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Policlinico di Milano

Policlinico di Milano

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Progetto

Boeri Studio (team leader, Stefano Boeri, Giovanni La Varra, Gianandrea Barreca), Techint S.p.a. (consortium leader), ABDArchitetti, B.T.C. S.r.l., C+S Associati, Labics, LAND S.r.l., TRT Trasporti e Territorio S.r.l.

Luogo

Milano, Italia

Anno

2008 – 2018

Cliente

Fondazione IRCCS Ca’ Granda - Ospedale Maggiore Policlinico

Tipologia

Ospedale

Commissione

Concorso, Progetto preliminare, Progetto definitivo, Progetto esecutivo

Superficie

Area di progetto: 168.000 mq; SLP: 70.000 mq

Credits

Design team:
Stefano Boeri (founding partner); (Concorso, Progetto preliminare, Progetto definitivo:) Pietro Chiodi (coordinatore), Davor Popovic (coordinatore), Alessandro Agosti, Daniele Barillari, Gianni Bertoldi, Moataz Faissal Farid, Daniele Iodice; (Revisione definitivo, 2017:) Vincenzo Vella (supervisore SBA), Elisabetta Zuccàla, Elisa Versari, Chiara Capponi, Valentina De Palo, Diletta Rumi; (Progetto esecutivo architettonico, 2017:)Vincenzo Vella (supervisore SBA), Giovanni Singarelli (coordinatore), Sidney Bollag, Stefano Bonato, Luca Brivio, Chiara Capponi, Chiara Campriani, Valentina De Palo, Diletta Rumi, Maria Elena Garzoni

Sito nel centro storico di Milano, il Policlinico è tra gli ospedali principali della città: una cittadella sanitaria racchiusa in un recinto dove i diversi servizi sono ospitati da edifici separati e collegati da percorsi per lo più esterni. Pur conservando parte dell’originaria struttura a padiglioni, il progetto del Nuovo Policlinico introduce nella zona centrale dell’area un grande “contenitore”, il Central Building, che integra i reparti medico/chirurgici e materno/infantili. Questo fabbricato è composto di una coppia di edifici in linea, destinati alle aree degenze e agli ambulatori, estesi in pianta 121 x 26 metri e sviluppati in alzato fino all’altezza massima consentita: 28 metri. A questi si aggiunge un corpo centrale, di circa 18,50 metri di altezza e 68 metri di profondità massima, che ospita i blocchi operatori e le sale parto/travaglio. Sulla sua copertura è previsto un rigoglioso giardino pensile di oltre 7.000 mq, il cui uso è inizialmente riservato ai degenti e agli operatori dei vari reparti, ma che in futuro potrà essere aperto al pubblico per eventi particolari, a carattere ludico e terapeutico. Tra i principali interventi di Forestazione Urbana previsti a Milano, il Roof Garden del Policlinico si arricchisce del valore aggiunto legato alle potenzialità cromo-terapiche del suo paesaggio, dalle essenze cangianti nelle diverse stagioni. Al suo interno trova anche posto un giardino riabilitativo, solcato da percorsi con diversi livelli di difficoltà legate a varie tipologie di pavimentazione.

L’area di intervento è sita accanto alla storica struttura della Ca’ Granda: il primo Ospedale di Milano, nato nel 1456 per volere di Francesco Sforza e attualmente sede dell’Università Statale. L’impianto del Nuovo Policlinico permane quindi entro i limiti planimetrici della struttura originaria: tra le vie Commenda, Lamarmora e Francesco Sforza. Il primo passo attuativo, già eseguito, prevede una serie di demolizioni dei vecchi padiglioni posti al centro del recinto vero e proprio: operazione che conserva tuttavia una parte della struttura originaria degli edifici, soprattutto ai limiti dell’area. Concettualmente, il progetto vuole far coesistere le memorie stratificate di una parte storica di città con la razionalizzazione complessiva della grande, nuova macchina ospedaliera. Ognuno degli edifici che, nel tempo, hanno caratterizzato lo spazio del Policlinico si è sempre confrontato con la vasta dimensione di uno spazio aperto che, con il variare delle funzioni ospitate poteva assumere di volta in volta un carattere privato, semi-pubblico, pubblico o collettivo. L’originaria organizzazione dei reparti nei padiglioni, tuttavia, non forniva la necessaria connettività tra reparti e funzioni sanitarie, indispensabile invece nell’organizzazione di un ospedale di ultima generazione. Il progetto di trasformazione punta quindi a valorizzare il recinto come sistema urbano attraversabile, caratterizzato da funzioni urbane di servizio (commerciali, terziarie), aumentando la permeabilità dello spazio pubblico esterno e dotandolo di spazi verdi fruibili e accoglienti. Nel contempo, l’intervento fornisce un’efficiente organizzazione alle aree operative, capace di corrispondere alle esigenze della struttura sanitaria, dei pazienti e degli operatori.

Dal punto di vista spaziale e distributivo, il complesso offre una rilevante flessibilità tipologica, unita a una razionale organizzazione interna delle funzioni e dei sistemi di flusso. Fulcro del sistema, la “quota 0” del complesso, che funzionerà come una grande galleria pubblica, infatti, oltre a fornire gli accessi principali alla struttura ospedaliera, funzionerà come una grande piazza coperta per la città e congiungerà via Francesco Sforza a via della Commenda. Da quest’ultima si potrà accedere al Pronto Soccorso Pediatrico Ginecologico e al Reparto di Terapia Intensiva Neonatale. La logica di interscambio tra l’ospedale e la città presente a piano terra si estende anche alla piazza verde sul tetto del Central Building. Questo spazio è infatti pensato anche per ospitare iniziative speciali di intrattenimento per pazienti e operatori, ma anche pubblico esterno, di cui potranno farsi promotrici diverse strutture culturali e sociali della città, dal consolidato rapporto di collaborazione con la Fondazione Policlinico, come la Biblioteca Sormani, il Conservatorio, il MuBa o l’Umanitaria.

Sul piano formale, il Central Building è caratterizzato dalle facciate dei due edifici più alti, composte da elementi a cellula su moduli geometrici rigidi, molto variati tra loro nella geometria dei serramenti metallici e nelle varianti cromatiche dei pannelli HPL di rivestimento, previste in tre tonalità di grigio. L’inserimento di speciali “pinne” verticali in vetro colorato permette di sfruttare la variabilità della luce naturale per generare continue e cangianti vibrazioni delle facciate. Il nucleo centrale del Central Building presenta invece una facciata formata da una seconda pelle in lamiera metallica forata e presso-piegata, sovrapposta al tamponamento primario. Rifinita da una verniciatura in colore bianco, è caratterizzata da un disegno specifico e nasconde dietro di sé l’insieme delle finestre che si aprono sulla facciata interna.

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