Email

studio@stefanoboeriarchitetti.net

Phone

+39 02 55014101

Sede Italiana

Via G. Donizetti, 4
20122 Milano IT

Mancini Pastificio Agricolo | Monte San Pietrangeli

Mancini Pastificio Agricolo Monte San Pietrangeli

Immagini

Progetto

Stefano Boeri Architetti

Luogo

Monte San Pietrangeli (FM), Italia

Anno

2021 - 2026

Tipologia

Produttivo e Logistica


Cliente

Azienda Agricola Mancini

Credits

Stefano Boeri Architetti: Founding Partner: Stefano Boeri, Partner in charge: Marco Giorgio; Project Leader: Francesca Lina Pincella; Design Team: Marco Neri, Daniele Barillari, Klodiana Kajmaku
Consulenti: Studio E5.0 - Architetto Michele Cruciani e Ing. Silvia del Bianco (Architetto e Strutturista Locale), STIEM ENGINEERING (Progetto Impianti), Studio Tecnico Moretti (Prevenzione Incendi), CIALAB (Autorizzazioni Ambientali), Geologia ambiente (Relazione Analisi Geologica), Studio Laura Gatti (Progetto Botanico)

Il progetto di Stefano Boeri Architetti per l’ampliamento del Mancini Pastificio Agricolo si sviluppa in un luogo dove agricoltura e architettura coincidono: un pastificio immerso nei campi di grano, dove l’intera filiera, dalla coltivazione alla trasformazione, avviene nello stesso sito, seguendo i ritmi delle stagioni anziché quelli industriali.

L’intervento nasce in dialogo con l’edificio esistente, un impianto semi-ipogeo del 2010 trasformato nel 2017 dall’arch. Ernesto Paoletti. Il nuovo progetto si configura come addizione a questa struttura, sviluppandosi su una superficie di circa 4.710 mq e rispondendo alle nuove esigenze produttive e logistiche dell’azienda: vi trovano spazio il confezionamento della pasta, l’immagazzinamento automatizzato e le aree di carico e scarico, oltre a nuovi uffici e un punto vendita al primo piano. A questa dimensione  si affianca un cambio di paradigma: dalla sequenza lineare di spazi funzionali si passa a un principio insediativo organizzato attorno a uno spazio aperto centrale. I nuovi volumi si incastonano nella collina, ruotando rispetto all’edificio esistente per adattarsi al declivio naturale, riducendo l’impatto visivo sul paesaggio agricolo e ottimizzando i flussi produttivi.

Il percorso di avvicinamento è pensato come una scoperta progressiva: l’edificio si rivela gradualmente allo sguardo, inserito nella morfologia del terreno. A concludere il disegno compositivo è un totem verticale che segna l’ingresso e bilancia l’orizzontalità dei volumi, diventando punto di riferimento visivo dell’intero complesso.

Il rapporto con il paesaggio è un elemento centrale del progetto: i filari di ciliegi perimetrano l’edificio creando un porticato naturale ombreggiato, mentre le coperture verdi delle pergole reinterpretano in chiave architettonica il paesaggio collinare, richiamando la tradizione agricola dei filari come elementi di separazione e rotazione colturale.

Anche la scelta dei materiali riflette questo dialogo tra nuovo ed esistente. I due prospetti preesistenti – uno con brise-soleil in legno, l’altro in cemento a vista – vengono rivestiti con frangisole in legno, che dialogano con l’architettura originaria segnandone al contempo la distanza temporale. Le nuove facciate, invece, sono realizzate in pannelli prefabbricati di cemento termoisolato zigrinati e pigmentati in pasta con toni rossi che richiamano il colore della terra e variano con la luce durante il giorno. Il rosso ritorna anche nel totem d’ingresso e nell’area di accesso, come filo cromatico che unisce le diverse parti del complesso.