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le monde | emergere dallo smog

Un articolo di approfondimento di Le Monde si sofferma sullo stato d’emergenza delle città contemporanee in cui nel 2050 si troveranno a vivere ben due terzi della popolazione mondiale.

Si stima che le condizioni di vita saranno sempre più critiche e la popolazione urbana si troverà a vivere in un ambiente ostile che andrà via e via minacciando la sua stessa sopravvivenza.

E così l’ambiziosa visione degli architetti contemporanei che sperimentano soluzioni che migliorano le condizioni climatiche e ambientali diventa una speranza. Abitare i mari, capire come vivere in zone desertiche o far sì che le aree metropolitane tornino a respirare e che gli abitanti siano in condizioni di tornare a vivere in sintonia con la natura invece che adottare modalità abitative che vadano in contrasto con l’ambiente.

Le nuove generazioni sperimenteranno delle città che rinascono come entità viventi, che respirano e che si inseriscono in un ecosistema più ampio, planetario e dove si crea una nuova ecologia urbana che garantirà la transizione verso il futuro.

Questi nuovi architetti si sentono responsabili dello sviluppo futuro delle città, sono attenti al cambiamento climatico, alla tutela dell’elemento naturale nell’habitat urbano, alla produzione di energie rinnovabili perchè cosciente che solo città resilienti da questi punti di vista possano ospitare una “nuova civiltà” cosciente della simbiosi tra uomo e ambiente.

Le architetture dovrebbero funzionare come un albero: rilasciando ossigeno, assorbendo polveri sottili, depurando l’aria e producendo energia.

Si chiamano”treescaper” e la visione è di avere in futuro delle città che siano foreste di “treescapers” e che funzionino come organismi viventi che respirano e perfettamente inseriti nella biosfera.

Esattamente come il Bosco Verticale di Milano, firmato da Boeri Studio, dove Stefano Boeri porta in altezza, organizzata su due torri rispettivamente di 110 e 76 metri, la vegetazione corrispondente a due ettari di bosco.

 

 


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