Sul sito di Infobuild un articolo a cura di Claudia Capperucci intitolato Città compatta vs città diffusa: verso l’affermazione del modello ibrido, inserisce come caso studio la Costellazione Metropolitana ideata da Stefano Boeri Architetti per la città di Ginevra.
La crisi climatica impone di ripensare radicalmente l’idea stessa di metropoli. Per contrastare l’espansione incontrollata che ha degradato molti territori europei, la città deve tornare a dialogare con l’ambiente: recuperare borghi abbandonati e ristabilire un rapporto diretto con la natura diventa essenziale.
Da questa visione nasce il progetto per Ginevra di Stefano Boeri Architetti, immaginata come una “metropoli arcipelago” organizzata attorno al massiccio del Salève, dove diversi nuclei urbani, autonomi ma interconnessi, convivono come isole unite da una rete comune.
Al centro non c’è più la città, ma la montagna, simbolo di biodiversità e di una nuova coesistenza tra umano e non umano. La costellazione comprende undici centri, tra cui Ginevra e Annecy, e punta ad accogliere entro il 2050 circa 350.000 nuovi abitanti, promuovendo una transizione ecologica su scala transnazionale. Il territorio si struttura come un mosaico di aree urbane, agricole e forestali, dove la natura diventa parte integrante della vita quotidiana. Il progetto si basa su autosufficienza energetica, riforestazione ed economia circolare, con un uso prevalente del legno locale, lavorato attraverso filiere corte e riutilizzato nel tempo. L’obiettivo è costruire un sistema sostenibile e autonomo, capace di rigenerarsi.
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