Il Corriere della Sera pubblica un articolo di Virginia Piccolillo dedicato alla città di Amatrice, in occasione del terremoto che colpì le Marche, l’Umbria e il Lazio a partire dalla mattina del 24 agosto del 2016, in cui viene presentato l’avanzamento del progetto di Casa Futuro, che prevede la ricostruzione del Complesso Don Minozzi, un luogo storico di grande importanza per la città e per tutto il territorio.
Il progetto, attualmente in fase di cantiere, mira a rafforzare l’idea di spazi di comunità, così come erano stati pensati da Padre Giovanni Minozzi: luoghi di culto, ma anche di studio e aggregazione, immaginati come spazi semi-collettivi dedicati a nuove funzioni, quali servizi civici, vita comunitaria e ospitalità.
Il progetto architettonico mantiene e rielabora gli elementi caratteristici del disegno originale, lavorando appunto soprattutto sugli spazi aperti, sui porticati al piano terra, sul disegno delle facciate e sull’allineamento con la chiesa di Santa Maria Assunta, la Fontana delle Pecore e la Torre Civica di Amatrice, per valorizzare la connessione urbana con il complesso.
«Mantenere gli spazi che hanno ospitato le relazioni umane e affettive, senza rincorrere l’utopia. È stata la sfida più difficile, ma più bella.
Il 60% delle macerie è stato processato in loco e usato per la pavimentazione. E la terra da scavo delle fondazioni verrà riutilizzata per tutti gli spazi aperti e i giardini. È toccante: è la fenice che rinasce dalle macerie» dichiara Stefano Boeri.
La notizia è stata ripresa anche da: La Repubblica, TGR Lazio.