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easyhome lize new retail experience mall renovation

easyhome lize new retail experience mall renovation

Immagini

Progetto

Stefano Boeri Architetti

Luogo

Pechino, Cina

Anno

2016

Cliente

Beijing Easyhome Investment Holdings Group Co., Ltd (DBA EASYHOME)

Tipologia

Commerciale

Servizi

Progetto preliminare, definitivo ed esecutivo, direzione lavori

Credits

Stefano Boeri Architetti

Partner: Stefano Boeri, Yibo Xu

Project Leader: Pietro Chiodi

Architects: Vincenzo Vella, Francesca Motta, Yinxin Bao, Yitao Huang

Design Team: Zhiyang Huang, Wenhai Zhu

Structure Consulant: Weisheng Rong

Construction Team: Zhong Jian Ding Sheng (Beijing) Architectural Decoration Engineering Co.,Ltd

Completata il 30 dicembre 2017, la nuova facciata dell’Easyhome Lize New Retail Experience Mall di Pechino rappresenta appieno la strategia di “Renovation”, appositamente concepita e sviluppata per la Cina da Stefano Boeri Architetti, che prevede un ampio programma di “upgrade” tecnologico ed espressivo della modernità architettonica cinese.

L’intervento punta così a definire un nuovo prototipo sperimentale di facciata, capace di riscrivere il significato tipologico del Centro Commerciale cinese e suo rapporto con la città e di porsi in tal modo come modello inedito di applicazione per l’intero Paese. La nuova facciata è concepita come un elemento progettuale stratificato, dotato di uno spessore tridimensionale e di una complessità concettuale e tecnologica che lo rendono capace di interagire con la storia e il paesaggio urbano in maniera profonda e inclusiva. In tal modo SBA China sviluppa un approccio del tutto innovativo al tema dell’interfaccia architettonica, completamente diverso rispetto a quello del tradizionale, complanare e impermeabile schermo curtain-wall e delle sue molteplici derivazioni, tanto diffuso prima in ambito anglosassone e poi a livello globale e globalizzante. Sul piano della comunicazione simbolica, la “superficie tridimensionale” qui sperimentata in facciata propone anche un diverso modello di approccio al consumo: più calibrato, riflessivo e attento alle differenze rispetto al diffuso e omologante fast-moving consumer goods, indifferente rispetto alle culture e alle specificità locali.

Nel caso specifico dell’Easyhome Lize New Retail Experience Mall, la facciata viene ripensata come una sofisticata interfaccia a più livelli: non solo tra l’interno e l’esterno dell’edifico ma idealmente tra la Cina e l’Italia, ovvero tra il contesto locale e l’immaginario qui evocato dello stile italiano, nella sua figurazione più moderna.

L’intero edificio, situato sulla Terza Circonvallazione Ovest di Pechino e dedicato all’arredo Made in Italy, è così rivestito da grandi pannelli rettangolari bianchi in GRC (un materiale composito che unisce le caratteristiche di resistenza a compressione della matrice cementizia con la resistenza a trazione delle fibre di vetro) e trattata con una partitura di elementi verticali a tutta altezza, che scandiscono un ritmo musicale percorrendo il grande perimetro. L’impronta a prima vista monumentale della soluzione compositiva, che richiama i linguaggi e la luminosità del primo razionalismo italiano, a un’osservazione più attenta si rivela anche un’efficace dispositivo per rompere la grande massa unitaria del complesso e renderlo così più domestico e famigliare. L’inserimento di una serie di elementi a variazione del tema – una curvatura in angolo, uno slanciato portale svasato, le superfici riflettenti in vetro scuro, … – amplificano l’armonia figurativa e richiamano i caratteri di differenza e complessità che caratterizzano una vera e propria parte di città, capace di dialogare con la molteplicità di stili di vita che le ruotano attorno.

In tal modo, utilizzando il Mall un po’ come un grande strumento musicale, il progetto amplifica il grande tema compositivo del ritmo, proprio alle stesse radici del razionalismo, in una maniera nuova e implementata. La musicalità essenziale e alternata delle parti in scansione orizzontale definisce infatti una sorta di super-partitura, articolata in più “movimenti” – replicati in altrettante varianti materiche e compositive su tutte le facciate –, ciascuno dotato di variazioni, intervalli, aperture e scale, che dialoga con la polifonia urbana circostante e nello stesso tempo comunica all’esterno la varietà funzionale interna del mall.

La variabilità appena descritta rispecchia naturalmente anche la struttura funzionale delle facciate sui diversi fronti. Il lato a est, destinato ad accogliere la maggior parte dei visitatori, in particolare dall’ingresso principale, è trattato attraverso quattro varianti compositive, che scandiscono altrettante trame visive differenti. La permeabilità del sistema di accessi contribuisce a generare uno spazio interno flessibile e sviluppato per fungere da catalizzatore pubblico per le attività commerciali e sociali della città. Diverso il trattamento della facciata nord, orientata verso l’area residenziale. Il disegno qui deriva da un’analisi attenta dell’impatto della luce solare e dell’insieme dei rapporti visivi con l’ambiente circostante. L’uso estensivo di pannelli GRC bianchi riduce infatti l’impatto dell’ombra propria, riflettendo la luce del giorno. La facciata ovest guarda verso una porzione urbana meno densa rispetto agli altri lati. In questo caso, la scelta progettuale si è indirizzata verso un prevalente uso del vetro, allo scopo di massimizzare il passaggio della luce naturale e di ridurre così la dipendenza dell’edificio dall’illuminazione artificiale. Nello stesso tempo, la grande superficie trasparente permette al paesaggio aperto circostante di “entrare” nel corpo costruito, arricchendo il respiro e l’atmosfera degli ambienti interni. Il design della facciata sud parte dall’obbiettivo di stabilire un fluido collegamento con le comunità dei distretti vicini, e per ottimizzare al massimo lo scambio con la città. L’attenzione ai molti livelli di complessità della città contemporanea, che costituisce una cifra distintiva nel lavoro di Stefano Boeri Architetti, si condensa così nel progetto architettonico del Beijing Lize Easyhome in una articolata “interface renovation”, all’insegna di una inedita neomodernità a cavallo tra due culture.