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taranto calling

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Progetto

Stefano Boeri Architetti (team leader), SMALL Soft Metropolitan (Architettura & Landscape Lab, Antonella Berardi (Architetto), Giuseppe Armando Gagliardi (Architetto), Raffaella Nanetti (Sociologia), Davide Bazzini (Sociologia)

Luogo

Taranto, Italia

Anno

2016

Cliente

Invitalia

Tipologia

Rigenerazione urbana, masterplan, waterfront

Commissione

Masterplan e Concept design per Concorso internazionale

Superficie

Area di progetto: 174.000 mq

Credits

Consultants Luca Molinari (Architecture history), Maria Teresa Giannotta (Archeology), Luca Cianfriglia (Marketing and Smart Planning), Roberto Mezzalama, Antonella Bottalico, Giulio Farella (Ecology and Environment), Angel Ibeas Portilla, Nicola Berloco (Mobility), Ilda Curti (Participation)
Design team Stefano Boeri (Founding partner), Hana Narvaez (Project leader), Matheus Cartocci, Francesca Da Pozzo, Lucrezia De Marco

Battezzato “Taranto Calling”, il progetto del team guidato da Stefano Boeri Architetti è uno dei tre vincitori del concorso di idee OpenTaranto, promosso nel 2016 da Invitalia. Obiettivo primario dell’iniziativa: avviare un processo di profonda riqualificazione del centro storico urbano, la Città Vecchia, un’isola tra due mari attualmente in stato di marcato abbandono ma dotata di straordinarie potenzialità. Analogamente all’architettura stratificata della sua Cattedrale, la Città Vecchia di Taranto può essere descritta come un palinsesto spazio/temporale di epoche e di progetti, composto da eredità elleniche, architetture medioevali, moli, palazzi rinascimentali, case per pescatori, borghi commerciali, chiese barocche, banchine, aggiunte novecentesche. Un’isola di pietra solcata dalle fenditure strette dei vicoli e stretta tra le mura e le banchine. Un monolite circondato dal mare, scavato da caverne, grotte e passaggi che collegano lungo linee verticali i tetti, le terrazze e il livello del mare. La Città Vecchia è il mosaico di tutti i paesaggi urbani del Mediterraneo. Un’isola/città, che racchiude in poche centinaia di metri quadri gli intarsi di tutte le città costiere e portuali del Mediterraneo.

 

Al ricco e complesso sistema urbano della Città Vecchia si contrappone un visibile sgretolamento della componente fisica dell’isola, cui drammaticamente corrisponde lo stesso sfaldamento sociale della popolazione superstite che ancora la occupa. A partire da questo presupposto, i princìpi guida che hanno ispirato la proposta progettuale mirano alla costituzione di una nuova comunità, basata sul rafforzamento di quella che qui già vive: una comunità capace di raccogliere la sfida del cambiamento e di rendere reversibile il fenomeno di crisi che attualmente investe centro storico, minando i caratteri identitari dell’intera città. La proposta progettuale declina tali obiettivi attraverso una serie di interventi sia materiali sia immateriali, che puntano a migliorare la qualità della vita quotidiana degli abitanti agendo in maniera trasversale. Un programma perseguito in particolare attraverso l’implementazione dei servizi alla persona, nonché dei mezzi e delle occasioni per la crescita del capitale sociale e relazionale: soluzioni calibrate allo scopo di favorire un processo di mitigazione delle condizioni di marginalità.

Riabilitare Taranto significa anche descrivere e valorizzare una nuova forma spaziale e sociale dell’abitare, capace di interpretare lo spazio pubblico come il vero asse portante della trasformazione. Un processo che agisce definendo una maggiore permeabilità e accessibilità, fuori e dentro l’isola urbana, e costruendo un rapporto di continuità con il mare, troppo spesso negato nella situazione attuale. La strategia progettuale coinvolge così quattro diversi ambiti, sui quali potranno interagire, da un lato, la rigenerazione del waterfront e del tessuto della Città Vecchia, e dall’altro, la realizzazione di un nuovo network di servizi in grado di funzionare da catalizzatori. Attraverso l’azione congiunta di valorizzazione profonda del capitale sociale e di riqualificazione del patrimonio architettonico, l’intervento mira a costruire un processo stabile e a lungo termine di rigenerazione urbana.

Più specificatamente: Taranto Calling trasforma le storiche Mura sul Mar Grande in una passeggiata panoramica accompagnata da spazi per la cultura e la sosta, a cui si aggiunge una serie di scenografiche piattaforme galleggianti sul mare, che consentono di recuperare un rapporto profondo e radicato con il paesaggio mediterraneo. Queste ultime ospitano sulla loro superficie anche una nuova porzione di spazio vegetale, che le trasforma in isole di verde sullo specchio marino. Le banchine esistenti sul Mare Piccolo sono reinterpretate come un sistema di approdo per le diverse popolazioni che abiteranno lo spazio rinnovato dell’isola: dai pescatori del nuovo Mercato del Pesce agli studenti del Nuovo Polo Universitario, dagli abitanti del rinnovato quartiere dell’Arca – collegato alla Città Vecchia e alla via di Mezzo mediante una serie di passerelle aeree dal forte coinvolgimento visivo –, ai turisti e ai visitatori che sosteranno nella nuova piazza Del Mare (piazza San Giuseppe).

Il miglioramento del tessuto urbano interno dell’isola si basa principalmente sulla riqualificazione del percorso principale che attraversa longitudinalmente la Città Vecchia, dal Castello Aragonese fino a piazza Fontana, arricchendolo mediante un sistema di illuminazione che unisce i due ambiti. Gli spazi disponibili per l’imprenditoria locale legata alla pesca, alla mitilicoltura, alla ricerca sulla biologia marina, all’artigianato e alla gastronomia locali vengono valorizzati e incentivati attraverso la messa a disposizione di nuovi luoghi e strutture per le start-up. L’intervento di Stefano Boeri Architetti lavora anche su un nuovo modello di accessibilità veicolare, con l’obiettivo primario di annullare il traffico di attraversamento su gomma a favore di un deciso incremento della mobilità pedonale e ciclabile, capace di rendere la città accessibile e accogliente per tutti.

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