso

Luogo

Italia

Tipologia

Strategie urbane, Pianificazione del paesaggio, Forestazione urbana, Paesaggio urbano, Valorizzazione del paesaggio, Parchi

Servizi

Visione; Masterplan; Linee Guida strategiche; Progetto preliminare; Progetto esecutivo

Credits

Stefano Boeri Architetti
Founding Partner: Stefano Boeri
Director: Maria Chiara Pastore
Project Leader: Livia Shamir
Research Team: Simone Marchetti, Sofia Paoli, Luis Pimentel

Parco Italia è una proposta di Stefano Boeri Architetti che prende ispirazione dal più ampio progetto di forestazione Green Urban Oases – elaborato da Stefano Boeri Architetti insieme alla FAO e ad altri enti ed istituti di ricerca – orientato alla realizzazione di corridoi ecologici che attraversino 90 città dall’Africa all’Asia centrale.
La declinazione di questa visione in Italia prevede di estendere la forestazione urbana alle 14 aree metropolitane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia), permettendo di connetterle, tramite corridoi verdi, con la dorsale appenninica e con il sistema alpino, creando un’unica grande infrastruttura lungo tutta la penisola. Si realizzerebbe così un grande sistema unitario che porterebbe alla messa in dimora di oltre 22 milioni di nuovi alberi in pochi anni, circa un albero per ciascun abitante delle 14 città: un numero che, se allargato alle metropoli con una popolazione maggiore di 15.000 abitanti, potrebbe arrivare a 60 milioni. Con queste cifre si riuscirebbe a raggiungere un profondo miglioramento della salute pubblica, grazie all’assorbimento di 250-400 tonnellate di anidride carbonica annue, oltre a favorire le connessioni ecologiche nazionali e transnazionali, contrastare il cambiamento climatico e promuovere la transizione ecologica.

Il concetto base del Piano parte dall’idea di trattare la foresta e, più nello specifico gli alberi, come abitanti a pieno diritto, non solamente ospiti lontani rispetto alla nostra realtà, dando vita a una nuova alleanza tra le foreste e la città. Parco Italia, così, mette al centro la forestazione, cercando di rispondere alla minaccia del cambiamento climatico con un approccio condiviso, coerente con le strategie individuate dal recente Decreto europeo sul clima, contraddistinto da una governance globale, in modo che le azioni di tutti possano moltiplicare la loro efficacia.

Lo stato di fatto del Paese si presenta caratterizzato dal 35% di aree boscate – circa 11 milioni di ettari – e 25% di aree protette, di cui oltre il 50% sono ricoperte da boschi; allo stesso tempo però il territorio è caratterizzato dalla mancanza di un disegno comune e da una generalizzata frammentarietà delle aree protette che ne indebolisce i potenziali servizi ecosistemici, come spiega anche il Professor Richard Weller nella sua visione World Park.

Una situazione diffusa in tutto il continente, che ha portato l’Europa ad adottare un European Green Deal, una strategia che punta alla riforestazione, alla conservazione e protezione delle foreste esistenti e alla promozione di una bio-economia che segua i principi favorevoli alla biodiversità. Questa strategia mira a incentivare anche a scala nazionale l’adozione di politiche comuni, con robuste basi scientifiche, sulla gestione dei terreni agricoli oltre che sulla conservazione, crescita e gestione sostenibile delle foreste.

Con la presa di coscienza di queste premesse, le strategie per il progetto di Parco Italia partono dall’idea, semplice ma strategicamente complessa, di creare una grande trama di foreste e connessioni ecologiche che unisca fisicamente le aree urbane e costiere con la grande struttura forestale e di aree protette. Un piano importante, dove risulta basilare individuare fin da subito le aree da dedicare al progetto insieme a un coinvolgimento politico delle amministrazioni a scala nazionale e locale, con la collaborazione dei vivaisti e le risorse necessarie per le cure colturali. 

In particolare il progetto comprende un disegno unitario della trama dei corridoi ecologici, con la definizione di linee guida sia di progettazione che di gestione della rete di foreste e aree verdi tramite la costituzione di una fondazione dedicata che nasca dal dialogo tra settore pubblico (ministeri, istituzioni, amministrazioni regionali) e settore privato (studi professionali, aziende, associazioni). Un aspetto fondamentale è appunto la definizione di modelli di governance integrata, per facilitare le normative e il finanziamento, uniti alla ricerca di tecniche e tecnologie applicate volte alla creazione delle foreste urbane.
In aggiunta, la proposta verte sulla continuità delle connessioni ecologiche, andando a lavorare sulla minimizzazione dell’impatto delle infrastrutture che agiscono come cesura; sulla creazione di un piano operativo con relativo cronoprogramma per permettere ai vivai presenti sul territorio di aderire all’iniziativa e iniziare a produrre, adeguatamente e con un piano coerente con gli obiettivi, un numero di piante con seme di provenienza locale; aumentare la presenza dei cosiddetti “alberi fuori foresta” come le alberature in ambito agricolo, ma anche aumentare la varietà e dunque la qualità del paesaggio rurale e naturalistico, urbano e periurbano; e valorizzare al massimo il patrimonio forestale esistente e la filiera forestale attraverso piani di gestione multifunzionale delle foreste esistenti come delle nuove, dando a queste ultime un ruolo da protagoniste per il futuro del Paese.

 

I numeri del progetto:

14 città
22.000.000 di nuovi alberi
250-400 tonnellate di anidride carbonica annue assorbite

Press release