<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Concorso Archivi | Stefano Boeri Architetti</title>
	<atom:link href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net/portfolio-category/concorso/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link></link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 23 Oct 2026 10:20:58 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.2</generator>

<image>
	<url>https://www.stefanoboeriarchitetti.net/wp-content/uploads/2017/09/cropped-favicon-300x300.png</url>
	<title>Concorso Archivi | Stefano Boeri Architetti</title>
	<link></link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Loco Park &#124; Tbilisi</title>
		<link>https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/loco-park-tblisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin SBA]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 05:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Loco Park]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.stefanoboeriarchitetti.net/?post_type=portfolio-item&#038;p=195085</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il masterplan di Loco Park, progettato da Stefano Boeri Architetti, trasforma un’area industriale dismessa di 73.600 mq in un nuovo quartiere e riferimento pubblico per Tbilisi, nel cuore della Georgia. Il progetto intreccia residenze e spazi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/loco-park-tblisi/">Loco Park | Tbilisi</a> proviene da <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net">Stefano Boeri Architetti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il masterplan di <strong>Loco Park</strong>, progettato da Stefano Boeri Architetti, trasforma un’area industriale dismessa di 73.600 mq in un nuovo quartiere e riferimento pubblico per Tbilisi, nel cuore della Georgia.</p>
<p>Il progetto intreccia residenze e spazi per la collettività attraverso un paesaggio continuo, capace di riconnettere il sito alla città e restituirlo alla vita quotidiana. Nove edifici si inseriscono in una sequenza di<strong> spazi aperti </strong>&#8211; dalla foresta sportiva al parco diffuso, dal boulevard lineare ai giardini condivisi &#8211; che offre luoghi per il movimento, la sosta e l’incontro. La continuità di questi spazi favorisce l’accessibilità e la fruibilità pedonale, estendendo le connessioni verso i quartieri circostanti.</p>
<p>L’<strong>eredità industriale </strong>del sito, un tempo fabbrica di locomotive, diventa parte dell’identità futura del quartiere. La matericità delle architetture e l’impiego del mattone, legato anche alla tradizione costruttiva locale, traducono la memoria produttiva del luogo in un linguaggio contemporaneo.</p>
<p>Al piano terra, ingressi, negozi di vicinato, caffè, laboratori e servizi condivisi prolungano la vita del paesaggio all’interno del costruito e animano i percorsi pubblici. Ai piani superiori, alloggi di diversa metratura rispondono a differenti esigenze abitative. Il <strong>sistema delle coperture</strong> reinterpreta gli archetipi industriali del contesto in una famiglia di forme residenziali contemporanee: ogni edificio presenta un profilo distinto, coerente con la propria identità architettonica. Concepite come quinte facciate, le coperture integrano funzioni ambientali, abitative e collettive: serre, spazi comuni per i residenti, impianti fotovoltaici, alloggi a loft, terrazze e superfici verdi. Le diverse geometrie contribuiscono a ottimizzare l’illuminazione naturale, la ventilazione e l’esposizione solare, offrendo al contempo una maggiore varietà spaziale.</p>
<p>Questa ricerca si intreccia con la <strong>ricchezza cromatica</strong> di Tbilisi. Uno studio fotografico di <em>color mapping</em> ha individuato sette famiglie cromatiche dominanti nel paesaggio urbano, tra cui grigio-azzurro, terracotta, verde, tortora e bianchi minerali. Trasferite in una palette di mattoni, queste tonalità danno forma a variazioni di colore, texture e posa che rendono riconoscibile ciascun edificio all’interno di un insieme coerente. Le facciate portano così i colori della città nell’architettura contemporanea, stabilendo un legame con il contesto attraverso la materia.</p>
<p>Un quartiere pensato per diventare parte della geografia pubblica di Tbilisi, dove il verde pubblico e gli spazi pedonali sono protagonisti e dove le architetture reinterpretano, senza cancellarla, la memoria industriale del sito, portando la ricchezza cromatica del patrimonio di Tbilisi nell’architettura contemporanea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/loco-park-tblisi/">Loco Park | Tbilisi</a> proviene da <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net">Stefano Boeri Architetti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sa Casa &#124; Ibiza</title>
		<link>https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/sa-casa-ibiza-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin SBA]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 10:46:13 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.stefanoboeriarchitetti.net/?post_type=portfolio-item&#038;p=194216</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il progetto Sa Casa, sviluppato da Stefano Boeri Architetti per Entidad Estatal de Vivienda, Casa 47, a Ibiza, è organizzato in quattro volumi residenziali che ospitano circa 190 appartamenti, disposti attorno a uno spazio verde comune [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/sa-casa-ibiza-2/">Sa Casa | Ibiza</a> proviene da <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net">Stefano Boeri Architetti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto <strong>Sa Casa</strong>, sviluppato da <strong>Stefano Boeri Architetti </strong>per<strong> Entidad Estatal de Vivienda, Casa 47, a Ibiza</strong>, è organizzato in quattro volumi residenziali che ospitano circa 190 appartamenti, disposti attorno a uno spazio verde comune e aperto, concepito come cuore della vita collettiva. L’intervento si caratterizza per un’elevata diversità tipologica e per un’organizzazione modulare che facilita l’adattabilità delle unità abitative ai requisiti di accessibilità universale.</p>
<p>La <strong>modularità</strong> costituisce il principio organizzativo dell’intervento: le unità residenziali sono progettate come spazi flessibili, riconfigurabili nel tempo e capaci di adattarsi a esigenze e utenti differenti &#8211; giovani, famiglie e persone con mobilità ridotta &#8211; garantendo al contempo la piena accessibilità. Lo stesso sistema consente di ridefinire nel tempo il rapporto tra abitazioni, spazi di lavoro condivisi e aree comuni senza compromettere l’identità architettonica complessiva, permettendo al complesso di evolversi insieme alle esigenze dei suoi abitanti.</p>
<p>La configurazione nasce dall’ambizione di creare un luogo permeabile e inclusivo, capace di dialogare con la città e di favorire la comunità attraverso una composizione frammentata e modulare: non un blocco compatto, ma un sistema di edifici che definisce corti, percorsi e una piazza pubblica centrale dedicata all’incontro e alla socialità.</p>
<p>Un elemento chiave della strategia costruttiva è l’impiego del <strong>legno strutturale CLT (Cross-Laminated Timber)</strong>, una tecnologia che combina sostenibilità ambientale, precisione costruttiva e rapidità di esecuzione. L’elevato grado di prefabbricazione e l’utilizzo del legno consentono di ridurre i tempi di costruzione, gli sprechi e l’impatto sul contesto urbano, migliorando al contempo la sicurezza e il controllo dei costi.</p>
<p>L’<strong>efficienza energetica</strong>, infine, guida l’intero progetto: la ventilazione naturale trasversale, il corretto orientamento degli edifici, le coperture verdi e i pannelli fotovoltaici contribuiscono al comfort abitativo, alla produzione di energia rinnovabile e alla mitigazione del microclima, mentre i sistemi di raccolta dell’acqua piovana e di riutilizzo delle acque grigie riducono il consumo di risorse.</p>
<p>Il valore ambientale del progetto è ulteriormente rafforzato dal <strong>progetto paesaggistico</strong>, ispirato agli ecosistemi mediterranei. La vegetazione autoctona, distribuita tra corti, percorsi e coperture, non ha una funzione meramente decorativa, ma agisce come una vera e propria infrastruttura ecologica: migliora la qualità dell’aria, contribuisce a mitigare l’effetto isola di calore urbana e crea spazi ombreggiati e accoglienti.</p>
<p><strong>Sa Casa rappresenta un impegno verso un’architettura contemporanea accessibile pensata per l’affitto calmierato</strong><strong>.</strong> Il progetto integra tecnologia, natura e benessere, allineandosi agli obiettivi europei di decarbonizzazione e offrendo <span lang="IT">una risposta concreta e replicabile alle sfide poste dal cambiamento climatico.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/sa-casa-ibiza-2/">Sa Casa | Ibiza</a> proviene da <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net">Stefano Boeri Architetti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Kursaal masterplan &#124; Abano Terme</title>
		<link>https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/kursaal-abano-terme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin SBA]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 15:44:18 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.stefanoboeriarchitetti.net/?post_type=portfolio-item&#038;p=183585</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il progetto di riqualificazione dell&#8217;area attorno al Kursaal di Abano Terme nasce con l’obiettivo di restituire centralità e nuova vitalità a uno dei luoghi simbolo della città. L’intervento si inserisce in una strategia urbana che mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/kursaal-abano-terme/">Kursaal masterplan | Abano Terme</a> proviene da <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net">Stefano Boeri Architetti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span data-contrast="auto">Il progetto di riqualificazione dell&#8217;area attorno al <strong>Kursaal</strong> di Abano Terme </span><span data-contrast="auto">nasce con l’obiettivo di restituire centralità e nuova vitalità a uno dei luoghi simbolo della città. L’intervento si inserisce in una strategia urbana che mette in relazione il Kursaal e i suoi giardini con il nuovo asse pedonale di connessione verso il Parco Urbano Termale, creando un <strong>sistema continuo di spazi pubblici</strong>, <strong>verde e percorsi pedonali</strong>.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Abano Terme è storicamente caratterizzata da una <strong>doppia identità</strong>: da un lato la città residenziale, dall’altro il polo turistico costruito attorno alle acque termali e al paesaggio dei Colli Euganei. Il progetto intende <strong>ricucire</strong> queste due anime attraverso la valorizzazione dello spazio urbano e del paesaggio, trasformando il Kursaal in un nuovo landmark culturale e sociale, capace di attrarre residenti, visitatori e turisti.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La rigenerazione dell’edificio dei giardini di pertinenza punta a restituire al Kursaal il ruolo di <strong>fulcro comunitario</strong>, arricchendolo di funzioni miste che includono attività culturali, ricreative e commerciali. I giardini vengono ripensati come luoghi di incontro e di eventi, mentre il nuovo asse pedonale di via Jappelli si configura come un corridoio verde che connette il Kursaal con il Parco Urbano Termale, esaltando la continuità del tessuto urbano e offrendo una mobilità lenta e ciclabile e pedonale. Il progetto interpreta il tema della </span><b><span data-contrast="auto">rigenerazione urbana</span></b><span data-contrast="auto"> non come semplice recupero edilizio, ma come occasione per ridisegnare un sistema di spazi pubblici: piazze, percorsi, giardini e aree verdi che divengono infrastruttura sociale.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Dal punto di vista architettonico, la proposta mette in relazione diversi linguaggi edilizi: stecche lineari e corti residenziali convivono con tipologie innovative, in cui la presenza del verde assume un ruolo primario. Gli edifici dialogano con il contesto urbano e con la memoria del luogo, senza interrompere la percezione visiva del parco, ma anzi estendendone i valori all’interno del tessuto costruito. L’obiettivo non è soltanto il recupero di un edificio, ma la <strong>creazione di un sistema urbano rinnovato</strong>, dove piazze, percorsi e giardini diventano catalizzatori di relazioni.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Con questo intervento, Abano non solo recupera un luogo emblematico, ma lo trasforma in un nuovo spazio pubblico per la comunità e per i visitatori. La rigenerazione proposta restituisce alla comunità uno <strong>spazio pubblico aperto e inclusivo</strong>, che riconnette la città con la sua storia e il suo paesaggio, offrendo un modello contemporaneo di dialogo tra architettura, natura e cultura.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/kursaal-abano-terme/">Kursaal masterplan | Abano Terme</a> proviene da <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net">Stefano Boeri Architetti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rehabilitation Center &#124; Shenzhen</title>
		<link>https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/shenzhen-rehabilitation-center/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[J Guoyin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2025 14:36:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[health]]></category>
		<category><![CDATA[shenzhen]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.stefanoboeriarchitetti.net/?post_type=portfolio-item&#038;p=81461</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Rehabilitation Center di Shenzhen, progettato da Stefano Boeri Architetti insieme al suo branch cinese Stefano Boeri Architetti China, è un edificio pubblico, interamente accessibile e integrato nel tessuto urbano del distretto di Longhua, che sviluppa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/shenzhen-rehabilitation-center/">Rehabilitation Center | Shenzhen</a> proviene da <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net">Stefano Boeri Architetti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Il </span><b>Rehabilitation Center</b><span style="font-weight: 400;"> di Shenzhen, progettato da </span><b>Stefano Boeri Architetti</b><span style="font-weight: 400;"> insieme al suo </span><i><span style="font-weight: 400;">branch</span></i><span style="font-weight: 400;"> cinese Stefano Boeri Architetti China, è un edificio pubblico, interamente accessibile e integrato nel tessuto urbano del distretto di Longhua, che sviluppa concetti pionieristici di inclusione sociale e coesione, in relazione al tema della disabilità, sia motoria che cognitiva. Il complesso, adiacente a un parco urbano e direttamente connesso con il sistema di mobilità leggera della metropoli, si configura nella sua interezza come una collina ecologica rivolta verso il paesaggio naturale. Un luogo di guarigione e inclusione immerso nel verde, la cui accessibilità ai servizi e il comfort degli spazi sono le chiavi per un progetto che sfida le convenzioni e apre una nuova prospettiva sulla riabilitazione, andando oltre il tradizionale concetto di luogo adibito alla mera lungodegenza dei pazienti e diventando un vero e proprio spazio di interazione e benessere a stretto contatto con la natura. Il tema della mobilità e, di conseguenza, dell’accessibilità gioca un ruolo fondamentale nel progetto: la presenza di parcheggi sotterranei esclude la circolazione di automobili internamente all’area, lasciando spazio a mezzi di trasporto ecologici e alle aree verdi, pedonali e collettive, a disposizione della cittadinanza, abbattendo ogni barriera architettonica. La mobilità morbida e lenta è ben integrata con il sistema di circolazione interna, ad alta densità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Interamente dedicato alle persone con disabilità dai 16 ai 60 anni, il Rehabilitation Center di Shenzhen si estende su un’area rettangolare di oltre 26.000 mq, con una struttura a terrazze e gradoni, ideate per ospitare un elevato numero di arbusti, piante officinali e mediche, e alberi. L’intervento si compone nello specifico di un insieme di terrazze verdi e volumi sovrapposti, in un sistema sostenibile di natura vegetale, architettura e biodiversità che include al suo interno diversi giardini pensili e terapeutici. Le terrazze verdi sono di due tipologie: la prima – strettamente legata alla riabilitazione – prevede la presenza di aree mediche per la ginnastica leggera e fisioterapica, intervallate con orti e giardini terapeutici, al fine di facilitare e migliorare la qualità del percorso di degenza dei pazienti. La seconda, invece, è ideata per alloggiare un elevato numero di arbusti e alberi di maggiori dimensioni e diverse specie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli alberi e le piante – tra cui aromi ed essenze curative – sono disposte armonicamente negli spazi aperti al variare dei percorsi e delle volumetrie architettoniche, diventando elementi fondamentali del progetto. La presenza della natura vivente trova ampio spazio nel giardino terapeutico posizionato in copertura che accoglie specie vegetali autoctone, mantenendo una continuità con il parco pubblico adiacente e rafforzando il rapporto tra interno ed esterno. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il complesso, con un importante carattere ecologico e sostenibile progettato per massimizzare l’efficienza energetica, unisce i sistemi verdi in copertura e la ventilazione naturale – per mitigare il clima interno all’edificio – con sistemi avanzati di energia rinnovabile – come la raccolta delle acque meteoriche – per soddisfare le esigenze di approvvigionamento dell&#8217;edificio, favorendo la produzione di ossigeno e mitigando le emissioni di CO2 nell’atmosfera.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Rehabilitation Center di Shenzhen comprende molteplici funzioni tra cui riabilitazione, formazione, attività ludiche e artistiche, alloggi, spazi museali, di istruzione e di lavoro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nello specifico, dalla piazza d’ingresso, in un unico e continuo percorso generato attorno a una corte centrale pubblica e aperta che funge da connessione tra differenti ambiti funzionali e destinazioni d’uso, si possono vivere varie realtà come i giardini di riabilitazione open air, le aree dedicate agli sport e alla cultura, gli ambienti di studio e innovazione tecnologica e gli uffici adibiti alle raccolte fondi. Sono presenti, inoltre, un centro sportivo per allenamenti e competizioni individuali e di squadra, e numerose strutture e percorsi formativi dedicati alle diverse disabilità – fisica, sensoriale, psichica, intellettiva, mentale e multipla – aventi lo scopo di dare supporto e accompagnare i pazienti verso la ritrovata quotidianità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La distribuzione verticale interna avviene attraverso otto blocchi di risalita distinti e tramite rampe adatte a ogni tipologia di utenza, mentre l’intero complesso è internamente suddiviso in quattro blocchi funzionali e raggiunge l’altezza massima di 97,6 metri nell’angolo Nord, scendendo e aprendosi gradualmente verso il vertice opposto, in direzione dell’adiacente parco pubblico, fino a un’altezza minima di 28,5 metri. Questa scelta formale fonde nell’architettura la natura e il paesaggio circostante, riconoscendo al verde una straordinaria qualità terapeutica, offrendo una straordinaria disponibilità di spazi e giardini aperti dedicati a tutti i diversi tipi di riabilitazione.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/shenzhen-rehabilitation-center/">Rehabilitation Center | Shenzhen</a> proviene da <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net">Stefano Boeri Architetti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Wonderwoods &#124; Utrecht</title>
		<link>https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/wonderwoods-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefanoboeri_masterkey]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2025 07:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[utrecht]]></category>
		<category><![CDATA[Wonderwoods]]></category>
		<category><![CDATA[wonderwoods project]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/wonderwoods-2/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Wonderwoods è l&#8217;intervento realizzato nel cuore di Utrecht da Stefano Boeri Architetti e MVSA Architects, nel contesto del piano di rigenerazione urbana a Beurskwartier, la nuova zona pedonale adiacente alla Stazione Centrale.    In particolare, il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/wonderwoods-2/">Wonderwoods | Utrecht</a> proviene da <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net">Stefano Boeri Architetti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span data-contrast="none">Wonderwoods</span><span data-contrast="auto"> è l&#8217;intervento realizzato nel cuore di Utrecht da Stefano Boeri Architetti e </span><span data-contrast="auto">MVSA Architects, nel contesto del piano di rigenerazione urbana a Beurskwartier, la nuova zona pedonale adiacente alla Stazione Centrale. </span><span data-contrast="auto"> </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">In particolare</span><span data-contrast="auto">, il progetto Wonderwoods Vertical Forest di Stefano Boeri Architetti è una torre di 104 metri che reinterpreta il modello di bosco verticale, caratterizzato  da una forte presenza di alberi e piante, in chiave </span><i><span data-contrast="auto">mixed-use</span></i><i><span data-contrast="auto">:</span></i><span data-contrast="auto"> dopo il Bosco Verticale di Milano e Trudo Vertical Forest (in social housing) di Eindhoven, </span><span data-contrast="auto">Wonderwoods Vertical Forest è il </span><b><span data-contrast="auto">primo bosco verticale al mondo </span></b><span data-contrast="auto">caratterizzato dalla presenza di funzioni pubbliche aperte ai cittadini, con l’obiettivo di rendere questa innovativa tipologia architettonica sempre più integrata nel tessuto urbano e accessibile a tutti.</span> <span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">L’edificio, inaugurato a inizio 2025, ospita infatti circa 200 appartamenti di varie tipologie pensati per un’utenza eterogenea, insieme ad attività commerciali, aree per lo sport e il tempo libero e spazi per la ristorazione.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">In </span><span data-contrast="auto">termini culturali, Wonderwoods Vertical Forest rappresenta una novità nel palinsesto dell’architettura europea contemporanea, un importante esperimento di demineralizzazione delle superfici architettoniche verticali e, allo stesso tempo, costituisce un nuovo riferimento urbano per Utrecht, grazie alla sua posizione strategica nel centro della città e all’elevato </span><span data-contrast="auto">mix funzionale</span><span data-contrast="auto">, orientato all’inclusione di tutti i cittadini. </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Nello specifico, il progetto</span><span data-contrast="auto"> si distingue per un’attenta </span><b><span data-contrast="auto">articolazione dei volumi</span></b> <span data-contrast="none">calibrata</span><span data-contrast="auto">, sui diversi livelli, con le specifiche condizioni del sito. L’edificio è infatti scandito da “ordini” sovrapposti, che definiscono lungo l’asse verticale una rotazione del corpo di fabbrica: un movimento che lo distacca progressivamente dall’allineamento con il tracciato di via Croeselaan, </span><span data-contrast="none">consentendogli</span><span data-contrast="auto"> di disporsi secondo un orientamento est-ovest. Se sull’angolo nord la torre costituisce la “prua” di un sistema di isolati che si dispongono sull’asse viario, sul lato sud è orientato </span><span data-contrast="none">per consentire</span><span data-contrast="auto"> un collegamento in quota al settimo piano con l’edificio contiguo, progettato da MVSA.</span><span data-contrast="none">  </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">A livello di </span><b><span data-contrast="auto">mix funzionale</span></b><span data-contrast="auto"> il basamento ospita, al piano terra, parcheggi per le biciclette e spazi pubblici</span><span data-contrast="none">, mentre</span><span data-contrast="auto"> ai piani superiori, si trovano uffici, ambienti per il fitness, insieme ad un articolato sistema di residenze duplex in grado di combinare spazi residenziali e atelier.</span> <span data-contrast="auto">Al settimo piano</span><span data-contrast="auto">,</span><span data-contrast="auto"> spazi per la ristorazione, sia indoor che outdoor, animano il ponte di raccordo tra i due edifici, caratterizzato da giardini pensili e da un’ampia vista sulla città. </span></p>
<p><span data-contrast="auto">L’integrazione con la</span><b><span data-contrast="auto"> vegetazione, </span></b><span data-contrast="none">sviluppata</span><span data-contrast="auto"> con lo studio Laura Gatti in tutte le fasi, dal concorso fino alla realizzazione dell’edificio</span><span data-contrast="none">,</span><span data-contrast="auto"> è ispirata all’Utrechtse Heuvelrug National Park e costituisce una componente </span><span data-contrast="none">fondamentale </span><span data-contrast="auto">del progetto. Con 360 alberi e 50.000 piante di 30 specie autoctone, equivalenti alla vegetazione di un ettaro di bosco, Wonderwoods Vertical Forest accoglie un’alta biodiversità vegetale e contribuisce significativamente </span><span data-contrast="none">a migliorare la qualità della vita in città, assorbire</span><span data-contrast="auto"> anidride carbonica e polveri sottili, produrre ossigeno e regolare il microclima locale. </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Inoltre, l’edificio è anche un presidio per la biodiversità animale, in particolare dei volatili che, sorvolando il cielo olandese, possono trovare riparo in fori circolari appositamente realizzati e disposti lungo le facciate della torre, favorendone la nidificazione e la tutela. </span></p>
<p><span data-contrast="none">Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, particolare attenzione è stata dedicata alla relazione tra interno ed esterno, con un’articolazione di </span><b><span data-contrast="auto">terrazzi e balcon</span></b><span data-contrast="auto">i, attentamente studiata per ottimizzare l’illuminazione naturale e garantire una vista aperta sul paesaggio urbano circostante. In particolare, i balconi, realizzati con un innovativo sistema di prefabbricazione per blocchi, sono progettati per ospitare i vasi al di sotto del piano di calpestio, liberando la visuale dal loro ingombro e garantendo una maggiore continuità visiva. In fase di progettazione sono state inoltre pres</span><span data-contrast="auto">e</span><span data-contrast="auto"> in considerazione la resistenza delle piante al vento e l</span><span data-contrast="none">a </span><span data-contrast="auto">manutenzione del verde, gestita mediante una stazione centralizzata condominiale e un sistema di sensori in grado di controllare le condizioni di umidità dei diversi vasi e programmare gli interventi di potatura e irrigazione. A questo si aggiunge</span><span data-contrast="auto">,</span><span data-contrast="auto"> un sistema di accumulo idrico che consente di raccogliere, recuperare e smaltire, l’acqua piovana.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Wonderwoods Vertical Forest costituisce un autentico ecosistema complesso</span><i><span data-contrast="auto">, c</span></i><span data-contrast="auto">on facciate cangianti nella composizione cromatica e nelle dimensioni delle chiome: l’aspetto dell’edificio cambia costantemente con il susseguirsi delle stagioni, l’incidenza della luce solare e la crescita delle piante, dando origine ad un landmark urbano vivo e in stretta continuità con il sistema verde e ambientale di Utrecht.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0}"> </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/wonderwoods-2/">Wonderwoods | Utrecht</a> proviene da <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net">Stefano Boeri Architetti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Urban Oasis &#124; Bratislava</title>
		<link>https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/urban-oasis-bratislava/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin SBA]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2024 07:44:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Homepage]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.stefanoboeriarchitetti.net/?post_type=portfolio-item&#038;p=163791</guid>

					<description><![CDATA[<p>Stefano Boeri Architetti sviluppa il masterplan “Urban Oasis” per  Chalupkova, un’area di 3 ettari nel centro di Bratislava. Il progetto interviene su una zona che in passato ha ospitato importanti centri industriali &#8211; tra cui la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/urban-oasis-bratislava/">Urban Oasis | Bratislava</a> proviene da <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net">Stefano Boeri Architetti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="paragraph" style="margin: 0cm; vertical-align: baseline;">Stefano Boeri Architetti sviluppa il masterplan “<strong>Urban Oasis</strong>” per <strong> Chalupkova</strong>, un’area di 3 ettari nel centro di <strong>Bratislava</strong>. Il progetto interviene su una zona che in passato ha ospitato importanti centri industriali &#8211; tra cui la centrale termica di Jurkovič, la fabbrica di oli minerali Apollo, la fabbrica di cavi “Kablo” e la fabbrica tessile Klingerka. Proprio in relazione alla presenza di diverse realtà produttive, il sito era stato fortemente bersagliato dai raid aerei durante la Seconda guerra mondiale e, nel tempo, è stato parzialmente abbandonato, nonostante la sua vicinanza al centro storico e al Danubio.<br />
Questa parte della città, per decenni rimasta una delle più grandi aree dismesse di Bratislava, si è gradualmente trasformata nella zona di sviluppo di Chalupkova, costellata da episodi di architettura contemporanea e da un nuovo paesaggio urbano.</p>
<p>Il progetto Urban Oasis riqualifica l’area attraverso un sistema di spazi residenziali, aree verdi e funzioni pubbliche con l&#8217;obiettivo di definire un <strong>nuovo nucleo</strong> per la città.<br />
In particolare, il masterplan si sviluppa su un lotto triangolare di 32, 500 mq e prevede cinque volumi - di cui una torre e quattro edifici a media densità &#8211; sviluppati attorno ad un nuovo grande <strong>parco centrale</strong> <strong>pubblico</strong>, aperto a tutti: una serie di percorsi, spazi aperti e aree comuni attraversano il parco, arricchendo l’area con un nuovo scenario urbano fruibile da tutti i cittadini e valorizzando la porosità e la permeabilità del quartiere.</p>
<p><strong>Nell’articolazione dei volumi</strong>, gli edifici presentano una variazione delle altezze studiata per massimizzare l’ingresso della luce diretta nel parco. In questo modo, il progetto libera spazio per terrazze – sia pubbliche che private &#8211; pensate come spazi ricreativi e di coinvolgimento della comunità. La torre, disposta in un punto focale rispetto all’asse principale del masterplan e dell’intero quartiere, diventa un nuovo landmark urbano per Bratislava, con una vista unica sulla città. Sul parco, spazi commerciali e funzioni pubbliche attivano i piani terra, valorizzando il dialogo tra lo spazio pubblico e la dimensione residenziale, con circa 1200 appartamenti caratterizzati da un importante mix abitativo, con differenti tagli e utenze previste.</p>
<p>La progettazione ha dedicato grande attenzione alle specifiche condizioni del lotto, delimitato su due lati da strade ad alto scorrimento. Da questo punto di vista l’articolazione dei volumi e il <strong>disegno delle facciate</strong>, altamente diversificate per sottolineare la dinamicità del quartiere, definiscono geometrie caratterizzate da irregolarità e ondulazioni che interrompono la propagazione delle onde sonore, facendole disperdere e diffondere piuttosto che propagarsi direttamente nell&#8217;edificio. Gli edifici sono inoltre caratterizzati da logge lungo le facciate rivolte sulle strade più trafficate, per ridurre l’impatto dell&#8217;inquinamento acustico all’interno degli spazi residenziali; mentre i balconi animano le facciate interne, affacciate sul parco centrale e quindi più protette dal suono e dall’elevata ventosità, che caratterizza Bratislava.</p>
<p>Nelle strategie di riduzione del rumore si aggiunge la presenza della vegetazione come elemento naturale di assorbimento del suono, attenuando l&#8217;inquinamento acustico dell&#8217;ambiente circostante.<br />
Il parco si collega infatti direttamente ad un anello verde che funge da filtro tra le residenze e la strada, lungo il perimetro dell’intervento. Oltre al parco centrale e all’anello verde esterno, un ulteriore elemento di implementazione della <strong>forestazione urbana</strong>, è rappresentato appunto dalla copertura vegetale su terrazze e tetti verdi. In questo modo, il progetto cerca di massimizzare la presenza della natura vivente, implementare la biodiversità locale e ottimizzare i benefici ecosistemici del verde urbano in connessione con gli altri spazi verdi della città.</p>
<p>Grazie al ruolo predominante delle aree pedonali e delle piste ciclabili, – all&#8217;interno del parco, il percorso si snoda tra le zone verdi e collega tutti i piani terra - il progetto privilegia notevolmente la mobilità sostenibile rispetto all’uso dell’automobile, per migliorare la qualità di vita nel quartiere.<br />
Con la stessa attenzione alla <strong>mitigazione dell’impatto ambientale</strong> del quartiere, i pannelli solari occupano una superficie di circa 4.600mq sui tetti degli edifici per contribuire al fabbisogno energetico del quartiere attraverso la produzione di energia rinnovabile. Inoltre, il progetto prevede sistemi di drenaggio urbano per gestire il deflusso dell&#8217;acqua, attraverso i tetti verdi, le pavimentazioni permeabili e bacini di raccolta e gestione delle acque meteoriche.</p>
<p>Per questo, Urban Oasis rappresenta un&#8217;importante opportunità di <strong>rigenerazione urbana</strong> per ridisegnare le dinamiche di un quartiere strategico di Bratislava e definire un nuovo nodo urbano, a partire da un grande parco pubblico al centro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/urban-oasis-bratislava/">Urban Oasis | Bratislava</a> proviene da <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net">Stefano Boeri Architetti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Technology Center &#124; Xi&#8217;an</title>
		<link>https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/modern-technology-experience-center-xian/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin SBA]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 May 2024 13:13:51 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.stefanoboeriarchitetti.net/?post_type=portfolio-item&#038;p=161270</guid>

					<description><![CDATA[<p>Stefano Boeri Architetti China ha vinto il concorso per il Xi&#8217;an Culture Modern Technology Experience Center. L&#8217;intervento mira a creare un nuovo elemento aggregativo centrale per la città attraverso un museo della tecnologia progettato come un polo artistico e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/modern-technology-experience-center-xian/">Technology Center | Xi&#8217;an</a> proviene da <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net">Stefano Boeri Architetti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Stefano Boeri Architetti China</strong><span data-contrast="auto"> ha vinto il concorso per il <strong>Xi&#8217;an </strong></span><strong>Culture</strong><b><span data-contrast="auto"> Modern Technology Experience Center</span></b><b><span data-contrast="auto">.</span></b><span data-contrast="auto"> L&#8217;intervento mira a creare un nuovo elemento aggregativo centrale per la città attraverso un museo della tecnologia progettato come un polo artistico e sociale per la comunità. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559685&quot;:-20,&quot;335559737&quot;:-20,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il progetto vincitore di Stefano Boeri Architetti si ispira da un lato all&#8217;antica origine della città di Xi&#8217;an, capitale della provincia cinese dello Shaanxi, e dall’altro al paesaggio naturale locale, caratterizzato da un sistema tortuoso di fiumi e montagne. </span><br />
<span data-contrast="auto">Obiettivo del progetto è quella di creare un</span><span data-contrast="auto"> sistema permeabile e aperto al pubblico</span><span data-contrast="auto">, in grado di attivare </span><b><span data-contrast="auto">nuove connessioni urbane</span></b><span data-contrast="auto"> su diversi livelli. Il nuovo museo di Xi’an è infatti progettato come un’architettura aperta a tutti, per attivare un processo di rigenerazione urbana e attrarre un ampio pubblico – tra cui, appassionati di tecnologia a bambini e studenti. Un luogo di studio, approfondimento, ricerca e innovazione tecnologica all’avanguardia, nel cuore di una delle più importanti città della storia cinese. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559685&quot;:-20,&quot;335559737&quot;:-20,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il sito del progetto si affaccia su un parco urbano a nord, mentre a sud confina con una strada cittadina. Il progetto del museo si inserisce in una sequenza di spazi pubblici e si rivolge al parco e alla città con strategie distinte. La </span><b><span data-contrast="auto">facciata</span></b><span data-contrast="auto"> nord, rivolta verso il parco, richiama attraverso le sue curve l&#8217;elemento naturale ed è rivesta da doghe verticali in metallo; mentre la facciata sud, rivolta verso la città, è rivestita con doghe orizzontali di calcestruzzo ad altissime prestazioni (GRC) rinforzato con fibre di vetro per garantire alta durabilità e migliori proprietà meccaniche.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559685&quot;:-20,&quot;335559737&quot;:-20,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">In copertura il progetto prevede un giardino pensile in continuità con il parco e un sistema di terrazze che consente ai visitatori di salire in quota sull’edificio e acquisire uno sguardo nuovo sul panorama urbano circostante. Le </span><b><span data-contrast="auto">gradonate e terrazze verdi, </span></b><span data-contrast="auto">aperte e fruibili per </span><span data-contrast="auto">tutti i cittadini, saranno inoltre parte integrante del programma culturale di eventi del museo: le diverse aree potranno ospitare proiezioni, attività, spettacoli e performance &#8211; oltre ad offrire ai cittadini un nuovo spazio pubblico all’aperto, con inedite viste sul parco e sulla città. </span><br />
<span data-contrast="auto">Il progetto del verde per il giardino pensile include in particolare sei essenze di piante scelte come varietà principali per le specie arboree &#8211; tra cui Ginko Biloba, Acer Pictum e Pinus Bungeana &#8211; dodici tipologie di arbusti e dodici di erbacee perenni, selezionate tra le essenze locali tipiche del paesaggio naturale cinese. </span><br />
<span data-contrast="auto">Per quanto riguarda la </span><b><span data-contrast="auto">distribuzione interna</span></b><span data-contrast="auto">, il progetto prevede quattro spazi espositivi principali, uno spazio espositivo temporaneo e aree commerciali. Un atrio centrale a doppia altezza collega le diverse aree e ne garantisce completa accessibilità e fruibilità, secondo i principi del “Design for All”. Sempre con questo obiettivo, anche il giardino pensile sarà accessibile a tutti, grazie ad un sistema di ascensori e ad una rampa integrata nella pendenza della copertura. </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:-20,&quot;335559737&quot;:-20,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il museo avrà un ruolo importante nel dare forma a scenari espositivi del futuro e immagini nuovi modi di produrre ed esporre l’arte</span><i><span data-contrast="auto">: </span></i><span data-contrast="auto">oltre al coinvolgimento e all’interazione con il pubblico, il progetto ha rivolto particolare attenzione all’utilizzo di contenuti multimediali e digitali e alla loro divulgazione. La navigazione all&#8217;interno del museo potrà essere un&#8217;esperienza immersiva grazie alla segnaletica virtuale e alle App che guideranno l&#8217;utente attraverso piattaforme AI, esperienze di realtà aumentata e mostre esperienziali, che garantiranno una fruizione altamente personalizzata dello spazio. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559685&quot;:-20,&quot;335559737&quot;:-20,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto"> La specifica tonalità di </span><b><span data-contrast="auto">blu</span></b><span data-contrast="auto">, altamente satura e luminosa, già diffuso nei campi dell’arte digitale e design, è l&#8217;elemento cromatico rappresentativo del progetto e caratterizza le aree pubbliche e gli spazi espositivi, così come gli elementi di segnaletica e le opere di land art nel parco.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:-20,&quot;335559737&quot;:-20,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Lo Xi&#8217;an Culture Modern Technology Experience Center rappresenta un&#8217;idea di integrazione e innovazione elaborata nella proposta di un edificio funzionale, un servizio pubblico che unisce tradizione e innovazione, forma e architettura, e si erge come nuovo punto di riferimento per la città attraverso un design architettonico che promuove la rigenerazione urbana</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559685&quot;:-20,&quot;335559737&quot;:-20,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/modern-technology-experience-center-xian/">Technology Center | Xi&#8217;an</a> proviene da <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net">Stefano Boeri Architetti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nuovo Ospedale Policlinico &#124; Milano</title>
		<link>https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/ospedale-maggiore-policlinico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefanoboeri_masterkey]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 May 2024 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[nuovo policlinico]]></category>
		<category><![CDATA[ospetale]]></category>
		<category><![CDATA[policlinico di milano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/ospedale-maggiore-policlinico/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sito nel centro storico di Milano, il Policlinico è tra gli ospedali principali della città: una cittadella sanitaria racchiusa in un recinto dove i diversi servizi sono ospitati da edifici separati e collegati da percorsi per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/ospedale-maggiore-policlinico/">Nuovo Ospedale Policlinico | Milano</a> proviene da <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net">Stefano Boeri Architetti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sito nel centro storico di <strong>Milano</strong>, il Policlinico è tra gli ospedali principali della città: una cittadella sanitaria racchiusa in un recinto dove i diversi servizi sono ospitati da edifici separati e collegati da percorsi per lo più esterni. Pur conservando parte dell&#8217;originaria struttura a padiglioni, il progetto del <strong>Nuovo Ospedale Policlinico</strong> introduce nella zona centrale dell&#8217;area un grande “contenitore”, il Central Building, che integra i reparti medico/chirurgici e materno/infantili. Questo fabbricato è composto di una coppia di edifici in linea, destinati alle aree degenze e agli ambulatori, estesi in pianta 121 x 26 metri e sviluppati in alzato fino all’altezza massima consentita: 28 metri. A questi si aggiunge un corpo centrale, di circa 18,50 metri di altezza e 68 metri di profondità massima, che ospita i blocchi operatori e le sale parto/travaglio. Sulla sua copertura è previsto un rigoglioso giardino pensile di oltre 7.000 mq, il cui uso è inizialmente riservato ai degenti e agli operatori dei vari reparti, ma che in futuro potrà essere aperto al pubblico per eventi particolari, a carattere ludico e terapeutico. Tra i principali interventi di Forestazione Urbana previsti a Milano, il <em>Roof Garden </em>del Policlinico si arricchisce del valore aggiunto legato alle potenzialità cromo-terapiche del suo paesaggio, dalle essenze cangianti nelle diverse stagioni. Al suo interno trova anche posto un giardino riabilitativo, solcato da percorsi con diversi livelli di difficoltà legate a varie tipologie di pavimentazione.</p>
<p>L&#8217;area di intervento è sita accanto alla storica struttura della Ca’ Granda: il primo Ospedale di Milano, nato nel 1456 per volere di Francesco Sforza e attualmente sede dell’Università Statale. L&#8217;impianto del Nuovo Policlinico permane quindi entro i limiti planimetrici della struttura originaria: tra le vie Commenda, Lamarmora e Francesco Sforza. Il primo passo attuativo, già eseguito, prevede una serie di demolizioni dei vecchi padiglioni posti al centro del recinto vero e proprio: operazione che conserva tuttavia una parte della struttura originaria degli edifici, soprattutto ai limiti dell’area. Concettualmente, il progetto vuole far coesistere le memorie stratificate di una parte storica di città con la razionalizzazione complessiva della grande, nuova macchina ospedaliera. Ognuno degli edifici che, nel tempo, hanno caratterizzato lo spazio del Policlinico si è sempre confrontato con la vasta dimensione di uno spazio aperto che, con il variare delle funzioni ospitate poteva assumere di volta in volta un carattere privato, semi-pubblico, pubblico o collettivo. L&#8217;originaria organizzazione dei reparti nei padiglioni, tuttavia, non forniva la necessaria connettività tra reparti e funzioni sanitarie, indispensabile invece nell’organizzazione di un ospedale di ultima generazione. Il progetto di trasformazione punta quindi a valorizzare il recinto come sistema urbano attraversabile, caratterizzato da funzioni urbane di servizio (commerciali, terziarie), aumentando la permeabilità dello spazio pubblico esterno e dotandolo di spazi verdi fruibili e accoglienti. Nel contempo, l&#8217;intervento fornisce un&#8217;efficiente organizzazione alle aree operative, capace di corrispondere alle esigenze della struttura sanitaria, dei pazienti e degli operatori.</p>
<p>Dal punto di vista spaziale e distributivo, il complesso offre una rilevante flessibilità tipologica, unita a una razionale organizzazione interna delle funzioni e dei sistemi di flusso. Fulcro del sistema, la “quota 0” del complesso, che funzionerà come una grande galleria pubblica, infatti, oltre a fornire gli accessi principali alla struttura ospedaliera, funzionerà come una grande piazza coperta per la città e congiungerà via Francesco Sforza a via della Commenda. Da quest&#8217;ultima si potrà accedere al Pronto Soccorso Pediatrico Ginecologico e al Reparto di Terapia Intensiva Neonatale. La logica di interscambio tra l&#8217;ospedale e la città presente a piano terra si estende anche alla piazza verde sul tetto del Central Building. Questo spazio è infatti pensato anche per ospitare iniziative speciali di intrattenimento per pazienti e operatori, ma anche pubblico esterno, di cui potranno farsi promotrici diverse strutture culturali e sociali della città, dal consolidato rapporto di collaborazione con la Fondazione Policlinico, come la Biblioteca Sormani, il Conservatorio, il MuBa o l’Umanitaria.</p>
<p>Sul piano formale, il Central Building è caratterizzato dalle facciate dei due edifici più alti, composte da elementi a cellula su moduli geometrici rigidi, molto variati tra loro nella geometria dei serramenti metallici e nelle varianti cromatiche dei pannelli HPL di rivestimento, previste in tre tonalità di grigio. L&#8217;inserimento di speciali “pinne” verticali in vetro colorato permette di sfruttare la variabilità della luce naturale per generare continue e cangianti vibrazioni delle facciate. Il nucleo centrale del Central Building presenta invece una facciata formata da una seconda pelle in lamiera metallica forata e presso-piegata, sovrapposta al tamponamento primario. Rifinita da una verniciatura in colore bianco, è caratterizzata da un disegno specifico e nasconde dietro di sé l&#8217;insieme delle finestre che si aprono sulla facciata interna.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/ospedale-maggiore-policlinico/">Nuovo Ospedale Policlinico | Milano</a> proviene da <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net">Stefano Boeri Architetti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Torre dei Cedri &#124; Losanna</title>
		<link>https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/la-torre-di-cedri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefanoboeri_masterkey]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Dec 2023 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[losanna]]></category>
		<category><![CDATA[torre dei cedri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/la-torre-di-cedri/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il progetto per la Torre dei Cedri di Stefano Boeri Architetti, è iniziato nel 2015 come parte del piano per la riqualificazione del quartiere “Les Cèdres”. Il progetto mira a creare una condizione unica di scambio ed empatia con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/la-torre-di-cedri/">Torre dei Cedri | Losanna</a> proviene da <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net">Stefano Boeri Architetti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto per la <strong>Torre dei Cedri </strong>di <strong>Stefano Boeri Architetti</strong>, è iniziato nel 2015 come parte del piano per la riqualificazione del <strong>quartiere “Les Cèdres”.<br />
</strong>Il progetto mira a creare una condizione unica di scambio ed empatia con il tipico paesaggio lacustre locale, aprendosi completamente verso il lago Lemano. Una presenza che conferma e rafforza lo straordinario equilibrio esistente tra la natura e la città, la superficie d’acqua, la foresta e i campi: gli elementi base che compongono il DNA del paesaggio di Chavannes. In questi termini, il progetto può essere letto come un “simbolo vivente” di un nuovo rapporto tra la sfera urbana e la sfera naturale: un fondamentale episodio di architettura della biodiversità, uno sviluppo del concetto di forestazione verticale che vede luce per la prima volta anche in Svizzera.</p>
<p>Edificio prevalentemente residenziale, la <strong>Torre dei Cedri</strong> ha uno sviluppo a pianta rettangolare e un’altezza di 117 metri (36 piani). In linea con la filosofia progettuale dei Boschi verticali, la Torre dei Cedri accoglie <strong>152 tra grandi alberi, arbusti e altre piante</strong> di vario taglio e specie – selezionate tra le essenze autoctone – per una superficie di piantumazione complessiva pari circa <strong>1293 metri quadrati</strong>, riprendendo e instaurando un dialogo e una continuità di habitat con le specie che già popolano il territorio circostante. Un invito a vivere e convivere in armonia con la natura, a condividere con gli altri residenti un’esperienza insolita di vicinanza con gli alberi, le piante e gli uccelli del cielo di Chavannes.<br />
L’innovazione che caratterizza fortemente il progetto della Torre dei Cedri, alimentando un&#8217;innovazione e uno studio della tipologia del bosco verticale, è rappresentata dalla presenza di una <strong>serie di logge di lunghezza variabile e dalla disposizione sfalsata</strong> che, oltre a ospitare i vasi  per alberi e piante su ogni piano, dando vita a una vera e propria foresta, animano le facciate e rompono la rigida successione in verticale dei livelli. Questo equilibrio tra natura e artificio, percepibile dalla città e dai suoi dintorni, offre – grazie a determinati punti di vista e prospettive – la rappresentazione di una sovrapposizione verticale di paesaggi.</p>
<p>Oltre ai <strong>252 appartamenti</strong> di diverso taglio e articolazione distributiva, la Torre dei Cedri accoglie anche attività di interesse pubblico ai primi due piani e al 32esimo piano, aprendosi non solo agli utenti, ma a tutta la città, e favorendo la crescita di relazioni urbane tra tutti gli elementi che compongono il nuovo quartiere.</p>
<p>Infine, il progetto presenta, in copertura, <strong>331 pannelli fotovoltaici, per una superficie totale di 688 metri quadrati</strong>, con la capacità di produrre, a pieno regime, 128KWh/anno di energia elettrica. Unite a un impianto geotermico, queste soluzioni garantiscono una copertura del fabbisogno energetico della torre in modo sostenibile, aggiungendosi ai benefici naturali dati dalla presenza del verde in facciata – come l’ombreggiamento, l’assorbimento di CO2 e polveri sottili, la produzione di ossigeno, e la creazione di un microclima più vivibile per gli utenti – e rendono il progetto della Torre dei Cedri un punto di riferimento unico e distintivo.</p>
<p>La torre, inoltre, è posizionata in modo strategico grazie al suo <strong>legame privilegiato con lo spazio pubblico</strong>. Come gli altri edifici in contatto diretto con l’asse est-ovest del piano di quartiere, la torre si inserisce in una logica di orientamento nord-sud. Lo spazio a est della torre si presenta come una grande piazza paesaggistica con la capacità di ospitare un mercato. In alternativa a questa funzione intermittente, la piazza è a disposizione di attività circostanti con l’installazione di tavoli e terrazze all’aperto, rendendo questo luogo vivace sia per gli abitanti che per gli utenti.<br />
A nord della torre, dopo una piazza minerale, viene creata una passeggiata lungo la zona d’acqua che rappresenta l’elemento unificatore del parco come biotopo per la fauna e la flora. Inoltre, questo elemento crea un collegamento diretto tra la fermata M1 e il cuore del quartiere Les Cèdres.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/la-torre-di-cedri/">Torre dei Cedri | Losanna</a> proviene da <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net">Stefano Boeri Architetti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
