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Giardino Storico della Reggia di Quisisana | Castellamare di Stabia

Giardino Storico della Reggia di Quisisana Castellamare di Stabia

Immagini

Progetto

Stefano Boeri Architetti (capogruppo del raggruppamento, coordinatore e architetto paesaggista specializzato nel restauro di giardini storici); StudioSilva S.r.l. (agronomo specializzato nel restauro di giardini storici, coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione); Fabrica Conservazione e Restauro s.c.p.l. (restauratore); Antonio De Simone (archeologo)

Luogo

Castellamare di Stabia (NA), Italia

Anno

2024 - 2025

Tipologia

Parchi e giardini

Cliente

Parco Archeologico di Pompei

Credits

Founding Partner: Stefano Boeri, Director: Hana Narvaez, Project Leader: Sara Gangemi, Design team: Francesca Porro, Daniele Barillari, Anastasia Kucherova
Consulenti:
ASAP Srl SB (CAM e relazione di sostenibilità); Professionisti S.r.l. (ingegnere impiantista); Paolo Aliperti (ingegnere strutturista); Andrej Mikuz (esperto di strategie economiche)

Il giardino storico della Reggia di Quisisana si estende per circa 1,6 ettari sul versante nord del monte Faito, all’interno del Parco Regionale dei Monti Lattari. Nato nel XIII secolo come riserva venatoria angioina, si è trasformato nel tempo in un giardino capace di fondere geometrie formali ed elementi naturalistici, fino al secolo scorso, quando è stato poi precluso al pubblico e lasciato in abbandono.

Il progetto ideato da Stefano Boeri Architetti con Studio Silva, Fabrica Conservazione e Restauro e il Prof. De Simone, più che un restauro filologico, mira al recupero delle tracce storiche, considerando il giardino come un sistema vivente in cui conservazione e trasformazione procedono insieme. L’intervento punta inoltre a recuperare i caratteri del giardino all’inglese sviluppato tra primo Ottocento e Novecento, ancora parzialmente leggibile nell’impianto attuale. Gli obiettivi principali sono il progressivo ripristino delle architetture vegetali, il restauro del disegno storico e delle fontane e la messa in sicurezza del parco, reso finalmente accessibile a tutta la cittadinanza, secondo i principi del Design for All.

Il tema della biodiversità assume un ruolo centrale, attraverso la reintroduzione di specie coerenti con la flora locale e il rafforzamento delle relazioni ecologiche tra le diverse componenti vegetali. La disposizione del verde segue la gerarchia storica del sito, con una progressione graduale di naturalità: dalle aiuole formali e dai prati ordinati intorno alle terrazze della Reggia, fino alle aree meno strutturate che introducono il visitatore al bosco, massima espressione di naturalità e rifugio di biodiversità.

Gli interventi architettonici sono volutamente minimi: conservativi e di valorizzazione sulle preesistenze, integrati per materiali e linguaggio negli spazi nuovi. I percorsi principali tra ingresso, Torre Colombaia e sala conferenze recuperano la quota originaria e sono nuovamente delimitati da elementi lapidei, secondo orditure e tecniche costruttive originarie. Il viale di platani è valorizzato, mentre altrove i tracciati storici restano leggibili attraverso lo sfalcio differenziato, senza apporto di nuovi materiali.  I pianori, l’esedra con le due fontane e le terrazze panoramiche diventano spazi di sosta, con sedute in pietra, illuminazione e dispositivi informativi, tra cui lastre a spacco incise ricavate dalla pietra recuperata in loco.

Il restauro delle componenti monumentali (le scale e i cordoli le fontane, il gruppo scultoreo del leone e del drago) ha come criteri guida la durabilità e la valorizzazione. Nelle vasche, oggi non attive, un impianto di nebulizzazione temporizzato richiama la funzione storica.

L’insieme di queste azioni mira a restituire alla comunità di Castellammare di Stabia un patrimonio identitario di grande valore, trasformando il giardino in un luogo di biodiversità, educazione ambientale e memoria storica.