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Rassegna stampa The Times | L’architettura in prima linea nel 2018

The Times | L’architettura in prima linea nel 2018

“Dallo Scalpel di Londra a una piattaforma sopraelevata nell’Abbazia di Westminster e due avvolgenti grattacieli a Pechino, quest’anno l’architettura si sta dirigendo verso nuove vette”, afferma Jonathan Morrison.

Se il 2017 è stato un anno memorabile, i sontuosi uffici da un miliardo di sterline per Apple e Bloomberg a un’estremo e la tragedia di Grenfell Tower all’altro, il 2018 promette di essere un anno in cui l’architettura raggiungerà nuovi traguardi – letteralmente nel Regno Unito, dal momento in cui il numero di grattacieli completati (che superano i 150 m di altezza) sarà più del doppio nell’arco di 12 mesi.

In architettura la tendenza a raggiungere altezze sempre maggiori rimane molto diffusa, dai lavori sulla torre di Jeddah di 1 km di altezza in Arabia Saudita, 172 metri più alta del Burj Khalifa a Dubai, e che sarà completata alla fine del 2018 o all’inizio del 2019.
Tuttavia, la maggior parte dei progetti che attireranno l’attenzione saranno culturali, piuttosto che commerciali o di impressionante altezza.

L ‘”effetto Bilbao”, in cui la realizzazione di un museo o di una galleria si traducono in un processo di rigenerazione economica, è ancora vivo e ci si aspetta che accada in luoghi diversi come Dundee e Datong. Non è un male infatti che progetti così prestigiosi, con i loro elevati budget, tendano ad attrarre i migliori talenti internazionali. Ecco i primi dieci edifici che trasformeranno i panorami urbani mondiali nel 2018.

1.Nanjing Green Towers, Cina, Stefano Boeri Architetti

Pioniere degli edifici eco-compatibili, Stefano Boeri ha già realizzato un importante grattacielo nella sua città natale, Milano, e quest’anno intende rilanciare il modello in uno dei paesi più inquinati del pianeta: la Cina. Una foresta verticale, composta di una torre arborea che supera i 200 m e di una torre più bassa, che ospiteranno spazi per uffici, un museo, una scuola di architettura (che promuoverà un design consapevole degli effetti ambientali), un club all’ultimo piano ed un hotel, che saranno interamente ricoperti da una fitta vegetazione a cascata destinata ad assorbire CO2 dalle strade circostanti.
Se funzionerà, c’è già pronto un progetto per un’intera città coperta di vegetazione, una città foresta.

2. Museo Nazionale del Qatar, Qatar, Ateliers Jean Nouvel

Forse non sorprende, visto il picco di approvazione sul suo avamposto da 1 miliardo di sterline del Louvre di Abu Dhabi, inaugurato alla fine dello scorso anno, ma l’architetto francese Jean Nouvel sembra aver conquistato il mercato dei musei mediorientali. Infatti il progetto in Qatar di Nouvel sembra essere ancora più ambizioso del Louvre, che presenta una vasta cupola ispirata all’effetto delle foglie di palma intrecciate, e che probabilmente avrà regalato agli ingegneri strutturali più di qualche notte insonne. Il nuovo progetto sembra invece essere basato su un tipo di cristallo locale noto come “rosa del deserto”. Ciò che ne risulta è una struttura asimmetrica composta di dischi incastrati ed è così spettacolare che quasi sicuramente sarà il set del prossimo spin-off di Star Wars.

3. V & A Dundee, Scozia, Kengo Kuma e Associati.

Un altro progetto ispirato agli elementi geologici locali, questa sede del V&A trae la sua forma dalle striature delle vicine scogliere sulla selvaggia costa orientale, che sono rappresentate da 2.500 pannelli di pietra sospesi, ciascuno del peso di due tonnellate. Il primo museo del design ad essere costruito nel Regno Unito fuori da Londra e di cui lo schema è fortemente complesso, richiede infatti la realizzazione, preventiva alla costruzione, di una rete di supporti in acciaio provvisori ed un cassone di fondazione (un’area impermeabile che serve a consentire il lavoro sotto il livello dell’acqua).
Con pareti inclinate che assomigliano allo scafo sagomato di una barca, ricollegherà la città al fiume Tay, una volta fonte di prosperità.

4.Il triforio, Abbazia di Westminster, Londra, Ptolemy Dean

Si potrebbe pensare che infilare un cavedio per un ascensore all’esterno di uno dei più importanti edifici ecclesiastici del mondo provocherebbe un’insurrezione armata tra gli ambientalisti, ma questo è il sottile splendore di questa torre indipendente di 50 m e verremmo quindi perdonati per non averla notata. Il progetto, che è la prima aggiunta importante dal 1745, è basato su una stella ottagonale e, nascosto in un angolo, sembra più medievale che moderno. Ciò che questo progetto rende possibile è sbalorditivo: l’apertura del triforio – lo spazio in cima all’abbazia. Verrà creata una nuova galleria per esporre una straordinaria collezione di manoscritti, vetrate, paramenti e il celebre Retroaltare di Westminster, un pannello intagliato e ingioiellato del XIII secolo che si ergeva dietro l’altare maggiore. Eppure questo potrebbe non essere il più grande tesoro in mostra: John Betjeman ha descritto la vista nella navata come la migliore in Europa.

5.The Royal Academy, London, David Chipperfield Architects

Il nonno di tutti questi palazzi di meraviglie culturali è senza dubbio la Royal Academy, fondata nel 1768 con una collezione di alcuni dei più grandi artisti che queste isole abbiano prodotto. Per molti anni, tuttavia, l’istituzione ha vissuto un’esistenza divisa, divisa tra Burlington House a Piccadilly e 6 Burlington Gardens, l’imponente palazzo che è alle sue spalle. David Chipperfield, il restauratore di archi che ha ottenuto grandi consensi per il suo mirabile progetto del Neues Museum a Berlino, è stato invitato a lavorare ad un progetto di ricongiunzione delle due parti. È più facile dirlo che farlo, dati i pavimenti a diversi livelli e diversi assi che creano un labirinto di corridoi. Attraverso un ponte ha proposto una soluzione brillante, mentre attraverso nuove gallerie, un bar ed un cortile si è procurato più spazio che in qualsiasi altro intervento degli ultimi 150 anni. Il punto forte del progetto è senza dubbio un atrio splendidamente ristrutturato e ricostituito, illuminato da finestre a lucernario, che potrebbe essere una delle sale più eleganti della capitale. Per fortuna è anche tutto in tempo per il 250 ° anniversario della RA.

6. Museo Navale, del Vapore e delle Storie Windermere Jetty, Lake District, Carmody Groarke

Al primo sopralluogo potrebbe sembrare un gruppo di capannoni , ma questo complesso senza pretese, rivestito di rame che diventerà verde, offre uno scenario appropriato per l’importante collezione internazionale di barche esposte dentro e fuori dal lago. C’è la solita caffetteria ed il negozio, ovviamente, ma anche un laboratorio per la conservazione ed il restauro. Semplice ma appropriato, dato l’ambiente straordinario.

7. Centrale elettrica ARC, Copenhagen, Danimarca, gruppo Bjarke Ingels

Ulteriore prova del fatto che l’ambientalismo non deve essere troppo perbene, questo progetto lungimirante si sposa con una centrale elettrica all’avanguardia proponendo una pista da sci artificiale di 500 metri, una delle più lunghe. La Danimarca ha un sacco di neve, ma ha relativamente poche colline, quindi il genio di Bjarke Ingels propone un utilizzo alternativo della ripidissima struttura in alluminio che brucerà oltre 400.000 tonnellate di rifiuti all’anno e genererà energia sufficiente per 60.000 case, fornendo percorsi per principianti ma anche per esperti dello sport, il tutto aiutando Copenhagen nell’obiettivo di essere neutrale dal punto di vista delle emissioni di carbonio entro il 2025. Nel progetto c’è anche un camino da cui escono anelli di fumo. C’è qualcosa che non va?

8. Leeza SOHO, Pechino, Cina, Zaha Hadid Architects

Sarà un anno importante per ZHA, che continua a sfidare le aspettative e la cattiva pubblicità a seguito della morte della sua incomparabile fondatrice, Zaha Hadid. La star del suo show nel 2018 sembra essere l’edificio per uffici Leeza, composto di due grattacieli connessi da un avvolgente rivestimento e che vantano l’atrio più alto del mondo.
Aspettatevi di vederlo comparire su miriadi di copertine.
9. The Scalpel, Londra, Kohn Pedersen Fox

Date le difficoltà affrontate negli ultimi anni dalla città di Londra, molte delle quali sono ancora in via di smaltimento, ci rende sollevati il poter elogiare un’affascinante aggiunta al tormentato skyline della città, sebbene sia alto 190 m. A differenza dei vicini Cheesegrater (anche noto come Leadenhall Building) o del Walkie-Talkie (20 Fenchurch Street), lo Scalpel – nome ufficiale – indossa elegantemente la sua altezza e si slancia all’indietro lasciando libera la visuale sulle importanti viste su St Paul’s. Lo si potrebbe anche descrivere come un intervento sensibile se non fosse che, osservato insieme al Cheesegrater da Est, la Città appare come se sporgessero due dita da Canary Wharf, il suo più vicino rivale.

10. Goldsmith Street, Norwich, UMikhail Riches

Dato ciò che è successo alla Grenfell dobbiamo includere un buon esempio di edilizia sociale – l’antitesi di tutti i blocchi realizzati in bassa qualità che sono stati realizzati negli anni Sessanta e Settanta, e che continuano ad essere eretti a centinaia nelle nostre città. Goldsmith Street è una conquista, proponendo alti livelli ambientali, aumentando drasticamente l’efficienza energetica attraverso l’utilizzo di un attento design e selezione dei materiali. Combina questi elementi con una serie di spazi comuni ed un attento mix di appartamenti e case luminose. Speriamo che diventi il modello per molte altre iniziative edili.