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Rassegna stampa el mundo | intervista a stefano boeri

el mundo | intervista a stefano boeri

6 febbraio 2018

Intervista a Stefano Boeri sul quotidiano spagnolo El Mundo, realizzata dalla giornalista, biologa e ricercatrice Mar De Miguel, che ha incontrato l’architetto a Madrid.
Partendo da un’analisi dei dati sull’estensione ed erosione mondiale delle foreste, sulle capacità di assorbimento di CO2 da parte degli alberi e sulle fonti di inquinamento atmosferico, l’intervista approfondisce le caratteristiche del Bosco Verticale dal punto di vista architettonico, tecnico, ambientale e sociale, come soluzione per contrastare l’inquinamento, il cambiamento climatico e il disagio abitativo.

Si parte dalla premessa che nel tempo di lettura dell’articolo, 28.500 alberi verranno abbattuti sul nostro pianeta. L’ONU ha calcolato che ogni anno si perdono 13 milioni di ettari di foresta. Nell’atmosfera si immettono 79.000 tonnellate di CO2 al minuto. La cifra raggiunge 41,5 gigatonnellate all’anno, secondo i dati presentati al vertice sul clima di Bonn del 2017. Possiamo invertire queste cifre?
“Le città producono il 75% della CO2 che è presente nella nostra atmosfera – spiega Stefano Boeri – Le foreste assorbono il 40% della CO2 a livello globale. Ciò significa che se portiamo alberi e foreste nelle nostre città combatteremo il nemico sul suo stesso campo, nel luogo dove viene prodotta la CO2”. Esperto in architettura sostenibile, Stefano Boeri è noto per le architetture che integrano elementi naturali, come le torri residenziali del Bosco Verticale di Milano costruite nel 2014 o il progetto di Città-Foresta che verrà costruito in Cina. L’architettura di Boeri, integrando la natura come elemento essenziale,  fa i conti con una serie di difficoltà, studi e soluzioni tecniche molto specifiche da risolvere. Il progetto di un Bosco Verticale include la selezione delle specie vegetali e le loro esigenze climatiche, calcolando l’umidità, l’illuminazione solare e le condizioni del vento. Lo spazio tridimensionale di ogni albero deve prevedere la crescita delimitata. Il complesso sistema di irrigazione è legato all’esatta posizione delle radici: Si calcola la forza con cui il vento impatta sui rami degli alberi a seconda della loro altezza e dell’angolazione. “Siamo andati in una galleria del vento in Florida, dove sono stati effettuati i test del tifone, volevamo vedere un modello reale e testare le nostre soluzioni”.
Questo modello di architettura si dimostra una soluzione per contrastare l’inquinamento e il cambiamento climatico grazie alla capacità degli alberi di assorbire CO2, per demineralizzare il suolo e per favorire lo sviluppo della biodiversità urbana.
Dopo il primo prototipo di Bosco Verticale a Milano, Stefano Boeri Architetti prosegue il lavoro di ricerca e progettazione nel campo della forestazione urbana. In Cina è stata progettata la prima Città Foresta del mondo, un modello di insediamento urbano ricoperto di verde ed energeticamente autosufficiente.
Oltre all’inquinamento si mira a risolvere il problema del disagio abitativo: ad Eindhoven la Trudo Vertical Forest sarà il primo Bosco Verticale adibito a social housing.
Il futuro delle città prende forma nel progetto-visione della Colonia di Boschi Verticali su Marte, presentato alla Biennale Internazionale SUSAS di Shanghai 2017.
Una provocazione che risponde a un dato: nel tempo di lettura dell’intervista su El Mundo, l’atmosfera si è caricata di 395.000 tonnellate di CO2 in più e la Terra ha perso 142.500 alberi.

http://www.elmundo.es/ciencia-y-salud/ciencia/2018/02/06/5a789c26468aeb731a8b45d3.html