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Quattro Volte

Quattro Volte

Immagini

Anno

2022

Luogo

Roma, Italia

Cliente

Parco archeologico di Ostia antica

Tipologia

Allestimenti

Servizi

Progettazione preliminare, definitiva-esecutiva e direzione artistica

Progetto

Stefano Boeri Architetti, BCD progetti, Electa Mondadori

Credits

Stefano Boeri Architetti

Founding Partner: Stefano Boeri
Direttore: Marco Giorgio
Project Leader: Anastasia Kucherova

Mostra a cura di: Electa Mondadori
Progetto grafico: Studio Sonnoli
Progetto strutturale: BCD progetti
Progetto impianti: EkoTek
General Contractor: Petrucci srl

Foto: Lorenzo Masotto

Stefano Boeri Architetti progetta l’allestimento della mostra “Chi è di scena! Cento anni di spettacoli a Ostia antica (1922-2022)”, curata da Alessandro D’Alessio, Nunzio Giustozzi e Alberto Tulli, con l’organizzazione della casa editrice Electa.
Costruito, secondo diverse fonti, sotto l’imperatore Augusto, il Teatro Antico viene ristrutturato nel 1926 dall’archeologo Guido Calza, consentendo di accogliere fino a 2.800 spettatori, e oggi – a cento anni dalla rappresentazione dell’Aulularia di Plauto da parte dei ragazzi delle scuole elementari di Ostia – si arricchisce di una mostra che celebra questa lunga storia di rappresentazione artistica.

Lo studio Stefano Boeri Architetti interviene in continuità con le forme del Teatro e nel rispetto del contesto storico e archeologico – Ostia Antica insieme a Pompei è il sito archeologico più grande del pianeta con un’area di 150 ettari – creando allo stesso tempo spazi dal linguaggio contemporaneo e realizzati con materiali sostenibili, con l’obiettivo di rendere le strutture smontabili e riutilizzabili in futuro secondo le esigenze del Parco Archeologico.  Il progetto di allestimento Quattro Volte prevede in particolare la realizzazione di quattro strutture modulari all’interno dei fornici esterni del Teatro Romano. Adattandosi alle diverse spazialità dell’area, il nuovo percorso espositivo all’interno del contesto archeologico consente una diversa fruizione degli spazi archeologici.

Se da un lato il modulo espositivo si ispira all’aspetto originario del teatro romano, in particolare alla forma archetipica dell’arco a tutto sesto, dall’altro mantiene un carattere di indipendenza, senza l’intenzione di proporre una ricostruzione filologica degli elementi mancanti della struttura antica. Ogni struttura, semi-aperta ai lati, ospita al suo interno un abaco di soluzioni pensate per appoggiare, appendere o esporre all’interno delle teche gli oggetti della mostra. I dispositivi progettati per l’allestimento si ispirano ad alcune forme e principi del teatro antico: l’anfiteatro in rapporto con lo spettatore a 360°, il proscenio inteso come podio, le gradinate che consentono una maggiore visibilità in uno spazio ridotto, o la forma della volta di copertura, che vuole sottolineare il carattere prezioso degli oggetti custoditi al suo interno. Tra questi, hanno particolare valore museografico i bozzetti e modellini in scala realizzati da Mario Sironi e Duilio Cambellotti così come una serie di documenti d’epoca, quali libri, giornali e fotografie, provenienti dagli archivi della Biblioteca Museo Teatrale SIAE, dell’INDA, di Cinecittà Luce e degli artisti, tra cui l’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti, oltre che da numerose collezioni private come la Collezione Andrea Sironi-Strauβwald. L’allestimento di ogni modulo varia dunque in base alle esigenze curatoriali e mira a creare un percorso espositivo ricco di contenuti e di facile fruizione che accompagna il visitatore attraverso i cento anni di rappresentazioni classiche, a partire da quelle più antiche fino agli spettacoli più recenti che ancora oggi vengono messi in scena nella suggestiva cornice del Teatro Antico.

Nello specifico, il primo modulo accoglie disegni originali, manifesti d’epoca e modelli in scala delle scenografie degli spettacoli Sette a Tebe, Antigone, Nuvole messi in scena nel 1927 e di Giulio Cesare del 1928; il secondo è dedicato agli spettacoli Aulularia Menecmi (1938) e Uccelli (1947), compresi i costumi di scena e i bozzetti della scenografia originali; il terzo ospita i manifesti delle esibizioni dal 1949 al 1952 e una serie di bozzetti originali di Mario Sironi; e l’ultimo modulo completa il percorso espositivo con foto e video d’epoca che raccontano i 100 anni di rappresentazioni teatrali e la storia del monumento archeologico.

Un’attenzione particolare è dedicata alla scelta materica, dettata dai criteri di sostenibilità e rapporto con il contesto, uniti ad aspetti di sicurezza e resistenza agli eventi atmosferici. Nello specifico, la struttura del modulo espositivo è composta da tubolari in acciaio (80x80mm) che costituiscono il telaio al quale si agganciano gli elementi di rivestimento verniciati in grigio.

In relazione alle esigenze di conservazione dei documenti cartacei e dei costumi di scena storici e, in particolare,  ai fini di garantire il controllo dell’illuminazione all’interno del modulo è stato previsto l’utilizzo di tende oscuranti di materiale sintetico all’ingresso di ogni portale, allo scopo di impedire il contatto diretto dei materiali esposti con i raggi solari diretti. L’illuminazione delle vetrine viene invece effettuata con strip LED dimmerabili a incasso, che tengono conto dei valori di conservazione delle opere esposte. Anche temperatura e umidità vengono controllate con un sistema passivo tramite l’inserimento di un materiale di assorbimento specifico, a seconda della morfologia delle teche stesse, oltre a igrotermometri.

La mostra è aperta al pubblico dal 21 maggio al 23 ottobre 2022.

 

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