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Masterplan Litorale Salerno Sud

Masterplan Litorale Salerno Sud

Immagini

Servizi

Progetto preliminare

Anno

2020-in corso

Luogo

Salerno, Campania

Cliente

Regione Campania

Tipologia

Pianificazione urbana

Progetto

Stefano Boeri Architetti, Società Cooperativa MATE, StudioSilva e F Tourism & Marketing

Credits

Stefano Boeri Architetti
Founding partner: Stefano Boeri
Coordinatore Divisione Urbanistica: Corrado Longa
Project leader: Anna Maiello
Team: Laura Di Donfrancesco, Geronimo Fioravanti, Elena Giannelloni

La gara indetta da Regione Campania per il progetto del Masterplan Litorale Salerno Sud, vinta da Stefano Boeri Architetti e Società Cooperativa MATE, insieme a StudioSilva e F Tourism & Marketing, si inserisce nella visione generale di riqualificazione del territorio campano. Insieme alla precedente esperienza sul litorale Domitio-Flegreo, il piano si pone l’obiettivo di potenziare e ripensare un territorio costiero complesso ma di grande valore paesaggistico e ambientale.

Il progetto prevede l’intervento su 8 Comuni (Salerno, Pontecagnano-Faiano, Bellizzi, Battipaglia, Eboli, Capaccio-Paestum, Agropoli e Castellabate), su un totale di 478 kmq, in un territorio caratterizzato da una forte impronta storica e naturalistica grazie alla presenza di siti archeologici – come Paestum e Pontecagnano – così come di aree di valore ambientale, quale il Parco del Cilento e la Piana del Sele.

Allo stesso tempo, l’area di progetto evidenzia forti criticità legate soprattutto allo sfruttamento e all’erosione delle coste, insieme a un quadro di abusi edilizi e scarsa manutenzione che caratterizza i litorali e il paesaggio costiero. Inoltre, le zone agricole e fluviali sono in gran parte (per circa 3.600 ettari) coperte da serre, forte risorsa economica ma anche profonda criticità, a causa della quasi totale impermeabilizzazione del suolo. Aree dismesse e tratti fluviali inquinati dai reflui delle aziende zootecniche sono altri elementi su cui il piano insiste.

Il progetto preliminare punta dunque a rilanciare dal punto di vista ambientale e turistico il tratto tra Salerno e Castellabate, con una struttura caratterizzata da sette obiettivi principali a partire da cinque temi generali: mobilità, energia, ambiente, rigenerazione urbana e turismo. In questo modo, attraverso otto progetti – sistema, la strategia del Masterplan stabilisce nuovi standard paesaggistici per un miglioramento generale della qualità della vita, lavorando sia sulle potenzialità del costruito sia su nuove implementazioni ambientali: dalla riattivazione delle reti ecologiche del paesaggio costiero all’introduzione di nuove reti di mobilità sostenibile, dalla riqualificazione delle filiere agricole e del tessuto urbano all’utilizzo di fonti rinnovabili per rendere autosufficiente il territorio.

Nello specifico, il progetto della mobilità prevede il potenziamento della linea ferroviaria con la costruzione di una linea di metropolitana leggera che individua sette nuovi approdi tra Salerno e Agropoli, includendo così un territorio fortemente isolato dal punto di vista delle connessioni periurbane. A questo proposito, viene implementata anche una rete di mobilità ciclopedonale di 300 km, oggi praticamente inesistente, così come una linea di trasporto rapido da Salerno a Paestum lungo la costa. Altri interventi riguardano la viabilità su gomma, riorganizzando e ridisegnando le due arterie principali con interventi specifici atti a far defluire il traffico attraverso collegamenti secondari, oltre che valorizzare il territorio costiero, aumentando del 50% le aree permeabili.

Particolare attenzione viene destinata alla questione energetica, con uno studio delle potenzialità esistenti, da implementare con soluzioni innovative. Dunque le serre, impattanti dal punto di vista paesaggistico e ambientale, vengono ripensate come hub di energia pulita: una volta rimossi i rivestimenti in plastica e sostituite le strutture principali, le coperture sono convertite in impianti agrivoltaici scorrevoli, per permettere anche un parziale ritorno alla permeabilità dei suoli. Oltre a ciò, le strategie volte all’autosufficienza energetica a grande scala prevedono di convertire i reflui zootecnici in una risorsa, trasformandoli in parte in biometano – da immettere per la produzione di gas nella rete domestica – e in parte trasformandoli per la ricomposizione dei suoli.
Anche il mare, elemento territoriale essenziale per tutto il territorio campano, gioca un ruolo importante per la produzione di energia pulita, grazie allo sfruttamento del moto ondoso generato dalla presenza di nuove barriere frangiflutti, atte a ridurre l’erosione delle coste.

Sempre lungo il litorale, il progetto si concentra sulla de-artificializzazione della costa, attraverso la valorizzazione della pineta di 270 ettari, riqualificata con nuovi corridoi ecologici lungo i canali fluviali, per migliorare la qualità paesaggistica e contenere l’espansione delle aree urbane.
In queste ultime, la rigenerazione del tessuto urbano e delle zone produttive abbandonate si unisce a uno studio sul recupero del patrimonio storico rurale, con un’attenzione particolare alla rifunzionalizzazione delle strutture dei tabacchifici.

Infine, viene valorizzato il patrimonio storico nelle aree di Paestum e Pontecagnano, con l’obiettivo di rilanciare i siti archeologici; insieme al ridisegno del lungomare e alla creazione di attrattori legati al territorio (in particolare, sono previsti due hub a Salerno e Agropoli), l’obiettivo è promuovere e potenziare il turismo del territorio, soprattutto quello lento, con il recupero di masserie e strutture agricole.

 

I numeri del progetto:

478 kmq di area di progetto
308.196 abitanti
30 km di costa riqualificate

+ 50% aree permeabili sulla costa
+ 250 ha di riforestazione
+ 150 km di parchi fluviali
+ 70 km di filari alberati
+ 35 km di barriere soffolte
+ 2600 ha di aree riqualificate

+ 300 km di percorsi ciclopedonali
+ 35 km di linea di trasporto rapido (BRT)
+ 7 approdi Metro Mare
+ 100 ha di aree per servizi al turismo

+ 1.5 mln MWh/anno energia elettrica da agrivoltaico
+ 90 mln mc/anno di biometano