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taranto calling

taranto calling

Immagini

Progetto

Stefano Boeri Architetti, SMALL

Luogo

Taranto, Italia

Anno

2016

Cliente

Invitalia

Tipologia

Riqualificazione urbana

Commissione

Concorso OpenTaranto

Superficie

174.000 mq

Taranto Calling è il progetto del team guidato da Stefano Boeri Architetti per il concorso di idee OpenTaranto, di cui è uno dei 3 vincitori. La gara, promossa nel 2016 da Invitalia, ha come obiettivo la riqualificazione del centro storico di Taranto, la Città Vecchia, un’isola tra due mari, oggi in stato di abbandono, nonostante le sue straordinarie potenzialità.

La Città Vecchia di Taranto, esattamente come la sua Cattedrale, è un mosaico spazio/temporale di epoche e di progetti. Un mosaico composto da eredità elleniche, architetture medioevali, moli, palazzi rinascimentali, case per pescatori, borghi commerciali, chiese barocche, banchine, aggiunte novecentesche.

La Città Vecchia di Taranto è un palinsesto di opere e di architetture, depositate dalla storia su un fazzoletto di terra. Un quartiere denso di edifici e palazzi che salgono dal mare. Un’isola di pietra solcata dalle fenditure strette dei vicoli e stretta tra le mura e le banchine. Un monolite circondato dal mare, scavato da caverne, grotte e passaggi che collegano lungo linee verticali, i tetti, le terrazze e il livello del mare.

La Città Vecchia di Taranto è un Mosaico vivente, come lo sono le cento città costiere del Mediterraneo, percorse dalla vita delle donne e degli uomini, dal flusso delle generazioni e dalla loro diversa intensità, dall’approdo della barche e delle navi, dal vento e dal sole.

La Città Vecchia di Taranto è il mosaico di tutti i paesaggi urbani del Mediterraneo. Un’isola/città che racchiude tra due mari, in poche centinaia di metri quadri, gli intarsi di tutte le città costiere e portuali del Mediterraneo. La sua potenza è incarnata nelle sue pietre, nelle memorie che esse conservano di secoli di vita, di culture, religioni, tradizioni e comportamenti abitativi.

Il riscatto di Taranto e della la sua Città Vecchia non è tuttavia un’opera di benevolenza, di carità politica, di assistenza sociale, di archeologia culturale. E’ piuttosto il riscatto di un intero mondo di scambi, relazioni, utopie che percorre un intero bacino della geopolitica.

Il visibile sgretolamento della componente fisica dell’isola si accompagna allo sfaldamento della comunità superstite che la occupa. A partire da questo presupposto, i princìpi guida che hanno ispirato la proposta progettuale mirano, più che al ripristino della comunità persistente nella Città Vecchia, alla costruzione di una nuova, capace di raccogliere la sfida e di rendere reversibile un fenomeno che mina i caratteri identitari dell’intera città.

La proposta progettuale declina tali obiettivi, attraverso una serie di interventi fisici e di altri immateriali capaci di migliorare la qualità della vita in maniera trasversale. Un obiettivo perseguito attraverso l’implementazione dei servizi alla persona, dei mezzi e delle occasioni per la crescita del capitale sociale e relazionale, allo scopo di favorire un processo di mitigazione delle condizioni di marginalità. Riabitare Taranto significa descrivere una nuova forma spaziale-sociale dell’abitare che fa dello spazio pubblico l’asse portante della trasformazione, definendo una maggiore permeabilità e accessibilità, fuori e dentro l’isola, e costruendo un rapporto di continuità con il mare, troppo spesso negato.

La strategia impatta su quattro diversi ambiti: cintura, tessuto, rete, catalizzatori, che attraverso la valorizzazione del capitale sociale, da una parte, e la riqualificazione del patrimonio architettonico, dall’altra, in un’ottica di crescita intelligente, mira a costruire il sistema di governance del processo di rigenerazione urbana. Un processo capace di prevedere la configurazione di un sistema di welfare urbano e una rete di infrastrutture sociali per rafforzare la comunità urbana, fornendo servizi per i residenti permanenti e temporanei.

 

Design

Stefano Boeri Architetti
Project leader: Hana Narvaez
Design team: Matheus Cartocci, Francesca Da Pozzo, Lucrezia De Marco

SMALL Soft Metropolitan Architecture & Landscape Lab
Design team: Antonella Berardi, architetto/ Giuseppe Armando Gagliardi, architetto / Raffaella Nanetti, Sociologa / Davide Bazzini, Sociologo

Consulenze
Luca Molinari, Storico dell’architettura / Maria Teresa Giannotta, Archeologa / Luca Cianfriglia, Marketing e Smart Planning / Roberto Mezzalama, Ecologia e Tutela Ambientale / Antonella Bottalico, Esperta in ecologia e tutela ambientale / Giulio Farella, Ecologia e Tutela Ambientale / Angel Ibeas Portilla, Esperto in mobilità / Nicola Berloco, Esperto in mobilità / Ilda Curti, Esperta in partecipazione e comunicazione