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Rassegna stampa artribune | dalla triennale a marte, intervista a stefano boeri

artribune | dalla triennale a marte, intervista a stefano boeri

Stefano Boeri racconta la sua visione sulla Triennale e sul futuro dell’Italia in un’intervista rilasciata ad Artribune. Dalle prospettive sulla Fondazione milanese, contenitore di tutte le arti ed incubatrice delle nuove discipline, agli interventi che potrebbero rilanciare l’identità e l’economia italiana, alle visioni distopiche che indagano il futuro dell’abitare.

L’architetto neoeletto Presidente della Triennale racconta di come veda nell’architettura la capacità di accogliere tutte le altre discipline creative. Ne è esempio il Palazzo dell’Arte che, progettato da Giovanni Muzio, nasceva già con una proposta spaziale che raccoglie tutte le arti. Si vuole confermare infatti nel programma dei prossimi anni la vocazione iniziale di questo luogo.

L’intervista sposta il focus su un’altra scala, quella italiana, e su come in futuro si possano interpretare le necessità legislative del paesaggio e della cultura italiana. Boeri propone tre linee d’azione.
La prima riguarda un piano integrato sulle quattordici principali aree metropolitane del Paese, un insieme di strategie che possano definire nuove trasformazioni: “la lotta alla povertà, l’accessibilità, la forestazione e lo sviluppo rigenerativo” sono per l’architetto quattro punti fondamentali per guardare al futuro.
In secondo luogo la valorizzazione delle nostre foreste e del patrimonio ambientale.
E terzo punto, la necessità di una legge che definisca e faciliti la sostituzione del nostro patrimonio architettonico, perché spesso obsoleto ed energivoro. E che venga promossa in maniera diffusa un’architettura di qualità che possa divenire anche volano economico.

Roma è per Boeri la città da tenere d’occhio, metropoli orizzontale e policentrica di grande fascino e madre di un grande potenziale tutto da svelare. “È un luogo unico, di una potenza infinita. Ha bisogno di una visione, di un traguardo.”

Infine Stefano Boeri racconta del progetto nato da una distopia, Una colonia di Boschi Verticale su Marte 2117, un esperimento progettuale sviluppato all’interno del Future City Lab alla Tongji University di Shanghai. Un progetto in cui, a partire dalle nefaste conseguenze del cambiamento climatico, ci si immagina a vivere su un altro pianeta: il più vicino dei paesi lontani, Marte.
“Il nostro progetto immagina la presenza di ecosistemi complessi – non semplicemente navicelle, capsule, cupole o altri dispositivi – su Marte, all’interno dei quali la natura vegetale possa sviluppare le condizioni ambientali per garantire la sopravvivenza.”
Visione distopica che avrà modo di essere indagata durante il Fuorisalone 2018 all’interno dell’allestimento di space&interiors, manifestazione organizzata da MADE eventi. Occasione in cui ci sarà modo di sperimentare materiali e modi del futuro dell’abitare.

Articolo integrale su Artribune: http://www.artribune.com/professioni-e-professionisti/who-is-who/2018/03/intervista-stefano-boeri/