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Porta della Speranza | Brescia

Porta della Speranza Brescia

Immagini

Progetto

Stefano Boeri Architetti

Luogo

Brescia, Italia

Anno

2025-2026

Tipologia

Installazione

Cliente

Dicastero per la Cultura e l’Educazione

Credits

Stefano Boeri Architetti:
Stefano Boeri (Partner), Anastasia Kucherova (Project Leader)

Rampello& partners (Coordinamento generale del progetto Porte della Speranza)
Valore Italia Impresa Sociale (Gestione e la produzione dei contenuti)
Artwood Academy (Lavorazione del legno)
Albertani Corporates SpA (Installazione e fornitura)
BUROMILAN (Progetto strutturale e certificazioni)
Bertone Design Srl (Targhe della Porta)
InPrimis, SMK Factory, ACT - Associazione Carcere e Territorio (realizzazione del progetto video “11 Giorni” (regia di Nicola Zambelli))
Tecnovision Ledwall srl (illuminazione)
Carpenteria SACIF (struttura metallica)

Il progetto Una speranza che si chiama lavoro: due porte aperte tra carcere e città di Stefano Boeri Architetti si sviluppa nell’ambito dell’iniziativa internazionale Porte della Speranza, promossa dalla Fondazione Pontificia Gravissimum Educationis del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, che propone la realizzazione di una serie di “porte d’autore” in otto carceri italiane e due portoghesi.

L’intervento, concepito attraverso un dialogo diretto con le comunità carcerarie, si configura come un dispositivo architettonico civico e simbolico volto a ridefinire la relazione tra il carcere e la città di Brescia. La Porta della Speranza di Stefano Boeri Architetti è collocata, infatti, presso la Casa Circondariale “Canton Mombello”, complesso penitenziario con uno dei più alti tassi di sovraffollamento in Italia, e affronta un tema fondamentale: il lavoro come principale forma di speranza e di reinserimento sociale.

La Porta della Speranza, è concepita come una soglia piuttosto che come una barriera. All’interno del carcere viene collocata nel panopticon, diventando un’interfaccia permanente dedicata alle opportunità di lavoro, istruzione e formazione professionale per le persone detenute. Una delle ante della porta è infatti trasformata in un grande display digitale che aggiorna costantemente le informazioni relative a offerte di lavoro, programmi di formazione, tirocini e collaborazioni proposte da imprese locali e cooperative sociali, sia all’interno sia all’esterno del sistema penitenziario.

A questo gesto fa da contrappunto l’installazione di una porta identica in Piazzale Arnaldo, uno degli spazi pubblici più vitali della città. Qui la porta si apre verso la città, condividendo non solo opportunità di lavoro ma anche conoscenza sulla realtà carceraria: le condizioni della detenzione, il fenomeno del sovraffollamento e il lavoro quotidiano, spesso invisibile, svolto dal personale penitenziario, dagli operatori sanitari, dai volontari, dalle imprese locali e dagli stessi detenuti attraverso iniziative culturali e artistiche.

Pur essendo fisicamente separate, le due porte, formate rispettivamente da due ante in legno di 3 m di altezza e 1,5 m di larghezza, costituiscono un unico sistema architettonico e civico. Esse attivano un doppio movimento — dalla città verso il carcere e dal carcere verso la città — consentendo la circolazione di informazioni, opportunità, progetti e aspirazioni oltre i confini istituzionali. Nel rispetto delle regole del sistema detentivo, il progetto introduce così un’infrastruttura concreta e simbolica di speranza, trasformando l’architettura in uno strumento di consapevolezza, responsabilità e inclusione sociale.

La Porta della Speranza ridefinisce così il concetto di soglia come spazio di scambio, in cui il lavoro diventa la chiave per la dignità, il reinserimento e una rinnovata relazione tra individui, istituzioni e città.

Si ringrazia in particolar modo la Casa Circondariale “Nerio Fischione” di Brescia, la direttrice Francesca Paola Lucrezi, il funzionario giuridico pedagogico Matteo Pedroni e il corpo della Polizia Penitenzia. Si ringrazia per la collaborazione il Comune di Brescia, la sindaca Laura Castelletti, il capo gabinetto Giandomenico Brambilla, Servizio Coordinamento Cantieri e Gestione Traffico, Settore Strade Dario Nicolosi, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia, Giuseppe Stolfi, Annamaria Basso Bert, Serena Rosa Solano.  Si ringraziano le associazioni che portano avanti i progetti didattici e di supporto alla reintegrazione nelle carceri di Brescia: Centro per l’impiego, CFP Zanardelli, Camera di commercio Industria, Artigianato e Agricoltura di Brescia, Confindustria Brescia, Fondazione della Comunità Bresciana, IAL Lombardia Brescia, Gruppo Foppa, Confcooperative Brescia, Energheia impresa sociale, Solco, Camera penale di Brescia, Space work, Fondazione Cariplo.