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Tratturi Masterplan | Molise

Tratturi Masterplan Molise

Immagini

Progetto

Technital (capogruppo), Stefano Boeri Architetti, Cooprogetti Società Cooperativa, Mate Società Cooperativa, Architetto Luigi Valente, Studio Silva S.r.l., Nostoi Archeologia e Cultura, Geoprove S.r.l.

Anno

2023 - in corso

Luogo

Regione Molise, Italia

Cliente

Comune di Campodipietra (CB)

Tipologia

Masterplan

Servizi

Progetto Preliminare, Progetto Definitivo, Progetto Esecutivo Design, Piano strategico

Credits

Stefano Boeri Architetti
Founding Partner: Stefano Boeri
Director: Corrado Longa
Project Leader: Stefano Ivaldi
Design team: Elena Luongo, Laura di Donfrancesco

Il raggruppamento costituito da Technital (capogruppo), Stefano Boeri Architetti, Cooprogetti, MATE Società Cooperativa, Studio Silva S.r.l., Architetto Luigi Valente, Geoprove e Nostoi, è incaricato del Masterplan per il recupero dei tratturi molisani.  

Il progetto prevede la valorizzazione e il potenziamento dell’offerta turistica nel contesto del Cis (Contratto Istituzionale di Sviluppo) Molise, con l’obiettivo di recuperare i tratturi – gli antichi percorsi della transumanza, pratica che dal 2019 è diventata Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO – e metterli a sistema con i borghi storici molisani.  

Il sistema tratturale rappresenta un frammento di storia che ha attraversato almeno sette secoli, arricchitosi nel tempo di ulteriori stratificazioni, tanto da essere considerato uno dei più significativi monumenti della storia economica e sociale dell’Appennino Abruzzese-Molisano e del Tavoliere delle Puglie. Attraverso i tratturi, infatti, le greggi si spostavano lungo il territorio italiano ed europeo, creando sentieri naturali caratterizzati da una biodiversità unica. Le grandi vie tratturali, infatti, furono inizialmente tracciate durante le migrazioni dalle grandi mandrie che popolavano l’Europa meridionale dall’inizio dell’Olocene, per poi essere gestite e rinfoltite dai Romani per primi, per collegare meglio i centri urbani: attorno a questi percorsi iniziarono a sorgere infrastrutture di sosta, come capanne di pastori, opifici, taverne, chiese pastorali, abbeveratoi, e cippi e muretti di pietra per delimitarne i confini. Nel XV secolo, poi, la ramificazione era talmente sviluppata che venne categorizzata in tratturi (i percorsi principali, di 110m di larghezza circa), tratturelli e bracci (percorsi secondari, con una sezione più contenuta, a collegamento dei tragitti primari).   

Il progetto parte da un’attenta fase di analisi del territorio molisano, caratterizzato da un sistema di fruizione fragile – sia dall’esterno che dall’interno – con una popolazione di circa 300.000 abitanti, distribuiti nelle tre città principali (Campobasso, Isernia, Termoli) e in una svariata costellazione di borghi riconosciuti a livello nazionale per la loro qualità e unicità. La rete dei percorsi tratturali vede una frammentazione generale e una perdita delle originali caratteristiche identitarie: a causa di lottizzazione, abbandono e interruzioni artificiali, la maggior parte dei tratturi molisani si presenta infatti incompleta o dai confini impercettibili.   

In questo contesto, il piano prevede la messa a sistema delle diverse emergenze del territorio attraverso la rigenerazione di 6 tratturi, 2 bracci e 2 tratturelli che collegano Puglia, Abruzzo e Molise, per un totale di 325Km di percorsi ripristinati ripercorribili. Il progetto, sviluppato in collaborazione con un consorzio di 59 comuni molisani, vede quindi il recupero e la valorizzazione paesaggistica dei tracciati storici dei tratturi e dei loro elementi caratteristici, attrezzando i percorsi con segnaletiche, punti di sosta e tappe che, insieme a una risoluzione delle interferenze sedimentate nel tempo, ne garantiscano la riconoscibilità e la percorrenza.   

Nello specifico, l’intervento mira a collegare i sentieri regionalmente e nazionalmente – trasformandosi in un sistema di 2631 ha di corridoi ecologici della biodiversità – ricomponendo i sedimi attraverso la delimitazione dei bordi con specie vegetali autoctone che rendano nuovamente riconoscibili i tracciati storici, oltre a definire le linee guida per la gestione, con nuove modalità di cogestione pubblico-privato e il rilancio del ruolo dell’operatore agricolo quale figura centrale per il mantenimento nel tempo delle caratteristiche del tratturo.   

I nuovi cammini si sviluppano tra 7 “porte” di partenza e di fine percorso (Castel del Giudice, San Pietro Avellana, Montalto, Rionero Sannitico, Sepino, Gambatesa, Santa Croce di Magliano), per articolarsi poi in 36 tappe intermedie, calcolate a seconda della lunghezza dei cammini e in corrispondenza di presenze storiche da riqualificare, che toccano 77 borghi storici.   

La presenza di sentieri secondari esistenti, che andrebbero a infittire la rete dei tratturi costituendo 23 percorsi ad anello, consente di mettere a sistema tutta la costellazione dei borghi storici, con l’obiettivo di riattivare e riconnettere il territorio.   

Individuando i tratti omogenei dei paesaggi dei tratturi (prato-pascolo, bosco, prato stabile, urbano, borgo), il progetto per il recupero del percorso tratturale, quindi, si pone come un intervento di rigenerazione e salvaguardia degli elementi storico-identitari presenti, di connessione tra i vari borghi storici attraverso una percorribilità accessibile e riconoscibile, e di implementazione dei tratturi come corridoi ecologici e paesaggi della biodiversità, in un’ottica di forestazione urbana nazionale che riattivi il territorio attraverso la natura.    

I numeri del progetto:
325 Km di cammini della transumanza
2631ha di corridoi ecologici della biodiversità
850 ha di manutenzione di boschi esistenti
90.500 alberi da piantumare e mantenere 
77 borghi coinvolti
36 tappe intermedie
23 percorsi ad anello
49 elementi storico-identitari valorizzati
12 taverne recuperate
13 masserie recuperate 
8 fontanili recuperati