Il sito di Architectural Digest (AD) pubblica un articolo di Maya Chawla intitolato Sustainable Architecture Is More Needed Than Ever—Here’s What It Actually Means, in cui viene inserito anche il Bosco Verticale di Milano.
L’articolo si concentra sul ruolo dell’architettura sostenibile – una definizione che si riferisce meno all’aspetto di un edificio e più alle sue prestazioni; è un modo di costruire che considera l’intero ciclo di vita di una struttura, dai materiali da costruzione all’uso quotidiano, fino alla manutenzione o al riuso finale. In generale, costruire in modo sostenibile significa progettare tenendo conto dell’impronta di carbonio e sviluppare soluzioni per mantenerla il più possibile ridotta.
In questo contesto, dopo un’analisi sulla storia e l’importanza dell’architettura sostenibile, vengono presentati degli esempi virtuosi in questo campo, da New York all’Australia, tra cui il Bosco Verticale, ideato da Boeri Studio e inaugurato nel 2014. Il progetto si compone di due torri residenziali alte 110 e 76 metri, situate nel centro di Milano, nel quartiere Porta Nuova. Ospitano complessivamente 800 alberi, 4.500 arbusti e 20.000 piante appartenenti a circa cento specie diverse, distribuite in base all’esposizione solare delle facciate.
Il Bosco Verticale ospita una vegetazione equivalente a circa cinque ettari di bosco su terreno pianeggiante, concentrata però su una superficie di circa 1.000 metri quadrati – cinquanta volte inferiore. I benefici ambientali sono molteplici: assorbimento di polveri sottili e CO₂, produzione di ossigeno, ottimizzazione della gestione idrica, riduzione dell’inquinamento acustico e miglioramento della qualità della vita – per persone, piante e animali.