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easyhome lize new retail experience mall

easyhome lize new retail experience mall

Immagini

Progetto

Stefano Boeri Architetti

Luogo

Pechino, Cina

Anno

2016 - 2017

Cliente

Beijing Easyhome Investment Holdings Group Co., Ltd (DBA EASYHOME)

Tipologia

Commerciale

Servizi

Progetto preliminare, definitivo ed esecutivo, direzione lavori

Credits

Consulenti Weisheng Rong (Progetto strutture)

Gruppo di progetto Stefano Boeri (founding partner), Yibo Xu (Partner); Pietro Chiodi (project leader); (Senior architects) Vincenzo Vella, Francesca Motta, Yinxin Bao, Yitao Huang; (Design Team) Zhiyang Huang, Wenhai Zhu
Impresa Zhong Jian Ding Sheng (Beijing) Architectural Decoration Engineering Co.,Ltd
Immagini Paolo Rosselli

La nuova facciata disegnata per l’Easyhome Lize New Retail Experience Mall sintetizza la strategia di “Renovation”, concepita da Stefano Boeri Architetti, che prevede un programma di upgrade della modernità architettonica cinese. L’intervento punta infatti a sviluppare un nuovo prototipo di facciata, capace di riscrivere il significato linguistico, tipologico e urbano del Centro Commerciale in Cina, proponendosi come modello innovativo di trasformazione architettonica per l’intero Paese. La nuova quinta del complesso, situato sulla Terza Circonvallazione Ovest di Pechino, è così concepita come un elemento dotato di uno spessore volumetrico e una complessità concettuale e tecnologica che lo rendono capace di interagire con la storia e il paesaggio urbano. In tal modo, il tema dell’interfaccia architettonica viene sviluppato in maniera completamente diversa rispetto a quella del tradizionale, complanare e impermeabile schermo curtain-wall: tanto diffuso in ambito anglosassone e poi a livello globale. Sul piano della comunicazione simbolica, la “facciata tridimensionale” qui sperimentata propone anche un diverso approccio al consumo: più calibrato, riflessivo e attento alle differenze locali rispetto al diffuso e omologante “fast-moving consumer goods”, sempre indifferente nei confronti delle specificità culturali ed espressive dei vari contesti.

 

In termini più approfonditi: la facciata dell’Easyhome Lize New Retail Experience Mall di Pechino è stata ripensata da Stefano Boeri Architetti come una sofisticata interfaccia a più livelli: non solo tra l’interno e l’esterno dell’edificio, ma idealmente e in termini più estesi ed evocativi tra la Cina e l’Italia. L’architettura viene così interpretata nelle sue potenzialità di interfaccia geografica e culturale tra il contesto locale e l’immaginario del design italiano stratificatosi in Cina negli ultimi anni. L’intero edificio è così rivestito da grandi pannelli rettangolari bianchi in GRC – un materiale composito di ultima generazione che unisce le caratteristiche di resistenza a compressione della matrice cementizia con la resistenza a trazione delle fibre di vetro – e trattata attraverso una partitura di elementi verticali a tutta altezza, che scandiscono un ritmo musicale attorno al grande perimetro edilizio. L’impronta compositiva, esplicitamente ispirata ai linguaggi e alla luminosità del primo razionalismo italiano, può sembrare riprendere da quest’ultimo anche la classica monumentalità. A un’osservazione più attenta, tale linguaggio si rivela però soprattutto un’efficace strumento compositivo per rompere la massa unitaria del grande complesso e renderlo così percettivamente più domestico e famigliare. L’inserimento di una serie di elementi a variazione del tema – una curvatura in angolo, uno slanciato portale svasato, le superfici riflettenti in vetro scuro – amplificano infatti l’armonia figurativa del complesso architettonico, richiamando i caratteri di differenza e complessità che caratterizzano ogni parte di città animata da molteplicità di stili, storie e linguaggi. Utilizzando così il Mall in maniera simile a un grande strumento musicale urbano, il progetto reinterpreta radicalmente il tradizionale tema del ritmo architettonico, proprio alle stesse radici della modernità italiana. La musicalità essenziale e alternata delle parti in scansione orizzontale dell’edificio definisce infatti una sorta di super-partitura architettonica, articolata in più “movimenti”, replicati in altrettante varianti materiche e compositive su tutte le facciate, ciascuno dotato di variazioni, intervalli, aperture e scale. Un linguaggio capace di dialogare con la polifonia urbana che circonda il grande complesso, e nello stesso tempo di comunicare all’esterno la ricchezza e la varietà funzionale che animano gli interni del mall.

Il “grand design”, o design a grande scala, sviluppato in forma di prototipo nell’Easyhome Lize New Retail Experience Mall si apre infine al tema della moltiplicazione, proprio al design moderno ma anche ai progetti architettonici più sperimentali, come quelli elaborati dalle avanguardie storiche a partire dalla seconda metà del Novecento. Sul piano espressivo, la facciata definisce infatti un tema di base, che può essere replicato in un numero potenzialmente infinito di varianti, mantenendo intatti alcuni elementi di regolazione e operando su principi di trasformazione ogni volta differenti: dai materiali, ai ritmi, alle proporzioni. È tuttavia possibile identificare anche una seconda potenziale emanazione progettuale dell’intervento, non necessariamente applicabile su scala architettonica. Il principio compositivo essenziale del “renovation rationalism” può essere infatti declinato anche a molteplici categorie di oggetti e contesti, configurando così il progetto dell’Easyhome Lize New Retail Experience Mall come un caso-pilota trasversale e precursore di un nuovo design, a cavallo tra due mondi.

 

 

Press release