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	<title>Si è cercato vertical | Stefano Boeri Architetti</title>
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	<title>Si è cercato vertical | Stefano Boeri Architetti</title>
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		<title>Aeroexpress &#124; Mosca</title>
		<link>https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/aeroexpress-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefanoboeri_masterkey]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Aug 2014 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il progetto è stato sviluppato per gli spazi di collegamento tra l&#8217;aeroporto Sheremetyevo di Mosca e il terminale ferroviario Aeroexpress. Questo spazio è caratterizzato da due strisce, che limitano la zona commerciale, ed è situato vicino alla zona [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto è stato sviluppato per gli spazi di collegamento tra l&#8217;aeroporto <strong>Sheremetyevo </strong>di Mosca e il terminale ferroviario <strong>Aeroexpress</strong>. Questo spazio è caratterizzato da due strisce, che limitano la zona commerciale, ed è situato vicino alla zona di transito. Una terza striscia centrale abbraccia la zona dei bar e dei ristoranti e si caratterizza per gli elementi verticali, collegando gli uffici di <strong>Aeroexpress</strong> con le altre parti dell&#8217;aeroporto. Dalla lettura di questi elementi nasce il concetto di &#8220;spazio uniforme&#8221;, che punta a sottolineare l&#8217;identità del marchio.</p>
<p>Il progetto ha lo scopo di unire l&#8217;intero spazio in due modi: amplificando l&#8217;importanza della zona dei bar e dei ristoranti e riorganizzando il sistema di comunicazione visiva secondo un doppio registro. La proposta di queste strategie è basata sulla richiesta del cliente, secondo la quale gli spazi interni devono essere letti in modo diverso da due direzioni: da un lato i passeggeri in arrivo da<strong> Mosca</strong> devono avere l&#8217;immediata sensazione di trovarsi all&#8217;interno dell&#8217; aeroporto, dall&#8217;altro il flusso contrario deve indirizzarsi ai viaggiatori interessati a prendere il treno e risultare fortemente contrassegnato dal brand <strong>Aeroexpress</strong>. Per questo motivo nella zona centrale sono previsti due ingressi, che forniscono differenti esperienze di transito, amplificate dalla grafica della pavimentazione.</p>
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		<title>APS Museum &#124; Shanghai</title>
		<link>https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/aps-museum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[J Guoyin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Feb 2020 08:35:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Stefano Boeri Architetti, con il suo branch cinese, progetta per Art Pioneer Studio l’APS Museum, uno spazio espositivo di 360 metri quadri, situato nel cuore di Shanghai Lujiazui Central Business District, all&#8217;interno di L+Mall. L+Mall è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Stefano Boeri Architetti</strong>, con il suo branch cinese, progetta per <em>Art Pioneer Studio</em> l’<strong>APS Museum</strong>, uno spazio espositivo di 360 metri quadri, situato nel cuore di Shanghai Lujiazui Central Business District, all&#8217;interno di <em>L+Mall</em>. <em>L+Mall</em> è una realtà commerciale che riunisce diversi usi: ristoranti, luoghi dedicati al tempo libero e l&#8217;intrattenimento, negozi al dettaglio e il flagship store cinese di <em>Galeries</em><em> Lafayette</em>.</p>
<p>L’<strong>APS Museum </strong>è situato al terzo piano del complesso, con una scala mobile che ne consente l’accesso diretto dal piano terra. Lo spazio espositivo si compone di un cuore centrale dedicato alle opere d’arte, cui si affiancano spazi secondari tra cui: un piccolo negozio per oggetti legati alle mostre d&#8217;arte, un banco d&#8217;ingresso, un deposito e una sala VIP per i direttori dell’<em>Art Pioneer Studio</em>, dove esporre pezzi speciali, intrattenendo i loro ospiti.</p>
<p>Il concept dell’<strong>APS Museum</strong> nasce con l&#8217;idea di allontanarsi dalla funzione commerciale del resto dell’<em>L+Mall</em>, dichiarando la sua presenza con un forte impatto visivo, allo stesso tempo, coinvolgendo i visitatori con curiosità e aumentando l&#8217;interesse per il campo dell&#8217;arte per un pubblico più ampio.</p>
<p>Il blocco d&#8217;ingresso – di superficie 83 mq – è stato concepito come un solido volume blu che comprende le funzioni laterali richieste dal cliente (corridoio, negozio, sala VIP), in contrasto cromatico con il cuore centrale dello spazio espositivo – di superficie 228 mq – di colore neutro.</p>
<p>In facciata il volume blu si presenta svuotato in due punti, per accogliere rispettivamente il tunnel d’ingresso di 6,5 metri – che si rivela mentre i visitatori si avvicinano all&#8217;ingresso – e la vetrina del negozio della galleria, in relazione diretta con lo spazio commerciale. Questa finestra permette una connessione visiva diretta tra l’ambiente interno di esposizione e vendita, e il flusso dei visitatori dell’L+Mall.</p>
<p>Il tunnel, attraversando l&#8217;intero volume d&#8217;ingresso permette un accesso diretto al principale spazio espositivo: in questo settore, è stato rimosso il soffitto esistente, per mantenere visibile la struttura e la rete impiantistica esistente, al fine di sfruttare appieno l&#8217;altezza massima dello spazio, di 5,5 m. L’<strong>APS Museum </strong>ha una massima flessibilità di installazione e di realizzazione di mostre, grazie alla mancanza di setti verticali, evitando qualsiasi costrizione e rendendo possibili le quattro mostre annuali previste.</p>
<p>Il light design è l&#8217;elemento più forte dell&#8217;area espositiva, dove una serie di sorgenti luminose lineari a forma quadrata dando ritmo allo spazio. La particolarità dell&#8217;impianto di illuminazione è che ogni &#8220;quadrato&#8221; è dotato di una doppia guida per il supporto dell&#8217;illuminazione: primo per fornire una luce diffusa per l&#8217;intero spazio, il secondo pensato per un’illuminazione spot, che possa essere regolata in base alle diverse esigenze.</p>
<p>Guardando il blocco anteriore dall&#8217;area espositiva, gli ospiti percepiranno di nuovo il solido volume blu con al centro l&#8217;ingresso del tunnel e ai lati due grandi porte rotanti blu che condurranno alla sala VIP e all&#8217;<strong>&#8220;APSTORE&#8221;</strong>.</p>
<p>L’<strong>APSTORE</strong> è un piccolo spazio di 30 mq pensato anch’esso per avere la massima flessibilità, grazie alle pareti dotate di un sistema di mensola modulare che può essere facilmente modificata in base alle esigenze. Ulteriori blocchi quadrati possono essere aggiunti al centro dello spazio del negozio, in caso di necessità per ulteriori superfici. All’interno dell’APSTORE anche il soffitto e il pavimento sono dipinti in blu per enfatizzare la percezione del volume di connessione con il <em>L+Mall</em>. La spessa parete dell&#8217;vetrina rafforza la percezione del volume stesso, inquadrando la vetrina e consentendo di impostare lo spazio in modi diversi. Il punto di vendita si affaccia anche sull&#8217;ingresso del tunnel, diventando così anche una scrivania accogliente per l’utente, utilizzando nel miglior modo possibile ogni spazio.</p>
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		<title>Blloku West Residences &#124; Tirana</title>
		<link>https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/west-residences/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fc_invernizzi_sba]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 May 2025 13:10:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blloku]]></category>
		<category><![CDATA[Tirana]]></category>
		<category><![CDATA[West Residences]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Situato nel centrale quartiere di Blloku a Tirana nelle immediate vicinanze del palazzo della Presidenza del Governo albanese, il progetto di West Residences occupa un lotto stretto e lungo e si attesta su un asse viario [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Situato nel centrale quartiere di <strong>Blloku</strong> a <strong>Tirana</strong> nelle immediate vicinanze del palazzo della Presidenza del Governo albanese, il progetto di <strong>West Residences</strong> occupa un lotto stretto e lungo e si attesta su un asse viario importante con la sua facciata più corta aprendosi invece con la facciata più estesa su un ampio spazio pubblico all&#8217;interno del tessuto urbano che lo mette direttamente in relazione con altri edifici pubblici presenti nella zona.</p>
<p>Il volume può essere letto come una composizione di cubi sovrapposti, una serie di moduli residenziali autonomi leggermente sfalsati in modo da dotare ogni unità abitativa di almeno una loggia o un balcone. Questa soluzione a livello architettonico permette di avere diversi coni visivi per ognuno dei trenta appartamenti in cui si articola l’edificio in modo da offrire agli abitanti una percezione della città di <strong>Tirana</strong> in tutta la sua interezza. Inoltre ogni unità abitativa è prevista di un doppio affaccio per avere il massimo non solo per quanto riguarda il panorama ma anche e soprattutto in termini di illuminazione e aerazione naturale. La struttura prevede inoltre che gli appartamenti non siano esattamente sovrapposti uno sull’altro ma che ci sia un secondo gioco di scartamenti che vuole le unità di un piano essere disposte in modo da stare a cavallo tra due appartamenti del piano sottostante dando luogo a un disallineamento intenzionale che permette di muovere il disegno di facciata.<br />
Due sono i nuclei strutturali che contengono risalite e servizi e attorno ai quali si sviluppa il layout degli appartamenti che hanno le zone notte con le camere da letto esposti verso nord e vedono i living e le zono giorno aprirsi invece verso sud potendo così approfittare di un intervallo giornaliero maggiore di illuminazione naturale.</p>
<p>Il basamento dell’edificio, che è costituito da i primi due piani, si apre interamente alla città ospitando diverse attività commerciali e ricreative che contribuiscono a rafforzare la connessione dell’intero progetto con il contesto urbano. Anche l’utilizzo dei materiali sottolinea l’evidente differenza tra l’attacco a terra ed i piani superiori e l’alternarsi di superfici lapidee e vetrate a tutta altezza che alimentano il rapporto tra interno ed esterno, tra spazi privati e pubblici. Il basamento commerciale entra in relazione con lo spazio pubblico mediante una pavimentazione continua che accoglie al suo interno un piccolo <em>pocket garden </em>caratterizzato da alberature disposte in filari regolari e in parte trattate a prato e in parte piantumate con essenze autoctone di tipo arbustivo.<br />
Lo slittamento ortogonale dei volumi abitativi, in entrambe le direzioni, genera dei prospetti caratterizzati da piani sfalsati, dove gli aggetti danno vita ad un gioco di pieni e vuoti, sottolineato dalle cornici di ceppo che mettono in evidenza ciascuna unità abitativa e il suo trattamento specifico. I parapetti vetrati delle logge favoriscono la percezione visiva dei volumi puri, che si manifesta nei prospetti di minore estensione mediante l’inserimento di piani interamente vetrati, alternati a quelli ricoperti a lastre di ceppo, che risultano essere più sporgenti. Un dettaglio di facciata, che valorizza la scelta materica è la sagomatura verticale delle lastre di ceppo che ne aumentano il movimento e la variazione cromatica. L’alternarsi di volumi rientranti e superfici aggettanti dà ad ogni ambiente interno e ad ogni unità abitativa la possibilità di fruire di spazi esterni privati arricchiti da elementi vegetali puntuali che articolano ulteriormente il disegno delle facciate e il trattamento materico.</p>
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		<title>Boschi Verticali &#124; Metropoli del Futuro</title>
		<link>https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/boschi-verticali-e-metropoli-del-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anastasia Kucherova]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2019 14:23:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Boschi Verticali]]></category>
		<category><![CDATA[forestazione urbana]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stefano Boeri Architetti ha presentato a New York la mostra sui Boschi Verticali e sul futuro delle metropoli.  A partire da una selezione di Boschi Verticali, know-how per cui lo studio milanese ha ricevuto numerosi riconoscimenti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Stefano Boeri Architetti ha presentato a New York la mostra sui Boschi Verticali e sul futuro delle metropoli.  A partire da una selezione di Boschi Verticali, know-how per cui lo studio milanese ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, l&#8217;esposizione propone riflessioni sulle strategie sostenibili più efficienti per le città contemporanee, con un focus sulla Forestazione Urbana.</p>
<p>Se si chiedesse a un cittadino di ricordare il suo posto preferito in città, un luogo in cui si sente a suo agio, comodo e rilassato, molto probabilmente il suo pensiero andrebbe a ciò che somiglia a un&#8217;oasi naturale: un parco, una piazza o una terrazza verde. Sempre più persone scelgono di vivere in città, ma la vicinanza della natura vivente è ancora una condizione indispensabile per un essere umano. Osservando la mappa di Manhattan, il punto di riferimento più impressionante è sicuramente Central Park, oasi della biodiversità in mezzo a un&#8217;alta giungla di cemento. Spostando lo sguardo a nord o a sud di Central Park ci si accorge ben presto che la densità di edifici non permetterebbe mai di avere un altro grande parco nei dintorni. La maggior parte delle metropoli contemporanee deve affrontare lo stesso problema. Non basta nemmeno portare la natura in città, il vero impatto sulla qualità della vita dovrebbe essere misurato dalla vicinanza del verde ai cittadini.</p>
<p>Se la pianificazione urbana smettesse di osservare la città da una distanza satellitare, ma ingrandisse il punto di vista del cittadino, la soluzione potrebbe trovarsi proprio sotto la superficie &#8230; delle facciate! Quindi, se immaginassimo i grattacieli per ospitare la natura vivente, accanto agli esseri umani?</p>
<p>La mostra, ospitata nel palazzo Novecentesco realizzato da Walker &amp; Gillette dove ha sede il Consolato Generale d&#8217;Italia a New York, offre ai visitatori un&#8217;esperienza immersiva nel mondo dell&#8217;architettura vivente. Il percorso espositivo, che si apre con una mappa dei Boschi Verticali e dei progetti di Città Foresta che Stefano Boeri Architetti ha sviluppato in tutto il mondo, accompagna il visitatore lungo l&#8217;evoluzione dell&#8217;idea di forestazione urbana, a partire dal primo prototipo di Bosco Verticale realizzato a Milano nel 2014: dalle soluzioni strutturali innovative, a quelle applicate alla  <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/trudo-vertical-forest-2/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Trudo Vertical Forest</a> di Eindhoven, alla <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/la-foret-blanche/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Forêt Blanche</a> di Parigi, fino alla visione futuristica della Colonia di Boschi Verticali su Marte. L&#8217;esposizione è completata da proiezioni video: la ricerca sui benefici sui benefici della Forestazione Urbana come contromisura agli effetti del Cambiamento Climatico in infografica animata, e un video drone che permette di esplorare in volo il cuore verde del<a href="https://www.youtube.com/watch?v=lh3wfy6KIa0" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Bosco Verticale</a>.   Infine, l&#8217;esperienza dell&#8217;architettura vivente diviene immersiva con l&#8217;utilizzo della realtà virtuale: un oculus permette di la visione in 3D e a 360 gradi del trailer <a href="https://www.youtube.com/watch?v=EGSmrGlJJy0" target="_blank" rel="noopener noreferrer">&#8220;360 Vertical Forests&#8221;</a> prodotto dall&#8217;agenzia londinese Surround Vision. La sala principale del Consolato ospita la mostra fotografica satellite delle eccezionali immagini panoramiche del Bosco Verticale realizzate in corda sui grattacieli milanesi dal fotografo Dimitar Harizanov.</p>
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		<item>
		<title>Boschi Verticali su Marte &#124; Shanghai</title>
		<link>https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/una-colonia-di-boschi-verticali-su-marte-2117/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefanoboeri_masterkey]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Oct 2017 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Una Colonia Di Boschi Verticali Su Marte 2117]]></category>
		<category><![CDATA[Vertical Forests Seeds on Mars 2117]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Bosco Verticale su Marte? E’ una delle ipotesi sviluppate da SBA China insieme al Future City Lab della Tongji University per immaginare la Shanghai del 2117. Una grande metropoli che sarà per buona parte sommersa dalle acque, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Bosco Verticale su Marte?<br />
E’ una delle ipotesi sviluppate da <strong>SBA China</strong> insieme al Future City Lab della Tongji University per immaginare la Shanghai del 2117. Una grande metropoli che sarà per buona parte sommersa dalle acque, se l’umanità non riuscirà a invertire drasticamente il riscaldamento del pianeta.<br />
Ecco dunque il progetto – per ora in forma di visione – di una colonia di Shanghai sul Pianeta Rosso. Una “New Shanghai” che potrebbe nascere grazie al radicamento sulla superficie di Marte di veri e propri “semi” eco-sistemici (che viaggerebbero grazie ad una stazione spaziale interplanetaria) entro i quali favorire la creazione di un’atmosfera e di un clima favorevole alla vita delle piante e degli umani.</p>
<p>La “<strong>Colonia di Boschi Verticali su Marte</strong>” è stata presentata all’ingresso della grande esibizione <strong>SUSAS 2017</strong>,  inaugurata ufficialmente il 15 ottobre nel distretto Minsheng Port di Shanghai.<br />
L’edizione 2017 della Shanghai Urban Space and Art Season è curata da <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net/stefano-boeri-biografia/"><strong>Stefano Boeri</strong></a> con <strong>Li Xiangning</strong>, dean of School of Architecture and Urban Planning of Tongji University e <strong>Fang Zhenning</strong>, artista contemporaneo indipendente e critico internazionale.<br />
La triade curatoriale con il contributo dei co-curatori Guo Xiaoyan, Feng Lu e Tommaso Sacchi, ha invitato circa 200 importanti curatori, architetti, artisti di tutto il mondo per realizzare l’esposizione internazionale della riqualificazione urbana.</p>
<p>Il titolo dell’esposizione 2017 è “<strong>This-CONNECTION – sharing a future of public space</strong>“, ovvero come arte, architettura, pianificazione urbanistica e design interpretano il futuro delle città.</p>
<p>Stefano Boeri Architetti ha presentato l’esperimento marziano attraverso un’installazione dotata di tecnologie di realtà aumentata. I visitatori possono utilizzare i dispositivi o scaricare l’applicazione online messi a disposizione Archi Maker, per provare l’esperienza visiva di Marte nel futuro interstellare tra 100 anni.<br />
Inoltre ha debuttato in Cina <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net/it/portfolios/radura-2/">RADURA</a>, l’installazione concettuale di Stefano Boeri Architetti.  Funge da antenna all’interno della Colonia su Marte permettendo di ricevere informazioni dal passato, presente e futuro.</p>
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		<item>
		<title>Bosco Verticale &#124; Dubai</title>
		<link>https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/dubai-vertical-forest/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[J Guoyin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2022 12:04:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Dubai Vertical Forest]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alla COP27 di Sharm, Stefano Boeri Architetti presenta il Bosco Verticale progettato per Dubai (sede della prossima COP nel 2023): due torri, alte 190 e 150 metri, che ospitano sulle facciate 2640 alberi e 27600 arbusti, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alla COP27 di Sharm, Stefano Boeri Architetti presenta il Bosco Verticale progettato per Dubai (sede della prossima COP nel 2023): due torri, alte 190 e 150 metri, che ospitano sulle facciate 2640 alberi e 27600 arbusti, insieme ad un sistema di serre e orti idroponici.<br />
Grande attenzione in questo progetto è stata data alla gestione del ciclo dell’acqua &#8211; attraverso processi di desalinizzazione e il recupero delle acque grigie &#8211; così come all’energia da fonti rinnovabili, grazie alle superfici fotovoltaiche che saranno in grado di produrre 5100 kWh di energia pulita, stoccata con un sistema di batterie ad idrogeno che alimenteranno anche i processi legati al ciclo delle acque dell’edificio. Tra gli altri aspetti, sono in corso ricerche mirate ad identificare tecnologie costruttive, materiali e strategie per l’ottimizzazione del ciclo dell’acqua e la gestione dei rifiuti per trasformarle in risorse utili a garantire la sostenibilità del ciclo di vita dell’edificio.</p>
<p>Il progetto, commissionato da Impact One, rappresenta il primo prototipo di Bosco Verticale per le aree MENA del mondo, con l’obiettivo di integrare i benefici della forestazione urbana – assorbimento polveri sottili, regolazione microclima, riduzione dell’effetto serra – con le innovazioni nell’ambito della gestione del sistema idrico nei climi aridi e l’ottimizzazione della produzione di energia da fonti rinnovabili.</p>
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		<item>
		<title>Bosco Verticale &#124; Milano</title>
		<link>https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/bosco-verticale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefanoboeri_masterkey]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Sep 2014 14:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[bosco verticale]]></category>
		<category><![CDATA[bosco verticale project]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il bosco verticale, la tipologia architettonica oggi riconosciuta come cifra stilistica di Stefano Boeri Architetti, rappresenta il prototipo di un nuovo formato di biodiversità architettonica che pone al centro non solo l’essere umano, ma anche la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/bosco-verticale/">Bosco Verticale | Milano</a> proviene da <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net">Stefano Boeri Architetti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="" data-start="0" data-end="609">Il bosco verticale, la tipologia architettonica oggi riconosciuta come cifra stilistica di Stefano Boeri Architetti, rappresenta il prototipo di un nuovo formato di biodiversità architettonica che pone al centro non solo l’essere umano, ma anche la relazione tra l’uomo e le altre specie viventi. Sul piano stilistico, il progetto nasce come un’architettura “a dimensione di albero” in cui l’essere umano è un ospite discreto, una “casa per alberi e uccelli che ospita anche persone”, spostando il focus dal concetto di sostenibilità a quello di integrazione con la natura vivente in tutte le sue forme.</p>
<p class="" data-start="611" data-end="1035">Il <strong>Bosco Verticale</strong> di Milano è un modello di edificio residenziale verde, un progetto di riforestazione metropolitana che contribuisce alla rigenerazione ambientale e della biodiversità urbana senza espandere l’impronta della città. È un prototipo di densificazione verticale della natura all’interno del contesto urbano, operando in sinergia con le politiche di forestazione urbana e l’attuazione di Nature-based Solutions.</p>
<p class="" data-start="1037" data-end="1790">Il progetto si compone di <strong>due torri residenziali alte 110 e 76 metri</strong>, situate nel centro di Milano, nel quartiere Porta Nuova. Ospitano complessivamente <strong>800 alberi, 4.500 arbusti e 20.000 piante</strong> appartenenti a circa <strong>cento specie diverse</strong>, distribuite in base all’esposizione solare delle facciate.<br data-start="1333" data-end="1336" />Il Bosco Verticale ospita una vegetazione equivalente a <strong>circa cinque ettari di bosco</strong> su terreno pianeggiante, <strong>concentrata però su una superficie di circa 1.000 metri quadrati</strong> – cinquanta volte inferiore. I benefici ambientali sono molteplici: <strong>assorbimento di polveri sottili e CO₂, produzione di ossigeno, ottimizzazione della gestione idrica, riduzione dell’inquinamento acustico e miglioramento della qualità della vita</strong> – per persone, piante e animali.</p>
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<p class="" data-start="1792" data-end="2009">Come dispositivo urbano anti-sprawl, equivale a un’area di villette immerse nel verde di circa 75.000 mq, ma condensata su una superficie pari solo all’1,4% di tale estensione, con un significativo risparmio di suolo.</p>
<p class="" data-start="2011" data-end="2936">La presenza della natura vivente è un fattore endemico del processo progettuale: lo condiziona e ne è a sua volta condizionata. Il mondo vegetale (e anche quello animale) entra per la prima volta in modo intrinseco nel linguaggio dell’architettura.<br data-start="2259" data-end="2262" />Il concetto alla base del Bosco Verticale determina non solo le caratteristiche urbane e tecnologiche del progetto, ma anche la sua configurazione architettonica e la sua espressività. Formalmente, le torri si distinguono per balconi aggettanti e sfalsati, ciascuno sporgente di tre metri, progettati per ospitare grandi vasche esterne e permettere la crescita libera delle chiome degli alberi fino a tre piani di altezza. La distribuzione e dimensione dei balconi e, quindi, la composizione delle facciate, è definita proprio in base allo sviluppo previsto delle chiome, affinché le piante possano crescere e prosperare nello spazio garantito dallo sfalsamento dei balconi.</p>
<p class="" data-start="2938" data-end="4034">La <strong>selezione delle specie vegetali</strong> è avvenuta in base alle loro esigenze specifiche di esposizione – sempreverdi a sud-ovest, caducifoglie a nord-est – e al loro sviluppo in altezza in relazione al disegno dei balconi e al loro impatto sul benessere psico-fisico degli abitanti.<br data-start="3216" data-end="3219" />Lo studio sulla vegetazione, durato oltre due anni con il supporto di agronomi specializzati, ha permesso di scegliere le specie più idonee e analizzare umidità e microclima specifico per trarre beneficio dalla moltiplicazione della biodiversità, evitando allo stesso tempo insetti indesiderati come le zanzare.<br data-start="3530" data-end="3533" />La finitura in gres porcellanato scuro delle facciate richiama il colore della corteccia degli alberi, offrendo un fondale che valorizza il verde e suggerisce l’idea di una “casa sull’albero”, densa di richiami letterari e simbolici.<br data-start="3766" data-end="3769" />Il contrasto con elementi in gres bianco – come le cornici dei balconi e alcuni moduli sulle finestre – introduce un ritmo sincopato nella composizione, spezzando la compattezza visiva dei volumi architettonici e amplificando ulteriormente la presenza delle piante.</p>
<p class="" data-start="4036" data-end="4811">Le facciate non sono solo superfici, ma spazi tridimensionali, anche dal punto di vista estetico e temporale, grazie ai cambiamenti ciclici e morfologici di colore e dimensione delle piante.<br data-start="4226" data-end="4229" />Grazie alla presenza di alberi e arbusti, il Bosco Verticale costituisce <strong>un ecosistema autonomo</strong> che, a differenza delle facciate “minerali” in vetro o pietra, non riflette né amplifica la luce solare, ma la filtra, generando un microclima interno accogliente e influenzando positivamente anche quello dell’area circostante. L’ombreggiamento e l’evapotraspirazione delle piante regolano le condizioni climatiche riducendo l’umidità e <strong>abbassando la temperatura delle superfici fino a 30°C</strong>, con un conseguente abbattimento dei consumi energetici per il raffrescamento interno, con un <strong>abbassamento della temperatura negli appartamenti di 2-3°C.</strong></p>
<p class="" data-start="4813" data-end="5266">A livello urbano, gli alberi ospitati nel Bosco Verticale giocano un ruolo cruciale nella mitigazione dell’effetto “isola di calore”.<br data-start="4946" data-end="4949" />Lo dimostrano le immagini termiche satellitari pubblicate dall’Agenzia Spaziale Europea nel 2022, secondo cui il Bosco Verticale e il parco BAM (Biblioteca degli Alberi Milano) costituiscono un sistema in grado di abbattere significativamente le temperature, al pari di parchi molto più estesi come il Parco Sempione.</p>
<p class="" data-start="5268" data-end="5887">Il progetto ospita una varietà di <strong>appartamenti da 60 a 400 mq</strong>, ciascuno con caratteristiche e configurazioni diverse, in cui la flessibilità è elemento chiave. <strong>Ogni unità ospita almeno 2 alberi, 8 arbusti e 40 piante</strong>, garantendo una vicinanza costante al verde e i relativi benefici fisici e psicologici. Il corpo scale e ascensori non è posizionato centralmente, come accade solitamente, ma sul perimetro della pianta. Questa scelta, sebbene riduca le aree private con valore commerciale, garantisce una maggiore esposizione alla luce naturale e la qualità degli spazi comuni, in linea con l’impostazione del progetto.</p>
<p class="" data-start="5889" data-end="6718">La componente vegetale del Bosco Verticale è parte integrante dell’architettura e della città: è considerata un bene comune, condiviso tra tutti gli abitanti, come l’atrio o il sistema distributivo. <strong>Le piante dell’edificio sono proprietà collettiva e non possono essere modificate, rimosse o sostituite dai singoli condomini</strong>.<br data-start="6214" data-end="6217" />Per garantirne la salute, a prescindere dall’esperienza o disponibilità dei singoli abitanti, <strong>la manutenzione è centralizzata e affidata a un team di professionisti.</strong><br data-start="6382" data-end="6385" />Come i tecnici che puliscono le facciate in vetro dei grattacieli, anche la potatura esterna è affidata ai “<strong>Flying Gardeners</strong>”, giardinieri specializzati che due volte all’anno scalano le torri con corde, caschi e imbracature. Altre due sessioni annue di manutenzione avvengono dall’interno degli appartamenti, in accordo con gli inquilini.</p>
<p class="" data-start="6720" data-end="7118"><strong>L&#8217;irrigazione è centralizzata</strong> e gestita da remoto a livello condominiale, tramite un sistema digitale che monitora costantemente lo stato delle piante, garantendo che ogni vasca riceva la giusta quantità d’acqua. <strong>Il sistema utilizza acque di falda e ricicla le acque grigie dell’edificio</strong>. <strong>Pannelli solari</strong> sul tetto forniscono l’energia necessaria a far funzionare il sistema fino agli ultimi piani.</p>
<p class="" data-start="7120" data-end="7225">Come un albero, l’edificio trae energia dalla terra e dal sole per nutrire e sostenere le proprie chiome.</p>
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		<title>Bosconavigli &#124; Milano</title>
		<link>https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/bosconavigli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anastasia Kucherova]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 May 2025 06:30:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Homepage]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bosconavigli è il complesso residenziale progettato da Stefano Boeri Architetti con Arassociati e AG&#38;P greenscape, nel quartiere di San Cristoforo a Milano, nodo d’incontro tra la città e il territorio fluviale del Ticino e dell’Alzaia del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Bosconavigli</b><span style="font-weight: 400;"> è il complesso residenziale progettato da Stefano Boeri Architetti con Arassociati e AG&amp;P greenscape, nel quartiere di San Cristoforo a Milano, nodo d’incontro tra la città e il territorio fluviale del Ticino e dell’Alzaia del Naviglio di Porta Ticinese. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inserito all’interno visione urbana per Milano che prevede la dismissione degli scali merci, il superamento delle barriere infrastrutturali tra i quartieri, nuovi interventi di Riforestazione Urbana e il miglioramento della qualità degli spazi pubblici, il progetto rappresenta un elemento cardine tra il tessuto altamente edificato della città e uno dei suoi quartieri storici, caratterizzato da edifici a bassa densità e da una presenza diffusa del verde. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A livello architettonico, l’edificio riprende e rielabora la tipologia della casa a corte, tipica della tradizione lombarda; il volume ha un andamento a spirale che consente di sfruttare la progressiva variazione delle altezze (fino al massimo di 11 livelli) per realizzare terrazzamenti verdi con l’obiettivo di favorire e massimizzare la fruizione degli spazi aperti, sia pubblici che privati, e il rapporto con il contesto naturale circostante. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Da un lato Bosconavigli è caratterizzato dalla presenza di 170 alberi, di 60 specie diverse, insieme ad arbusti e piante rampicanti, disposti in facciata, sulle coperture, nei giardini pensili, nei balconi e nei loggiati. Dall’altro lato il progetto  è inserito al centro di un sistema di verde e percorsi pubblici: intorno all’edificio si sviluppano sia un parco di 3500 mq ad uso condominiale, che ospita funzioni legate ad attività sportive e ricreative, sia la riqualificazione di un’area pubblica di oltre 7.800 mq e il futuro Parco Lineare lungo il tracciato della ferrovia dismessa. In questa prospettiva, particolare attenzione è stata dedicata alla presenza di un grande olmo solitario, simbolo storico della zona, intorno al quale si è deciso di sviluppare il volume dell’edificio. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Al piano terra la rete di flussi e percorsi, grazie ai numerosi ingressi su via San Cristoforo, rende agevole l’accesso alle diverse aree dell’edificio. Qui, e in una porzione del primo piano, sono situate le funzioni diverse, tra cui un servizio benessere con piscina, palestra e sauna. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutti i 90 appartamenti di Bosconavigli, di dimensioni variabili dai 45 agli oltre 300 mq, includono ampi spazi esterni, pensati come estensione di quelli interni, vere e proprie “stanze all’aperto”. Logge e terrazzi oltre a garantire un’elevata qualità abitativa rappresentano l’elemento principale anche nel disegno dei prospetti, articolati a partire dall’orientamento: le facciate che insistono sulla corte interna sono connotate da una trama di logge, un gioco di pieni e di vuoti progettato per proteggere dai raggi solari estivi e favorire quelli invernali; le facciate che dialogano con il tessuto urbano, invece, sono sono contraddistinte da un sistema irregolare alternato di balconi, sviluppati per ospitare piante e alberi ad alto fusto, che garantiscono una barriera all’ inquinamento acustico e alle polveri sottili, favorendo l’incremento della biodiversità e un generale miglioramento delle performance energetiche dell’edificio.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una particolare considerazione è stata rivolta all’integrazione di sistemi tecnologici in grado di ottimizzare la sostenibilità energetica e ambientale dell’edificio, ad esempio l’utilizzo di pannelli solari e fotovoltaici in copertura, la raccolta e il recupero dell&#8217;acqua piovana (tutte le aree verdi saranno dotate di sistemi di irrigazione automatizzati tramite recupero delle acque meteoriche) e la produzione di energia geotermica. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel complesso, per il suo valore ambientale, il progetto rappresenta un nuovo modo di abitare la città, nell’ottica di una crescente integrazione tra natura vivente e architettura. Insieme ai progetti di Ca’delle Alzaie (Treviso) e Palazzo Verde (Anversa), Bosconavigli rappresenta per lo studio Stefano Boeri Architetti l’occasione di rielaborare, in chiave di bassa densità abitativa, il prototipo di Bosco Verticale di Milano. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Integrazione tra spazi aperti e interni, valorizzazione del verde, dialogo con il contesto urbano e mix funzionale sono stati i principi essenziali dell’approccio progettuale, profondamente ripensato durante il periodo di pandemia per far fronte e rispondere in modo puntuale alle esigenze abitative contemporanee. A seguito del periodo di lockdown, che ha influenzato profondamente la vita e le abitudini quotidiane, il progetto ha visto una profonda trasformazione volta ad implementare gli spazi aperti di pertinenza di ogni appartamento e valorizzare il più possibile il carattere di flessibilità interna. </span></p>
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		<title>Ca&#8217; delle Alzaie &#124; Treviso</title>
		<link>https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/ca-delle-alzaie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anastasia Kucherova]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Oct 2021 19:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Ca' delle Alzaie]]></category>
		<category><![CDATA[Ca’ delle Alzaie project]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel contesto del recupero di un’area ex produttiva di circa 11.000 mq nelle vicinanze del centro storico di Treviso, il progetto Ca’ delle Alzaie si compone di tre corpi di fabbrica residenziali circondati dalla vegetazione e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Nel contesto del recupero di un’area ex produttiva di circa 11.000 mq nelle vicinanze del centro storico di </span><b>Treviso</b><span style="font-weight: 400;">, il progetto </span><b>Ca’ delle Alzaie</b><span style="font-weight: 400;"> si compone di tre corpi di fabbrica residenziali circondati dalla vegetazione e articolati su circa 8.000 mq. Affacciati sul fiume Sile, gli edifici comprendono 7 piani fuori terra – per un&#8217;altezza complessiva di 27 m – e una piastra seminterrata per i garage, utilizzata in copertura come ampio spazio verde; lungo il lato ovest del lotto, inoltre, un percorso pedonale si collega a viale IV Novembre, garantendone la continuità visiva verso il fiume. La distribuzione planimetrica dei volumi permette a ciascuna unità abitativa di godere a pieno del rapporto con il paesaggio fluviale: posti uno accanto all’altro i tre edifici formano infatti un fronte discontinuo, in cui ogni corpo si dispone secondo una differente rotazione per ottimizzare l’esposizione verso sud e ridurre l’introspezione reciproca. In questo modo, oltre a garantire un elevato livello di privacy agli interni, si evita un effetto “barriera visiva”, lasciando liberi ampi scorci prospettici tra un corpo e l’altro verso il passaggio lungo l’Alzaia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Attraverso la presenza del verde sui due fronti principali, i tre edifici richiamano le qualità del paesaggio circostante, di cui riprendono l’aspetto mutevole nelle stagioni, e garantiscono un’alta qualità della vita, in diretta relazione con gli spazi aperti. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">In totale, la vegetazione rappresenta il 51% della superficie del progetto, circa 2 ettari, con la messa a dimora di 400 piante a basso fusto e 170 alberi, di cui 120 sulle facciate. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Selezionate dall’agronoma Laura Gatti tra le specie autoctone individuate dal piano ambientale del Parco del Sile, le piante di Ca’ delle Alzaie diventano un hotspot di biodiversità, incrementando il valore ambientale del progetto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutti i 60 appartamenti che compongono Ca’ delle Alzaie &#8211;  con una media tre appartamenti per ogni piano &#8211; dispongono di almeno una terrazza, con almeno un albero. All’interno degli appartamenti, ampie vetrate valorizzano il dialogo con l’ambiente esterno, rendendo gli ambienti ariosi e luminosi, amplificandone la spazialità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutte le zone a giorno sono collocate a sud verso il fiume, mentre le zone notte sono rivolte a nord; il layout interno si rispecchia nel disegno dei prospetti, strettamente e intrinsecamente definiti dalla presenza, distribuzione e potenziale crescita dell’elemento vegetale: in particolare il fronte sud, verso il fiume, è articolato in una serie di terrazze continue &#8211;  intervallate da elementi verticali &#8211; progettate con una profondità di tre metri per ospitare gli alberi; la facciata nord presenta invece lungo tutto il suo sviluppo una serie di vasi lineari in aggetto che ospitano arbusti di piccole e medie dimensioni, interrotti puntualmente da contenitori verticali, analoghi a quelli presenti sulla facciata sud, per arbusti di medie e grandi dimensioni. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oltre all’integrazione con il verde, che funge da barriera all’inquinamento acustico e alle polveri sottili, il progetto di Ca&#8217; delle Alzaie è orientato al risparmio energetico e alla tutela delle risorse naturali: da qui la scelta di vernici anti-inquinamento, l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili e la selezione dei materiali utilizzati per gli spazi interni e per le superfici esterne degli edifici.<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Infine un’attenzione particolare viene posta al rapporto e al dialogo tra il lotto degli edifici, l’area parte pubblica e il fiume, con la realizzazione di un terrapieno &#8211;  interamente trattato a prato fiorito  con l’inserimento di arbusti e alberature &#8211; che copre il livello dei garage privati.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Sulla sommità, ospita i giardini privati delle abitazioni del primo livello, un giardino condominiale e orti condominiali. Sul lato sud le due pendici del terrapieno declinano verso il fiume con pendenze naturali contenute da un muro di due metri che separa il percorso ciclo pedonale pubblico della Restera dal verde riportato. Sul versante nord, pendii dalla configurazione geometrica regolare sono tagliati da muri di contenimento in calcestruzzo, per lasciar spazio agli ingressi degli edifici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">All’esterno dell’area sud lungo la </span><b>via Alzaia</b><span style="font-weight: 400;">, il muro di contenimento viene arretrato in tre punti, a favore del percorso pubblico. Qui sono previste aree di sosta attrezzate con sedute lineari, stalli per biciclette e attrezzature per l’esercizio fisico all’aperto. Viene inoltre disegnata una fascia di verde pubblico addossata al muro di confine, con l’intento di ridare qualità al percorso pedonale esistente lungo il fiume, incentivando ulteriormente la fruizione da parte dei cittadini.</span></p>
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