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Rassegna stampa corriere della sera | a norcia non è abuso

corriere della sera | a norcia non è abuso

16 marzo 2018

Il Centro Polivalente e di Protezione Civile di Norcia non è un abuso edilizio e rispetta la normativa post-sisma. E’ la conferma che arriva dalle dichiarazioni della Protezione Civile e dell’architetto Stefano Boeri, ma anche a dire di chi le normative del Testo Unico le ha scritte.

Il progetto, realizzato in tempi record e gratuitamente in un momento tragico e di emergenza, come quello del terremoto che ha colpito il centro Italia nel 2016, ha la finalità di garantire la continuità dei servizi pubblici come previsto dall’ordinanza 389 emanata il 28 agosto 2016 per realizzare strutture temporanee anche in deroga alle norme urbanistiche e paesaggistiche. Questo a dimostrare “l’equivoco” – come lo ha definito Boeri – dell’accusa della Procura di Spoleto all’architetto che ha diretto i lavori, e al sindaco Nicola Alemanno, per aver concesso l’area che ricade nel Parco dei Monti Sibillini, come tutto il Comune di Norcia d’altronde, e che avrebbe richiesto un’autorizzazione paesaggistica.

L’altro lato dell’accusa riguarda poi la non temporaneità dell’opera realizzata, che invece è composta di una struttura in legno e pannelli, montati a secco e semovente, quindi facilmente smontabile inclusi gli impianti, e un sistema di fondazione leggero che rende solida e antisismica la struttura, quindi assolutamente fondamentale per la stabilità e la sicurezza della stessa.

La Protezione civile ricorda però che l’Unione europea precisò che per l’attuazione di misure provvisorie dovesse intendersi la realizzazione di strutture suscettibili di un impiego, anche durevole, perlomeno fino al momento in cui le opere di ricostruzione non garantiscano un ritorno alle condizioni precedenti. E se a oggi questo luogo sicuro ospita le attività del Consiglio Comunale, nonché la maggior parte delle attività aggregative, culturali e sociali, deve garantire una durevolezza, anche se smontabile.

Si apre quindi la possibilità che venga restituito alla collettività, che già lo reclama. E i magistrati cominciano a pesare l’idea di rimuovere i sigilli. Speriamo che la stagione teatrale possa proseguire e riportare svago e leggerezza in queste terre.