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Guizhou Mountain Forest Hotel

Guizhou Mountain Forest Hotel

Immagini

Progetto

Stefano Boeri Architetti

Luogo

Xinyi, Guizhou, China

Anno

2015

Cliente

Guizhou Wanfenggu Ecological Cultural Tourism Development Co., Ltd.

Tipologia

Architettura sostenibile

Superficie

Area di progetto: 31.200 mq

Credits

Design team:
Stefano Boeri (founding partner), Yibo Xu (partner), Michele Brunello (project director), Pietro Chiodi (Project director), Hana Narvaez (Project leader), Marco Giorgio, Marco Bernardini, Zhan Xu, Shilong Tan, Yinxin Bao, Roger Park, Palace Gong

Situato nella Valle dei diecimila picchi (Wanfenglin in cinese), il progetto del Mountain Forest Hotel si inserisce in un masterplan di circa 160 ettari sviluppato da Stefano Boeri Architetti nei pressi di Guizhou: città cinese nominata nel 2016 dal New York Times come una delle migliori destinazioni turistiche dell’anno.

Commissionato dal Gruppo Cachet Hotel, con sede a Hong Kong, il programma prevede la realizzazione di un albergo di 250 camere, distribuite su una superficie complessiva di 31.200 mq. Gli spazi interni, disegnati in collaborazione con l’artista locale Simon Ma, includono anche diversi servizi per gli ospiti, tra cui: palestra, lounge, area VIP, bar, ristorante e sala conferenze.

Il progetto trae spunto dall’ecosistema e dalle qualità morfologiche proprie e radicate della Valle, caratterizzata da una topografia unica che vede una miriade di colline rocciose completamente ricoperte di vegetazione colonizzare un’immensa piana verde. L’intervento si ispira completamente a questo paesaggio fantastico, proponendo un’architettura che ricorda con la sua volumetria una collina demolita in passato, richiamando così al presente il valore della storia, della natura e del rapporto che l’uomo ha necessariamente con entrambe.

L’edificio è caratterizzato da una facciata principale che si apre verso la valle con un sistema di logge digradanti, pressoché continue, che ricordano i piani scoscesi delle colline. L’intera lunghezza delle logge presenta nella parte più esterna delle vasche che contengono una vegetazione variegata composta da alberi, arbusti e piccoli cespugli.
In questo modo viene garantita ad ogni camera la stessa quantità di verde e anche di luce naturale. La facciata retrostante è invece continua, quasi piana ma ad uno sguardo più attento si nota come il suo disegno accompagni l’andamento convesso di quella principale con una leggera inclinazione concava.

L’intero progetto lavora sul concetto di “simbiosi” che ne diviene così il principale paradigma introducendo l’idea che l’ineludibile tema della sostenibilità architettonica non dipenda esclusivamente dalle prestazioni di risparmio energetico, ma soprattutto dalla più ampia accezione di biodiversità: in altri termini, appunto, dallo stato di simbiosi tra uomo, architettura e natura.

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