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In evidenza EL PAÍS | INTERVISTA A BOERI: L’URBANISTICA NELL’ERA POST-TERRORISMO

EL PAÍS | INTERVISTA A BOERI: L’URBANISTICA NELL’ERA POST-TERRORISMO

23 ottobre 2017

Intervista a Stefano Boeri sul quotidiano spagnolo El País. L’architetto che ha sostenuto l’importanza di rispondere alle esigenze di sicurezza degli spazi pubblici in termini di fruibilità per i cittadini, di innovazione degli arredi urbani, di bellezza estetica e di verde, è intervistato tra i protagonisti del dibattito internazionale sulle nuove sfide della progettazione urbanistica.
El País sottolinea “la riflessione urgente che costituisce la base di una nuova urbanistica, questa volta basata sulla sicurezza e sulla costruzione di muri nello spazio pubblico. Dobbiamo tornare alla città della fortezza? La natura urbana si evolve nell’era post-terroristica, spesso in maniera incontrollabile. Pertanto, la città di Firenze, per fronteggiare il rischio di distruggere il suo patrimonio urbano, ha proposto soluzioni, dopo gli attacchi in Catalogna. L’idea (#Florencecalling), promossa dall’architetto Stefano Boeri, consiste nel coinvolgere anche storici dell’arte e sociologi per chiudere gli ingressi di alcuni viali dei centri storici, senza ricorrere a blocchi di cemento o carri armati che circondano i monumenti d’Italia. Un paesaggio comune anche in Francia, dove si vive lo stato d’emergenza.
Il primo a lanciare una proposta concreta è stato proprio Boeri, disegnando un dispositivo che includeva elementi di verde con funzione di  la barriera. Ma serve, dice, in una certa misura. ‘Non credo che tutti i rischi possano essere risolti attraverso politiche di pianificazione urbana o di sicurezza, ma possiamo impedire alla minaccia di peggiorare la qualità degli spazi pubblici europei, ora occupati da furgoni, barriere di cemento … Se paragoni quell’ambiente con la vera minaccia, è sproporzionato’  dice. Così è, dobbiamo pensare di convertire le mura in case, ponti… ‘fare di necessità virtù, io la chiamo resilienza del verdedice Boeri“.
Temi che coinvolgono le politiche italiane, europee ed occidentali. Su questo argomento si è espresso anche il sociologo statunitense Richard Sennett, dopo l’attentato alle Torri Gemelle: “non si può trasfigurare una città e trasformarla in uno spazio di paura”.