The New Yorker pubblica un articolo di Eric Klinenberg intitolato The End of the European Summer, dedicato alle recenti ondate di calore che hanno colpito le maggiori città europee, all’interno del quale viene citato il Bosco Verticale come possibile esempio di Nature Based Solution per contrastare l’effetto isola di calore.
Il giornalista ha riservato parte dell’articolo alla sua visita a Milano, al Bosco Verticale, e allo studio Stefano Boeri Architetti, dove ha intervistato sull’argomento Stefano Boeri.
Nel corso dell’incontro, Boeri ha ribadito come le foreste verticali non rispondano soltanto a una logica estetica, ma offrano benefici ecologici concreti: le chiome degli alberi assorbono CO2 e polveri sottili, abbassano la temperatura interna degli edifici e riducono il fabbisogno energetico per il raffrescamento. L’architetto ha inoltre raccontato la genesi di Forestami, l’iniziativa civica da lui fondata nel 2019 con l’obiettivo di piantare tre milioni di alberi nell’area metropolitana di Milano entro il 2030, sottolineando come non sia tanto il numero di alberi a fare la differenza, quanto l’estensione delle chiome e la conseguente ombra prodotta.
L’articolo si allarga poi ad altre città europee — Barcellona e Parigi in particolare — dove amministratori e urbanisti stanno sperimentando strategie simili (superblocchi, “assi verdi”, de-pavimentazione, rifugi climatici) per affrontare ondate di calore sempre più frequenti e letali, restituendo un quadro complessivo di un continente costretto a ripensare rapidamente le proprie città attorno a tre antichi alleati contro il caldo: acqua, suolo e ombra.