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the future of living and the planet of the future

the future of living and the planet of the future

Immagini

Progetto

Stefano Boeri Architetti

Luogo

Milano, Italia

Anno

2018

Credits

Ideazione e progettazione
Stefano Boeri Architetti

Direzione artistica
Stefano Boeri

Responsabile progetto
Giorgio Donà

Progettazione
Dino Polverino, Jacopo Abbate, Esteban Marquez, Martina Mitrovic, Stella Sblendorio, Chiara Tomasin

Comunicazione
Camilla Pusateri, Carlotta Franco, Anastasia Kucherova

Editor
Guido Musante

Stefano Boeri Architetti progetta l’allestimento di Space&Interiors, lo spazio espositivo di MADEexpo al Fuorisalone 2018 e cura l’esposizione che ha come titolo “The Future of Living and the Planet of the Future” realizzato all’interno di The Mall, scenografico spazio ipogeo immerso nel cuore del nuovo Innovation Design District a Milano.

Lo scenario di sperimentazione creativa di quest’installazione propone una possibile anticipazione delle risposte progettuali agli effetti devastanti del cambiamento climatico, a partire dall’innalzamento del livello degli oceani: effetti che in un quadro estremo potrebbero anche indurre l’uomo, in un tempo non cosi lontano, a pianificare una colonizzazione di massa su Marte. Quanto oggi appare fantascientifico, suggerisce il progetto, potrebbe rivelarsi nei prossimi decenni sempre più realistico e richiedere una risposta immediatamente praticabile a tutti i livelli. Considerando che l’innalzamento di soli 3°C della temperatura terrestre è sufficiente per mettere a serio rischio l’esistenza di circa il 45% delle città del Globo, e insieme al cambiamento climatico e ai suoi effetti disastrosi, come la desertificazione in crescita esponenziale di alcuni territori, contribuiscono a rendere la possibilità che la Terra diventi un ambiente del tutto inospitale per la specie umana, lo scenario di una migrazione di massa su un altro pianeta appare ogni giorno sempre meno un’ipotesi fantascientifica.

Non è un caso che un numero crescente di grandi soggetti, istituzionali e privati, impegnati in molteplici campi sia tecnologici che progettuali, stia indagando con impegno crescente la necessità di operare un salto di scala nello sviluppo di nuove soluzioni che consentano di rendere abitabile Marte. Pianeta più simile alla Terra nel sistema solare per dimensioni, inclinazione dell’asse di rotazione e durata del giorno, da oltre cinquecento anni Marte genera la suggestione di offrirsi come casa alternativa per l’Uomo.
Insieme all’organizzatore MADE Eventi, Stefano Boeri Architetti ha ritenuto che la Design Week milanese, appuntamento globale in cui per definizione si delinea il futuro dell’abitare, fosse il momento dove immaginare una migrazione trans-planetaria non solo dal punto di vista tecnologico e ingegneristico ma anche rispetto alle nuove qualità dell’architettura e degli spazi abitati. “Space&interiors 2018 – The Future of Living and the Planet of the Future” è un’installazione immersiva ispirata alle atmosfere del Pianeta Rosso.

Un programma di vasto respiro che mette a confronto due movimenti e dimensioni concettuali e operative di per sé opposti: verso l’esterno e verso l’interno – o, in termini più evocativi, verso un super-esterno (un altro pianeta) e un super-interno (uno spazio abitato proiettato nel futuro).
Nello specifico di Marte, già a partire dalle principali caratteristiche dell’habitat – temperature medie superficiali comprese tra -120° e -14° C, atmosfera composta al 95% di anidride carbonica, elevata frequenza di violente tempeste di sabbia – è necessario pianificare un ambiente abitato dal carattere prevalentemente interno e protetto, anche negli spazi esterni agli edifici veri e propri.

La stessa qualità dell’architettura marziana andrà probabilmente misurata soprattutto a partire dal coredegli edifici, chiamato a costituirsi come un radicale “nocciolo d’accoglienza” rispetto a condizioni territoriali totalmente ostili e prive di un radicamento nella storia e nella simbologia umana. In una prima fase, vengono analizzate le macro-categorie tipologiche di spazi e oggetti ricorrenti negli ambienti fantascientifici e astro-spaziali proposti dalla filmografia – i corridoi, le soglie, i desk, eccetera – individuandone alcuni orizzonti tecnologici, linguaggi espressivi, innovazioni ambientali. In una fase successiva è stato quindi avviato un confronto aperto con alcune tra le più dinamiche aziende italiane nel settore dei componenti costruttivi e dei materiali per il design d’interni, chiamate a riflettere sulle potenzialità di sviluppo dei loro prodottimaggiormente proiettati nel futuro. Prodotti, cioè, capaci di sostenere un atto fondativo radicale come la migrazione planetaria e la conseguente evoluzione nei paradigmi di progetto.

In ultimo, “Space&Interiors 2018” stimola lo sviluppo di una nuova generazione di soluzioni per l’architettura e il design attente alle specificità di un universo sconosciuto. Il progetto vuole così implicitamente anche accentuare il livello di sensibilità a tutti i livelli nei confronti di un ritrovato equilibrio ambientale della Terra. In entrambi i casi: un nuovo progetto per un nuovo Pianeta che nasce con l’obbiettivo primario di mettere in scena la capacità dei produttori e progettisti individuati di anticipare il tempo e le innovazioni, decifrando i futuri possibili dell’abitare.

Disegnare uno spazio – che è l’incipit concettuale – equivale a esplorare un mondo sconosciuto e richiede quindi una forte attitudine all’interpretazione dell’ignoto come suggerisce il passaggio da l’ambiente sotterraneo – The Mall – dove il visitatore può provare la sensazione di essere catturato da un’astronave aliena, per proiettarsi poi in un grande spazio fluido che oltrepassa la rigidità dell’allestimento per mettere in scena spazi e soluzioni sorprendenti per l’architettura del domani.

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