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	<title>Completato Archivi | Stefano Boeri Architetti</title>
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	<title>Completato Archivi | Stefano Boeri Architetti</title>
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	<item>
		<title>Mancini Pastificio Agricolo &#124; Monte San Pietrangeli</title>
		<link>https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/mancini-pastificio-agricolo-monte-san-pietrangeli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin SBA]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 08:59:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il progetto di Stefano Boeri Architetti per l&#8217;ampliamento del Mancini Pastificio Agricolo si sviluppa in un luogo dove agricoltura e architettura coincidono: un pastificio immerso nei campi di grano, dove l&#8217;intera filiera, dalla coltivazione alla trasformazione, avviene [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto di <strong>Stefano Boeri Architetti</strong> per l&#8217;ampliamento del <strong>Mancini </strong><strong>Pastificio Agricolo</strong> si sviluppa in un luogo dove <strong>agricoltura e architettura coincidono</strong>: un pastificio immerso nei campi di grano, dove l&#8217;intera filiera, dalla coltivazione alla trasformazione, avviene nello stesso sito, seguendo i ritmi delle stagioni anziché quelli industriali.</p>
<p>L&#8217;intervento nasce in dialogo con l&#8217;edificio esistente, un impianto semi-ipogeo del 2010 trasformato nel 2017 dall&#8217;arch. Ernesto Paoletti. Il nuovo progetto si configura come addizione a questa struttura, sviluppandosi su una superficie di circa 4.710 mq e rispondendo alle nuove esigenze produttive e logistiche dell&#8217;azienda: vi trovano spazio il confezionamento della pasta, l&#8217;immagazzinamento automatizzato e le aree di carico e scarico, oltre a nuovi uffici e un punto vendita al primo piano. A questa dimensione  si affianca un cambio di paradigma: dalla sequenza lineare di spazi funzionali si passa a un principio insediativo organizzato attorno a uno spazio aperto centrale. <strong>I nuovi volumi si incastonano nella collina</strong>, ruotando rispetto all&#8217;edificio esistente per adattarsi al declivio naturale, riducendo l&#8217;impatto visivo sul paesaggio agricolo e ottimizzando i flussi produttivi.</p>
<p>Il percorso di avvicinamento è pensato come una <strong>scoperta progressiva</strong>: l&#8217;edificio si rivela gradualmente allo sguardo, <strong>inserito nella morfologia del terreno</strong>. A concludere il disegno compositivo è un <strong>totem</strong> verticale che segna l&#8217;ingresso e bilancia l&#8217;orizzontalità dei volumi, diventando punto di riferimento visivo dell&#8217;intero complesso.</p>
<p>Il <strong>rapporto con il paesaggio</strong> è un elemento centrale del progetto: i filari di ciliegi perimetrano l&#8217;edificio creando un porticato naturale ombreggiato, mentre le coperture verdi delle pergole reinterpretano in chiave architettonica il paesaggio collinare, richiamando la tradizione agricola dei filari come elementi di separazione e rotazione colturale.</p>
<p>Anche la <strong>scelta dei materiali</strong> riflette questo dialogo tra nuovo ed esistente. I due prospetti preesistenti – uno con brise-soleil in legno, l&#8217;altro in cemento a vista – vengono rivestiti con frangisole in legno, che dialogano con l&#8217;architettura originaria segnandone al contempo la distanza temporale. Le nuove facciate, invece, sono realizzate in pannelli prefabbricati di cemento termoisolato zigrinati e pigmentati in pasta con toni rossi che richiamano il colore della terra e variano con la luce durante il giorno. Il rosso ritorna anche nel totem d&#8217;ingresso e nell&#8217;area di accesso, come filo cromatico che unisce le diverse parti del complesso.</p>
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		<title>SURE &#124; Milano</title>
		<link>https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/sure-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin SBA]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 16:11:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il progetto SURE (Smart Urban Resilience Enhancement), avviato nel novembre 2024, rappresenta una collaborazione all’avanguardia tra e-GEOS, l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e un consorzio multidisciplinare che include il Dipartimento di Ricerca di Stefano Boeri Architetti. L’iniziativa esplora il potenziale trasformativo dei Digital Twin urbani per affrontare alcune delle sfide più urgenti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span data-contrast="auto">Il progetto <strong>SURE</strong> (Smart Urban Resilience Enhancement), avviato nel novembre 2024, rappresenta una collaborazione all’avanguardia tra <strong>e-GEOS</strong>, <strong>l’Agenzia Spaziale Europea (ESA)</strong> e un consorzio multidisciplinare che include il <strong>Dipartimento di Ricerca di Stefano Boeri Architetti</strong>. L’iniziativa esplora il potenziale trasformativo dei Digital Twin urbani per affrontare alcune delle sfide più urgenti poste dal cambiamento climatico: <strong>gli eventi di calore estremo (EHE) e le inondazioni urbane (UF).</strong></span><strong> </strong></p>
<p><span data-contrast="auto">I Digital Twin sono repliche virtuali avanzate degli ambienti urbani che consentono il monitoraggio in tempo reale delle dinamiche territoriali. Integrando dati multipiattaforma — dall’osservazione satellitare della Terra (EO) e il telerilevamento, fino a sensori in situ e sistemi di modellazione climatica (PALM) — il progetto SURE sviluppa scenari di simulazione in grado di supportare le decisioni architettoniche e spaziali su basi empiriche. Per architetti e urbanisti, ciò si traduce nella possibilità di visualizzare e testare gli interventi progettuali prima della loro realizzazione, migliorando significativamente l’impatto a lungo termine e la sostenibilità dei progetti urbani.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il progetto si concentra in particolare su due fenomeni urbani critici: <strong>le isole di calore urbano</strong>, analizzando in dettaglio l’impatto microclimatico dei diversi scenari progettuali in funzione di materiali, vegetazione e configurazione nello spazio urbano; e<strong> le inondazioni urbane</strong>, attraverso la simulazione di diversi scenari di precipitazione, che consente di valutare i livelli di rischio e identificare gli elementi più vulnerabili.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La ricerca condotta evidenzia una crescente domanda professionale per questi strumenti: sebbene l’87% dei professionisti intervistati sia consapevole del fenomeno delle isole di calore, solo il 25% utilizza attualmente dati di temperatura superficiale (LST) derivati da satellite nei propri processi operativi. Il progetto mira a colmare questo divario sviluppando un prototipo che in futuro potrà essere integrato nel processo progettuale.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Inoltre, il Digital Twin SURE è progettato per essere integrato nella piattaforma Destination Earth (DestinE), iniziativa della Commissione Europea finalizzata alla creazione di un modello digitale ad alta precisione dell’intero pianeta. Promuovendo la collaborazione interdisciplinare e offrendo una piattaforma per il confronto “ante e post operam”, SURE intende fornire alla comunità architettonica strumenti avanzati per progettare città più resilienti e adattive ai cambiamenti climatici. </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></p>
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		<item>
		<title>Bosconavigli &#124; Milano</title>
		<link>https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/bosconavigli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anastasia Kucherova]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 May 2025 06:30:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[bosconavigli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bosconavigli è il complesso residenziale progettato da Stefano Boeri Architetti con Arassociati e AG&#38;P greenscape, nel quartiere di San Cristoforo a Milano, nodo d’incontro tra la città e il territorio fluviale del Ticino e dell’Alzaia del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Bosconavigli</b><span style="font-weight: 400;"> è il complesso residenziale progettato da Stefano Boeri Architetti con Arassociati e AG&amp;P greenscape, nel quartiere di San Cristoforo a Milano, nodo d’incontro tra la città e il territorio fluviale del Ticino e dell’Alzaia del Naviglio di Porta Ticinese. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inserito all’interno visione urbana per Milano che prevede la dismissione degli scali merci, il superamento delle barriere infrastrutturali tra i quartieri, nuovi interventi di Riforestazione Urbana e il miglioramento della qualità degli spazi pubblici, il progetto rappresenta un elemento cardine tra il tessuto altamente edificato della città e uno dei suoi quartieri storici, caratterizzato da edifici a bassa densità e da una presenza diffusa del verde. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A livello architettonico, l’edificio riprende e rielabora la tipologia della casa a corte, tipica della tradizione lombarda; il volume ha un andamento a spirale che consente di sfruttare la progressiva variazione delle altezze (fino al massimo di 11 livelli) per realizzare terrazzamenti verdi con l’obiettivo di favorire e massimizzare la fruizione degli spazi aperti, sia pubblici che privati, e il rapporto con il contesto naturale circostante. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Da un lato Bosconavigli è caratterizzato dalla presenza di 170 alberi, di 60 specie diverse, insieme ad arbusti e piante rampicanti, disposti in facciata, sulle coperture, nei giardini pensili, nei balconi e nei loggiati. Dall’altro lato il progetto  è inserito al centro di un sistema di verde e percorsi pubblici: intorno all’edificio si sviluppano sia un parco di 3500 mq ad uso condominiale, che ospita funzioni legate ad attività sportive e ricreative, sia la riqualificazione di un’area pubblica di oltre 7.800 mq e il futuro Parco Lineare lungo il tracciato della ferrovia dismessa. In questa prospettiva, particolare attenzione è stata dedicata alla presenza di un grande olmo solitario, simbolo storico della zona, intorno al quale si è deciso di sviluppare il volume dell’edificio. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Al piano terra la rete di flussi e percorsi, grazie ai numerosi ingressi su via San Cristoforo, rende agevole l’accesso alle diverse aree dell’edificio. Qui, e in una porzione del primo piano, sono situate le funzioni diverse, tra cui un servizio benessere con piscina, palestra e sauna. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutti i 90 appartamenti di Bosconavigli, di dimensioni variabili dai 45 agli oltre 300 mq, includono ampi spazi esterni, pensati come estensione di quelli interni, vere e proprie “stanze all’aperto”. Logge e terrazzi oltre a garantire un’elevata qualità abitativa rappresentano l’elemento principale anche nel disegno dei prospetti, articolati a partire dall’orientamento: le facciate che insistono sulla corte interna sono connotate da una trama di logge, un gioco di pieni e di vuoti progettato per proteggere dai raggi solari estivi e favorire quelli invernali; le facciate che dialogano con il tessuto urbano, invece, sono sono contraddistinte da un sistema irregolare alternato di balconi, sviluppati per ospitare piante e alberi ad alto fusto, che garantiscono una barriera all’ inquinamento acustico e alle polveri sottili, favorendo l’incremento della biodiversità e un generale miglioramento delle performance energetiche dell’edificio.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una particolare considerazione è stata rivolta all’integrazione di sistemi tecnologici in grado di ottimizzare la sostenibilità energetica e ambientale dell’edificio, ad esempio l’utilizzo di pannelli solari e fotovoltaici in copertura, la raccolta e il recupero dell&#8217;acqua piovana (tutte le aree verdi saranno dotate di sistemi di irrigazione automatizzati tramite recupero delle acque meteoriche) e la produzione di energia geotermica. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel complesso, per il suo valore ambientale, il progetto rappresenta un nuovo modo di abitare la città, nell’ottica di una crescente integrazione tra natura vivente e architettura. Insieme ai progetti di Ca’delle Alzaie (Treviso) e Palazzo Verde (Anversa), Bosconavigli rappresenta per lo studio Stefano Boeri Architetti l’occasione di rielaborare, in chiave di bassa densità abitativa, il prototipo di Bosco Verticale di Milano. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Integrazione tra spazi aperti e interni, valorizzazione del verde, dialogo con il contesto urbano e mix funzionale sono stati i principi essenziali dell’approccio progettuale, profondamente ripensato durante il periodo di pandemia per far fronte e rispondere in modo puntuale alle esigenze abitative contemporanee. A seguito del periodo di lockdown, che ha influenzato profondamente la vita e le abitudini quotidiane, il progetto ha visto una profonda trasformazione volta ad implementare gli spazi aperti di pertinenza di ogni appartamento e valorizzare il più possibile il carattere di flessibilità interna. </span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Wonderwoods &#124; Utrecht</title>
		<link>https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/wonderwoods-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefanoboeri_masterkey]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2025 07:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[utrecht]]></category>
		<category><![CDATA[Wonderwoods]]></category>
		<category><![CDATA[wonderwoods project]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Wonderwoods è l&#8217;intervento realizzato nel cuore di Utrecht da Stefano Boeri Architetti e MVSA Architects, nel contesto del piano di rigenerazione urbana a Beurskwartier, la nuova zona pedonale adiacente alla Stazione Centrale.    In particolare, il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span data-contrast="none">Wonderwoods</span><span data-contrast="auto"> è l&#8217;intervento realizzato nel cuore di Utrecht da Stefano Boeri Architetti e </span><span data-contrast="auto">MVSA Architects, nel contesto del piano di rigenerazione urbana a Beurskwartier, la nuova zona pedonale adiacente alla Stazione Centrale. </span><span data-contrast="auto"> </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">In particolare</span><span data-contrast="auto">, il progetto Wonderwoods Vertical Forest di Stefano Boeri Architetti è una torre di 104 metri che reinterpreta il modello di bosco verticale, caratterizzato  da una forte presenza di alberi e piante, in chiave </span><i><span data-contrast="auto">mixed-use</span></i><i><span data-contrast="auto">:</span></i><span data-contrast="auto"> dopo il Bosco Verticale di Milano e Trudo Vertical Forest (in social housing) di Eindhoven, </span><span data-contrast="auto">Wonderwoods Vertical Forest è il </span><b><span data-contrast="auto">primo bosco verticale al mondo </span></b><span data-contrast="auto">caratterizzato dalla presenza di funzioni pubbliche aperte ai cittadini, con l’obiettivo di rendere questa innovativa tipologia architettonica sempre più integrata nel tessuto urbano e accessibile a tutti.</span> <span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">L’edificio, inaugurato a inizio 2025, ospita infatti circa 200 appartamenti di varie tipologie pensati per un’utenza eterogenea, insieme ad attività commerciali, aree per lo sport e il tempo libero e spazi per la ristorazione.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">In </span><span data-contrast="auto">termini culturali, Wonderwoods Vertical Forest rappresenta una novità nel palinsesto dell’architettura europea contemporanea, un importante esperimento di demineralizzazione delle superfici architettoniche verticali e, allo stesso tempo, costituisce un nuovo riferimento urbano per Utrecht, grazie alla sua posizione strategica nel centro della città e all’elevato </span><span data-contrast="auto">mix funzionale</span><span data-contrast="auto">, orientato all’inclusione di tutti i cittadini. </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Nello specifico, il progetto</span><span data-contrast="auto"> si distingue per un’attenta </span><b><span data-contrast="auto">articolazione dei volumi</span></b> <span data-contrast="none">calibrata</span><span data-contrast="auto">, sui diversi livelli, con le specifiche condizioni del sito. L’edificio è infatti scandito da “ordini” sovrapposti, che definiscono lungo l’asse verticale una rotazione del corpo di fabbrica: un movimento che lo distacca progressivamente dall’allineamento con il tracciato di via Croeselaan, </span><span data-contrast="none">consentendogli</span><span data-contrast="auto"> di disporsi secondo un orientamento est-ovest. Se sull’angolo nord la torre costituisce la “prua” di un sistema di isolati che si dispongono sull’asse viario, sul lato sud è orientato </span><span data-contrast="none">per consentire</span><span data-contrast="auto"> un collegamento in quota al settimo piano con l’edificio contiguo, progettato da MVSA.</span><span data-contrast="none">  </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">A livello di </span><b><span data-contrast="auto">mix funzionale</span></b><span data-contrast="auto"> il basamento ospita, al piano terra, parcheggi per le biciclette e spazi pubblici</span><span data-contrast="none">, mentre</span><span data-contrast="auto"> ai piani superiori, si trovano uffici, ambienti per il fitness, insieme ad un articolato sistema di residenze duplex in grado di combinare spazi residenziali e atelier.</span> <span data-contrast="auto">Al settimo piano</span><span data-contrast="auto">,</span><span data-contrast="auto"> spazi per la ristorazione, sia indoor che outdoor, animano il ponte di raccordo tra i due edifici, caratterizzato da giardini pensili e da un’ampia vista sulla città. </span></p>
<p><span data-contrast="auto">L’integrazione con la</span><b><span data-contrast="auto"> vegetazione, </span></b><span data-contrast="none">sviluppata</span><span data-contrast="auto"> con lo studio Laura Gatti in tutte le fasi, dal concorso fino alla realizzazione dell’edificio</span><span data-contrast="none">,</span><span data-contrast="auto"> è ispirata all’Utrechtse Heuvelrug National Park e costituisce una componente </span><span data-contrast="none">fondamentale </span><span data-contrast="auto">del progetto. Con 360 alberi e 50.000 piante di 30 specie autoctone, equivalenti alla vegetazione di un ettaro di bosco, Wonderwoods Vertical Forest accoglie un’alta biodiversità vegetale e contribuisce significativamente </span><span data-contrast="none">a migliorare la qualità della vita in città, assorbire</span><span data-contrast="auto"> anidride carbonica e polveri sottili, produrre ossigeno e regolare il microclima locale. </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Inoltre, l’edificio è anche un presidio per la biodiversità animale, in particolare dei volatili che, sorvolando il cielo olandese, possono trovare riparo in fori circolari appositamente realizzati e disposti lungo le facciate della torre, favorendone la nidificazione e la tutela. </span></p>
<p><span data-contrast="none">Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, particolare attenzione è stata dedicata alla relazione tra interno ed esterno, con un’articolazione di </span><b><span data-contrast="auto">terrazzi e balcon</span></b><span data-contrast="auto">i, attentamente studiata per ottimizzare l’illuminazione naturale e garantire una vista aperta sul paesaggio urbano circostante. In particolare, i balconi, realizzati con un innovativo sistema di prefabbricazione per blocchi, sono progettati per ospitare i vasi al di sotto del piano di calpestio, liberando la visuale dal loro ingombro e garantendo una maggiore continuità visiva. In fase di progettazione sono state inoltre pres</span><span data-contrast="auto">e</span><span data-contrast="auto"> in considerazione la resistenza delle piante al vento e l</span><span data-contrast="none">a </span><span data-contrast="auto">manutenzione del verde, gestita mediante una stazione centralizzata condominiale e un sistema di sensori in grado di controllare le condizioni di umidità dei diversi vasi e programmare gli interventi di potatura e irrigazione. A questo si aggiunge</span><span data-contrast="auto">,</span><span data-contrast="auto"> un sistema di accumulo idrico che consente di raccogliere, recuperare e smaltire, l’acqua piovana.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Wonderwoods Vertical Forest costituisce un autentico ecosistema complesso</span><i><span data-contrast="auto">, c</span></i><span data-contrast="auto">on facciate cangianti nella composizione cromatica e nelle dimensioni delle chiome: l’aspetto dell’edificio cambia costantemente con il susseguirsi delle stagioni, l’incidenza della luce solare e la crescita delle piante, dando origine ad un landmark urbano vivo e in stretta continuità con il sistema verde e ambientale di Utrecht.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0}"> </span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Chiesa Regina Pacis &#124; Giavera del Montello</title>
		<link>https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/chiesa-regina-pacis-giavera-del-montello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin SBA]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Aug 2023 10:31:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La proposta di Stefano Boeri Architetti in collaborazione con l&#8217;Arch. Tino Grisi per il concorso per la progettazione del nuovo complesso parrocchiale dei Santi Giacomo e Cristoforo a Giavera del Montello, indetto dalla Diocesi di Treviso, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La proposta di <strong>Stefano Boeri Architetti</strong> in collaborazione con l&#8217;Arch. Tino Grisi per il concorso per la progettazione del nuovo complesso parrocchiale dei Santi Giacomo e Cristoforo a <strong>Giavera del Montello</strong>, indetto dalla Diocesi di Treviso, prevede un intervento a scala architettonica che si ponga come volano per una trasformazione urbana più ampia e significativa. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’intervento prevede la progettazione di tre volumi – la nuova chiesa, la casa canonica e i locali del ministero pastorale – inseriti in un contesto che trae le sue forme generative dal paesaggio locale, in particolare dalle doline del Carso. Richiamando le forme ovali del contesto paesaggistico, vengono create infatti all’interno del masterplan delle “stanze”, il cui perimetro alberato da un lato ombreggia lo spazio pubblico, creando dei sentieri fluidi e protetti, e dall’altro garantisce un gradiente di privacy crescente: dallo spazio della piazza e del campo sportivo, totalmente accessibili e aperti al pubblico, si passa ai locali del ministero pastorale, che si sviluppano su 530 mq, fino alla Casa Canonica, sviluppata su 178 mq. Attraverso questo nuovo paesaggio, ispirato alla modellazione dell’ecosistema territoriale prossimo, che si basa su una serie di intervalli verdi che definiscono le relazioni tra le diverse aree, l’obiettivo dell’intervento è quello di creare spazi comunitari e di condivisione alternati ad altri, più privati, di riflessione e culto. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">L&#8217;integrazione tra il paesaggio e le volumetrie definisce tre polarità, all’interno delle quali sono concentrate &#8211; prevalentemente al piano terra &#8211; le funzioni previste, con l’obiettivo di massimizzare l’accessibilità e le relazioni interno-esterno, con attenzione particolare rivolta alla qualità degli spazi per il culto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Luogo centrale di congiunzione degli ambienti del masterplan è il complesso della nuova <strong>Chiesa Regina Pacis</strong>, rivestita da una facciata in laterizio. </span><span style="font-weight: 400;">L’impianto, a pianta circolare racchiuso da un muro curvo continuo, nasce per assemblaggio, accostamento e movimento di spazi-soglia a diversa elevazione reintegrati nel verde: un luogo accogliente e raccolto per nuova spiritualizzazione, umana e ambientale.  </span><span style="font-weight: 400;">La chiesa si offre come un punto di raccolta dei fedeli, sia in relazione all’esterno e all’ambiente circostante, e sia all’interno della chiesa: la logica di “raccolta” dei fedeli e della comunità rappresenta il carattere distintivo del disegno architettonico. Caratterizzato da un’unica aula circolare, lo spazio riservato all’attività religiosa è stato pensato per adattarsi e facilitare i diversi movimenti e accessi ai diversi riti – come l&#8217;eucaristia, per esempio, o il battesimo, o la conclusione della messa – polarizzati dall’oggetto altare, che funge da fulcro della comunità.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Per quanto riguarda i simboli scelti a corredo del progetto architettonico, il progetto iconografico si fonda su due aspetti estetico-teologici: da una parte confrontarsi vis-à-vis con le forme di disincanto globale che pervadono il nostro tempo; dall’altra affrontare il tema dello sguardo e della profondità. L’arte dentro e fuori la nuova chiesa di Giavera del Montello, attraverso le opere <em>site specific</em> di <strong>Marcello Maloberti</strong> e <strong>Leonardo Nava</strong>, non ricerca un valore “espositivo” ma un modo di generare un rapporto di immersione personale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Infine, grande attenzione è stata posta agli aspetti di sostenibilità ambientale: la progettazione del complesso parrocchiale, infatti, tende al principio di energia quasi zero (NZEB), grazie a scelte e tecnologie che minimizzino i consumi energetici. Innanzitutto lo studio della geolocalizzazione ha guidato il disegno dei volumi, che sono dotati di sistemi passivi di ottimizzazione del calore, ventilazione e raffrescamento. In particolare, la progettazione delle facciate e delle relative vetrate permette di utilizzare una ventilazione naturale per il raffrescamento durante il periodo estivo e sfruttare al meglio l’irraggiamento solare per il riscaldamento invernale. Sono stati poi scelti dei materiali da costruzione eco-compatibili per gli elementi opachi dell’involucro che, insieme a impianti centralizzati, come il fotovoltaico sulle coperture degli edifici – con una potenza complessiva di circa 60 Kw – e i benefici naturali dati dalla vegetazione, come l&#8217;ombreggiamento, garantiscono un risparmio energetico sostanziale.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">È stato progettato inoltre sia un impianto idrico dinamico in cui le acque meteoriche, grazie a suoli permeabili, vengono raccolte in un serbatoio di accumulo per un opportuno riutilizzo, sia un sistema di stoccaggio per ottimizzare la produzione dei consumi energetici, accumulare energia elettrica nei momenti in cui i carichi giornalieri sono inferiori alla produttività dei pannelli, per poi riutilizzare l’energia accumulata nei momenti di maggior richiesta. </span></p>
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		<title>Piano degli Interventi &#124; Padova</title>
		<link>https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/padova-piano-degli-interventi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[J Guoyin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Oct 2022 21:27:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Padova Piano Degli Interventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tema principale che ha guidato la redazione del nuovo Piano degli Interventi ha origine da una prospettiva diversa rispetto ai modelli del passato: la rigenerazione della città di Padova, partendo dalle esigenze dei cittadini per [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il tema principale che ha guidato la redazione del nuovo <strong>Piano degli Interventi</strong> ha origine da una prospettiva diversa rispetto ai modelli del passato: la rigenerazione della città di Padova, partendo dalle esigenze dei cittadini per migliorare la qualità della vita urbana.</p>
<p>Se il Piano urbanistico adottato nel dopoguerra, infatti, prevedeva una visione espansiva basata su uno sviluppo a stella dei nuovi quartieri intorno al centro storico, il nuovo Piano degli Interventi, elaborato da<strong> Stefano Boeri Architetti</strong> e <strong>MATE Società Cooperativa, </strong>propone un’idea di forma urbana – intesa non solo come spazialità, ma anche come modalità di aggregazione sociale, di appartenenza<strong> – </strong>ad arcipelago, dove l’elemento fondamentale è il rione, e il suo “mare” è costituito dal sistema del verde e della mobilità pubblica.</p>
<p>Una prima fase di analisi ha permesso di ridefinire i rioni in 33 nuove centralità, epicentri delle comunità locali non solo sotto l’aspetto geografico e spaziale, ma anche secondo criteri storici, di identità dei luoghi e dei servizi, per poi individuare le criticità principali di ognuno e attuare una transizione ecologica misurata sulle loro caratteristiche morfologiche, spaziali e sociali.</p>
<p>Il cuore del rione è lo spazio pubblico, una micro-centralità che in molti casi deve essere rafforzata: dove le problematiche riguardano la presenza di aree dismesse o inutilizzate, la carenza di spazi di aggregazione o la discontinuità dei tratti ciclabili, gli obiettivi del Piano si concentrano sulla mobilità sostenibile, la riduzione del consumo di suolo, la forestazione urbana, la rigenerazione della qualità urbana e i servizi al cittadino. La finalità è costruire la “città dei 15 minuti”, ovvero una città dove il verde pubblico e i servizi indispensabili siano posizionati in un raggio di 15 minuti a piedi, accessibili a tutti i cittadini.</p>
<p>La rigenerazione di Padova come città di rioni parte proprio dall’applicazione di questo principio, e le azioni del Piano degli Interventi mirano al contenimento del consumo di suolo, con una diminuzione del 63% rispetto al Piano vigente e la rigenerazione di 550.000 mq di aree sottoutilizzate; al potenziamento del trasporto pubblico tra i rioni con 23km di nuovi tracciati tramviari, 55 nuove isole pedonali e la creazione di un sistema ciclabile orbitale lungo 56km, che non penalizza la mobilità pubblica e privata e, anzi, insieme alla forestazione ricostituisce in modo netto i limiti della città; e alla valorizzazione e implementazione del sistema del verde.</p>
<p>Con il nuovo progetto del verde pubblico e agricolo, il Piano degli Interventi cerca di costruire la carta d’identità futura della città. Partendo dall’idea dei “cunei verdi” presente nella configurazione espansiva del dopoguerra e mai realizzata, il nuovo Piano garantisce un incremento del <strong>verde pubblico, </strong>con la valorizzazione e messa a sistema di 170 ettari di corridoi verdi, 100.000 mq di nuovi parchi e giardini pubblici e l’aumento della qualità ambientale in ambito urbano con la piantumazione di 40.000 nuovi alberi.</p>
<p>Nel complesso, Padova potrebbe nel prossimo futuro dotarsi di 16 ettari di nuove aree verdi ad uso pubblico, di una nuova rete di connessioni pedonali e ciclabili e di un tessuto misto di residenze e servizi per la comunità dei cittadini. Il nuovo Piano degli Interventi, perciò, con il ridisegno della rete del verde e degli spazi pubblici e il sistema della mobilità – soprattutto nell’area della Stazione di Padova – non sovrappone forzatamente alla città esistente una geografia di spazi sociali e fisici, ma si muove verso una complicità e convivenza a partire dalla rivalutazione dei rioni storici come luoghi di comunità, lasciti dell’importante storia urbanistica di Padova, e dalle esigenze dei cittadini, ascoltati direttamente grazie a incontri, passeggiate e percorsi in bicicletta, realizzate nei territori delle 10 consulte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I numeri del Piano:</p>
<p><strong>350 ha</strong> di aree restituite all’agricoltura<br />
<strong>188 ha</strong> di aree verdi private inedificabili<br />
<strong>55 ha</strong> di ambiti esistenti da rigenerare<br />
<strong>27 ha</strong> di suolo desillato e trasformato in verde<br />
<strong>175 ha</strong> di corridoi verdi e blu<br />
<strong>100 ha</strong> di nuovi parchi pubblici (+ 26%)<br />
<strong>20 ha</strong> di nuovi servizi di prossimità<br />
<strong>50 ha</strong> di aree parcheggio deimpermeabilizzate<br />
<strong>40 ha</strong> di aree per la mobilità condivisa<br />
<strong>56 km</strong> di anello ciclopedonale<br />
<strong>120 km</strong> di filtro verde orbitale<br />
<strong>80 km</strong> di nuovi percorsi ciclabili<br />
<strong>15mq/ab</strong> di aree verdi<br />
<strong>55</strong> nuove aree pedonali<br />
<strong>65</strong> nuove piazze<br />
<strong>40.000</strong> nuovi alberi<br />
<strong>&#8211; 600 t di CO<sub>2 </sub></strong>all’anno</p>
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		<title>Piani per la Ricostruzione &#124; Arquata del Tronto</title>
		<link>https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/piani-attuativi-per-la-ricostruzione-di-sette-nuclei-storici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[J Guoyin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Sep 2022 16:37:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piani Attuativi per la Ricostruzione di Sette Nuclei Storici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comune di Arquata del Tronto è stato duramente colpito dal terremoto che ha devastato il Centro Italia nel 2016. Nell’ambito della Ricostruzione, la gara per la Pianificazione Attuativa degli interventi di Ricostruzione nel centro storico [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Il Comune di Arquata del Tronto è stato duramente colpito dal terremoto che ha devastato il Centro Italia nel 2016. Nell’ambito della Ricostruzione, la gara per la Pianificazione Attuativa degli interventi di Ricostruzione nel centro storico e nei nuclei urbani colpiti dagli eventi sismici è stata vinta dal raggruppamento composto da Mate Engineering, </span><b> </b><span style="font-weight: 400;">Stefano Boeri Architetti, MATE soc. Cooperativa,  Nhazca, PRO.GE.77 e D.R.E.Am. Italia.</span><b><br />
</b><b><br />
</b><span style="font-weight: 400;">Il progetto di ricostruzione di Arquata del Tronto, che coinvolge 7 frazioni (Arquata, Capodacqua, Pescara del Tronto, Pretare, Piedilama, Tufo, Vezzano), per un totale di circa 100 kmq, è stato sviluppato seguendo le Linee di Indirizzo condivise con le realtà locali, partendo da un confronto anche con la popolazione locale mirato a individuare le problematiche, le criticità e i differenti scenari di intervento, in relazione alla morfologia e alla destinazione d’uso. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In particolare, la costruzione degli scenari è stata sviluppata a partire da una prima analisi della situazione esistente, che ha evidenziato come oltre il 90% degli edifici fosse completamente inagibile. Di conseguenza, il primo presupposto dell’intervento è la messa in sicurezza del territorio, con la possibilità di introdurre modalità innovative per ripensare agli insediamenti – sia quelli da recuperare, sia quelli da ricostruire o da delocalizzare. A questo scopo, un’attenzione particolare è stata dedicata all’innovazione tecnica e tecnologica della ricostruzione, per garantire una rinnovata fruibilità da parte degli abitanti e favorire l’insediamento di nuove funzioni attrattive.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra gli obiettivi previsti dal piano, oltre alla riduzione del rischio sismico e la valorizzazione delle risorse ambientali, anche la produzione di energia sostenibile, l’utilizzo di materiali innovativi, il potenziamento dei servizi pubblici e il rilancio dell’attività turistica hanno un ruolo fondamentale verso la definizione di un nuovo modello di ricostruzione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La frazione maggiormente colpita dal sisma è Pescara del Tronto. Gli studi urbani effettuati sul borgo storico in relazione alle caratteristiche di micro-zonazione sismica, hanno confermato che una parte del paese, che si sviluppa lungo la strada provinciale, potrebbe essere ricostruita in situ grazie alla messa in sicurezza dei versanti, con la realizzazione di palificate di sostegno o di terrazzamenti idonei a ospitare gli edifici da ricostruire. La parte bassa del paese che si sviluppa al di sotto della strada provinciale, invece, evidenzia elementi di rischio idrogeologico e sismico molto rilevanti che obbligano a valutare soluzioni alternative per la ricostruzione: questa parte del paese – circa 9.600 mq di superficie coperta edificata – dovrà essere trasferita.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nello specifico, la proposta progettuale ha individuato due siti per la parziale delocalizzazione del centro urbano di Pescara: l’area delle </span><b>ex Cave</b><span style="font-weight: 400;"> posta immediatamente a nord-ovest della strada provinciale 129, nella quale verranno ricostruiti il maggior numero di aggregati, e un sito posto a nord della frazione di </span><b>Piedilama</b><span style="font-weight: 400;"> che ospiterà un numero ridotto di abitazioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La scelta di ricostruire Pescara occupando l’area delle ex Cave rappresenta un elemento rilevante ai fini della sostenibilità ambientale e paesaggistica in quanto è stato possibile innanzitutto individuare un sito più stabile dal punto di vista idrogeologico e sismico, che sarà reso ancora più sicuro grazie alle previste opere di stabilizzazione (come, per esempio, 4 ettari di terrazzamenti con 10 km di muri di sostegno). Inoltre, tale scelta consente di attuare un recupero di un’area che ad oggi risulta abbandonata e degradata sia a livello paesaggistico che ambientale, a causa del suo precedente sfruttamento come cava. Con questo intervento, l’obiettivo è stato ricostruire la natura del borgo, basato su aggregati di grande densità e continuità, caratterizzati da un affaccio importante sul paesaggio. Nello specifico, sono previsti 24 nuovi aggregati, con 85 unità immobiliari di 13 diversi tagli progettuali. Simile è la caratterizzazione dell’intervento a nord della frazione Piedilama, che prevede 3.700mq di verde pubblico e 1.500mq di strade, sviluppate, però, in aree ad oggi non edificate e che richiedono quindi opere di urbanizzazione aggiuntive.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Il piano attuativo di Pescara prevede infine il recupero idrogeologico, paesaggistico e ambientale del sito storico del borgo attraverso la realizzazione del </span><i><span style="font-weight: 400;">Parco della Memoria,</span></i><span style="font-weight: 400;"> un’area di 2,2 ettari all’interno della quale si articolano gli spazi aperti e i percorsi utilizzando la piantumazione di specie ed essenze autoctone per il corretto inserimento paesaggistico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;idea complessiva per l’intervento di Arquata del Tronto non ha dunque l’obiettivo di inseguire una ricostruzione seguendo un processo di </span><i><span style="font-weight: 400;">identicità</span></i><span style="font-weight: 400;">, ma di </span><i><span style="font-weight: 400;">identità</span></i><span style="font-weight: 400;">, ricreando spazi e relazioni autentiche per i cittadini di un territorio ferito ma pronto a rinascere. Un modello di ricostruzione basato sul recupero dei caratteri di autenticità del luogo &#8211; piuttosto che sull’impossibile ricostruzione di una configurazione paesaggistica e sociale identica a quella distrutta dal terremoto.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I numeri del progetto:</p>
<p><strong>7</strong> frazioni<br />
<strong>92</strong> kmq di estensione<br />
<strong>60.000 mq</strong> di viabilità esistente da recuperare<br />
<strong>10.000 mq</strong> di viabilità di progetto<br />
<b>235</b> aggregati da riparare<br />
<strong>73</strong> aggregati da ricostruire<br />
<strong>47</strong> aggregati da delocalizzare<br />
<strong>85</strong> nuove unità immobiliari<br />
<strong>2,2 ettari</strong> di Parco della Memoria<br />
<strong>50.000 mq</strong> di aree verdi pubbliche<br />
<strong>9.700 mq</strong> di spazi pubblici</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Masterplan &#124; Sarzana</title>
		<link>https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/sarzana-masterplan/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[J Guoyin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 May 2022 10:17:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[sarzana masterplan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito del piano di rigenerazione del Comune di Sarzana, Stefano Boeri Architetti interviene su un’area di trasformazione di particolare interesse per il futuro del comune ligure, già inclusa e parzialmente trasformata dal Piano Botta del 2009. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Nell&#8217;ambito del piano di rigenerazione del Comune di Sarzana, Stefano Boeri Architetti interviene su un’area di trasformazione di particolare interesse per il futuro del comune ligure, già inclusa e parzialmente trasformata dal Piano Botta del 2009.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Obiettivo del nuovo Masterplan è riconnettere il tessuto urbano con una zona attualmente sottoutilizzata, estesa su oltre 50.000mq, da trasformare in nuovo polo di centralità collettiva. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">In particolare l’ambito di </span><b>rigenerazione</b><span style="font-weight: 400;"> si trova nella parte centrale di Sarzana a circa 200 metri dal centro storico,  delimitato a sud dallo scalo ferroviario dismesso e a nord dall&#8217;ex Mercato comunale, oggi temporaneamente utilizzato come palazzetto dello sport per le gare della squadra cittadina di Hockey su pista.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se la parte sud dell’ambito di intervento vede la forte presenza dell’asse ferroviario come cesura urbana, sul fronte est l’elemento di maggior interesse è un edificio storico parallelo ai binari, originariamente ad uso della stazione ed oggi sottoutilizzato. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allo stesso modo, intorno all’ambito di intervento si concentrano una serie di altri edifici pubblici, come la scuola XXI Luglio, l’Ex Ospedale San Bartolomeo e Villa Ollandini, che potrebbero diventare volano di una rigenerazione diffusa del centro di Sarzana. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Partendo quindi da un contesto esistente  da valorizzare, il progetto si pone come obiettivi primari la rigenerazione dell’area, localizzata in una zona strategica della città, con la riattivazione dell’ex mercato come nuova centralità e piazza urbana, insieme all’insediamento di nuove funzioni pubbliche e al potenziamento della mobilità lenta. A questo proposito, il Masterplan prevede  un nuovo polo di interscambio della mobilità sostenibile, con l’aggiunta di una stazione di bike-sharing e car-sharing a sistema con la stazione ferroviaria e degli autobus.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo scenario di progetto prevede come primo passaggio la delocalizzazione delle funzioni legate allo </span><b>sport</b><span style="font-weight: 400;">, elemento identitario della città, in quanto la struttura attualmente adibita a “palazzetto” per l’hockey su pista ad oggi è limitata nella capienza e nelle dimensioni del campo da gioco. La costruzione, dalla parte opposta dei binari, di un nuovo edificio adatto a ospitare 1.200 spettatori &#8211; oltre che spogliatoi, sala medica, magazzini e tutte le funzioni necessarie &#8211; prevede anche la realizzazione di una piazza pubblica antistante, ricavata grazie alla riduzione dell’ingombro a terra del costruito. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una seconda fase prevede la riattivazione degli </span><b>edifici pubblici </b><span style="font-weight: 400;">esistenti, re-insediando il mercato comunale nell’edificio storico e riconvertendo lo scalo abbandonato in terminal degli autobus, snodo urbano centrale per gli studenti della città e dei comuni limitrofi. L’edificio pubblico nella zona est, infine, viene recuperato per essere aperto alla comunità: al suo interno, infatti, possono essere ospitate attività pubbliche e di aggregazione, come spazi per il coworking o per nuove associazioni locali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per quanto riguarda lo spazio pubblico, due nuove </span><b>piazze urbane</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; per un totale di oltre 3.500 mq &#8211; vengono riqualificate dall’intervento, in corrispondenza del nuovo palazzetto e del mercato. Inoltre vengono previsti 8.000 mq di nuove aree verdi, ricavate grazie a un importante intervento di </span><b>depavimentazione</b><span style="font-weight: 400;"> dell’area, ad oggi fortemente contraddistinta da un suolo artificiale e per il 90% impermeabile. Questo rilevante incremento del verde urbano rappresenta un elemento fondamentale per definire il carattere del nuovo masterplan: le aree verdi, infatti, occupano il 25% dell’area totale dell’intervento, creando importanti fasce di filtro lungo la linea ferroviaria, oltre a spazi pubblici più vivibili.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Un altro punto centrale del nuovo masterplan è definito dalla </span><b>mobilità</b><span style="font-weight: 400;">, in quanto vengono ottimizzati i flussi su gomma e riconfigurata la viabilità nell’area del mercato, anche attraverso la riqualificazione dei parcheggi con superfici drenanti. In quest’ottica, viene progettata anche una </span><b>passerella</b><span style="font-weight: 400;"> sopraelevata per l&#8217;attraversamento dei binari, con l&#8217;obiettivo di connettere le funzioni pubbliche, superando l’ostacolo della ferrovia e creando uno spazio continuo per i cittadini, definito da nuovi percorsi per una pedonalità diffusa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Infine un’attenzione particolare viene posta alla </span><b>questione energetica</b><span style="font-weight: 400;">,</span> <span style="font-weight: 400;">per quale gli edifici riqualificati giocano un ruolo fondamentale come collettori di energia rinnovabile: l’intervento prevede, infatti, l’innesto di 2000 mq di superficie fotovoltaica in copertura – pari a circa 200 kwp di produzione energetica potenziale – incrementando l’apporto di energia pulita nell’area, che si pone così, come nuova e imprescindibile centralità di Sarzana.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I numeri del progetto:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>54.600 mq</strong> area da riqualificare<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>13.500 mq</strong> spazi pubblici nuovi e riqualificati<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>3.600 mq</strong> nuova piazza del Mercato<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>3.700 mq</strong> nuova piazza del palazzetto<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>8.000 mq</strong> nuove aree verdi<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>4</strong> nuove funzioni pubbliche<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>3.200mq</strong> nuovo palazzetto dello sport<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>2000 mq</strong> superficie fotovoltaico dalle coperture<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>200 kwp</strong> di produzione energetica potenziale</span></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Masterplan &#124; Padova</title>
		<link>https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/padova-masterplan/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[J Guoyin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Oct 2021 20:57:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Padova Masterplan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’area della Stazione è attualmente una zona ponte e parzialmente di cerniera, che si presenta con variegate funzioni – tra cui una vitale ed eterogenea residenzialità – a cui tuttavia manca di un’identità di quartiere. L’idea [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">L’area della Stazione è attualmente una zona ponte e parzialmente di cerniera, che si presenta con variegate funzioni – tra cui una vitale ed eterogenea residenzialità – a cui tuttavia manca di un’identità di quartiere. L’idea del Masterplan è quasi in controtendenza rispetto al semplice riconoscimento dei rioni attuato nel Piano degli Interventi: creare un nuovo rione, un quartiere con nuove centralità e servizi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lavorando sula volumetria prevista a partire dai diritti acquisiti dalla proprietà, il progetto mira a integrare alle nuove edificazioni le esigenze fondamentali della città pubblica: elemento cardine della rigenerazione urbana del Rione Stazione è dunque il rapporto tra i volumi edificabili e le attività da insediare, con un elevato </span><b>mix funzionale</b><span style="font-weight: 400;"> e tipologico – dagli studentati agli appartamenti, dalle residenze per anziani agli alloggi per i turisti – che punta al raggiungimento di un equilibrio tra gli spazi residenziali e i servizi al cittadino, i luoghi pubblici, le aree di interesse culturale e gli spazi commerciali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Altra valutazione riguarda l’estesa impermeabilizzazione del suolo, un tema diventato cruciale in relazione alla questione ambientale e ai recenti allagamenti che la città ha subito.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Insieme alla flessibilità funzionale, il nuovo masterplan, dunque, garantisce un importante incremento del </span><b>verde pubblico</b><span style="font-weight: 400;"> – con un aumento delle superfici verdi permeabili dal 5% all’80%, la realizzazione di tre nuovi giardini urbani e un parco sul fiume Piovego, insieme al suo relativo collegamento ciclopedonale con il Brenta – e una riconnessione urbana attraverso il progetto di un nuovo ponte pedonale per il superamento della barriera ferroviaria. Oltre alle volumetrie a servizio della nuova stazione e alla realizzazione, sul lato Arcella, di un parco che ospita un padiglione per eventi e manifestazioni, il ponte, landmark principale di quest’area, è una vera e propria serra bioclimatica &#8211; all’interno della quale vengono ricavati anche spazi da dedicare a servizi per i cittadini &#8211; che contemporaneamente diventa una connessione di qualità con lo storico rione dell’Arcella e la nuova piazza verde di fronte alla stazione dell’alta velocità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’arrivo dell’alta velocità può rappresentare una grande opportunità per Padova, innanzitutto con la demolizione del Cavalcavia Borgomagno, ma soprattutto per il maggior numero di viaggiatori e il flusso di turisti che transiteranno per la Stazione,</span> <span style="font-weight: 400;">purché si ripensi al ruolo della città come nodo intermodale e sostenibile. Per questo, un altro elemento fondamentale per disegnarne il futuro è il rapporto della Stazione con il centro città oltre che con la Cappella degli Scrovegni, alla quale si collegherà con un sistema di percorsi e spazi verdi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per quanto riguarda le zone limitrofe alla stazione l’intervento vede l’interessamento dell’area ex PP1, dove è prevista una “densificazione” del nuovo costruito nella zona a nord, mantenendo solo un edificio esistente verso est e sviluppando un nuovo fronte urbano su via Valeri, in modo da dedicare la maggior parte dell’area che si affaccia sul parco Tito Livio al verde, e prevede l’interramento dell’attuale parcheggio a raso della stazione, con la creazione di un nuovo parco lungo i binari attraversato da una passarella ciclopedonale che taglia l’area ex IFIP e collega le varie aree verdi. Anche qui la volumetria è pensata per avere come protagonista il verde, grazie al quale è possibile, così, disegnare visivamente un percorso ciclopedonale dalla Stazione – seguendo il parco nel quartiere storico dell’Arcella e il ponte che scavalca i binari– ai Giardini dell’Arena e, appunto, alla Cappella degli Scrovegni, fungendo non come singoli interventi ma come un organismo unico.</span><i><span style="font-weight: 400;"> </span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Masterplan, perciò, si pone in continuità con gli obiettivi generali delineati dal Piano degli Interventi, abbandonando l’idea di espansione della città a favore della rigenerazione degli ambienti esistenti e attuando una ricucitura di due parti oggi separate del tessuto urbano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ambiente e qualità urbana trovano, così, una nuova coniugazione, in una sfida ambientale in cui l’obiettivo consiste, offrendo significativi vantaggi alla vita quotidiana, nel cambiare e migliorare il modo di vivere quest’area e, in generale, la città di Padova.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I numeri del progetto:</p>
<p><strong>+ 90.000 mq</strong> aree verdi<br />
<strong>+ 6.200</strong> alberi<br />
<strong>+ 3.200 m</strong> piste ciclopedonali<br />
<strong>+ 2.000</strong> potenziali nuovi abitanti</p>
<p>con un totale di</p>
<p><strong>3.500 m</strong> di viali alberati<br />
<strong>1.400 m</strong> di boulevard urbani<br />
<strong>8.500 mq</strong> di piazze pubbliche<br />
<strong>80%</strong> di superficie verde</p>
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