B I O M I L A N O | SEI STATI DI TRANSIZIONE

febbraio 12, 2011

    Biomilano

    Sei idee per una metropoli della biodiversità

    Sei stati di transizione tra città, natura e agricoltura

    Sei energie per un nuovo modello urbano di economyBiomilano

    Expo 2015: orto botanico planetario*

    (da naturale a rurale)

    Il progetto per Expo 2015 prevede che un terreno oggi abbandonato,  a nord-ovest di Milano, venga trasformato in un immenso Orto Botanico Planetario. Diversamente dalle edizioni passate ogni Paese invitato a Expo 2015 avrà a disposizione, al posto di un Padiglione nazionale, una porzione di terra da coltivare dove potrà mostrare la propria biodiversità, le proprie tecnologie, le soluzioni di fronte alle grandi questioni dell’alimentazione. Nella parte orientale del sito, alcune grandi serre ospiteranno i biomi e le colture agricole dei climi più estremi del pianeta. Dopo Expo 2015, Milano potrà disporre di una grande area di ricerca, produzione e intrattenimento nel campo delle colture, delle sementi e dell’alimentazione: il primo parco scientifico agroalimentare del mondo.

    *Il Concept-plan di Expo 2015 è un progetto della Consulta di Architettura [Stefano Boeri, Richard Burdett, Jacques Herzog, William McDonough]. Il Masterplan è un progetto di Ufficio di Piano di Società Expo S.p.A., con la consulenza di Consulta di Architettura, Politecnico di Milano e Facoltà di Agraria dell’Università di Milano [2009-in corso]


    Metrobosco: una foresta attorno a Milano*

    (da rurale a naturale)

    Il progetto Metrobosco è l’idea, in parte realizzata, di sviluppare attorno a Milano una grande fascia di forestazione che restituisca spazi e corridoi di vita alle specie animali non domestiche che abitano e percorrono la pianura milanese. Un grande bosco che unisce i Parchi periurbani esistente, le aree agricole intorno a Milano, le cascine e i borghi. Una foresta solo parzialmente accessibile agli uomini, dove la natura, sostituendo quelli che oggi sono territori destinati ad un’agricoltura monoculturale e di attesa, potrà ritrovare una sua ricca ed autonoma espressione. La realizzazione del Metrobosco prevede la piantumazione di 3 milioni di nuovi alberi, grazie al contributo dei comuni di cintura e di agricoltori che scelgono di rinaturalizzare i loro campi, di aziende interessate ad azioni di compensazione ambientale. Oltre 300.000 alberi sono stati piantati negli ultimi due anni in questo modo.

    *Metrobosco è un progetto pilota del Piano Strategico della Provincia di Milano a cura di Multiplicity.lab, laboratorio di ricerca di DiAP, Politecnico di Milano [2006-2009]

    Bosco Verticale: una torre di 1200 alberi*

    (da urbano a naturale)

    Il progetto per il Bosco Verticale propone di costruire torri ad alta densità di abitanti e di alberi all’interno della città. Il primo esempio di Bosco Verticale è in costruzione nell’area Garibaldi Repubblica a Milano e prevede la realizzazione di due torri di 85 e 110 metri, in grado di ospitare 1200 alberi tra i 3 e i 9 metri di altezza ( il corrispettivo di un ettaro di bosco) e di offrire, all’interno della città consolidata, un nuovo rapporto con la natura vegetale (analogo a quello normalmente realizzato in 5 ettari di villette unifamiliari con giardino). Il Bosco Verticale è l’idea di un’architettura che demineralizza le superfici urbane utilizzando la mutante policromia delle foglie per le sue facciate e che affida a uno schermo vegetale il compito di assorbire le polveri sottili, di creare un adeguato microclima e di filtrare la luce solare. Un’architettura biologica che rifiuta un approccio strettamente tecnologico e meccanico alla sostenibilità ambientale.

    *Bosco Verticale è un progetto di Boeristudio (Stefano Boeri, Gianandrea Barreca, Giovanni La Varra). [2007 –in corso ]

    Casa Bosco: il ciclo del legno nell’edilizia sociale*

    (da naturale a urbano)

    Il progetto Casa Bosco nasce dall’idea di affrontare la realizzazione di case di edilizia sociale a bassa densità sfruttando l’intera filiera del legno. I moduli costruttivi di Casa Bosco sono prefabbricati da aziende locali, grazie all’assemblaggio di pannelli in legno estratto dalle opere di manutenzione delle fasce forestali prealpine e che costeggiano i fiumi. La flessibilità dei moduli prefabbricati di Casa Bosco consente di studiarne la composizione in rapporto alle necessità degli utenti. Oltre ai costi minimi della fabbricazione (meno di 1200 euro al metro quadro), Casa Bosco offre una proposta di affitti calmierati, favorendo alcune fasce di reddito medio-basso e i soggetti più fragili.

    I primi esempi di Casa Bosco saranno a Milano, vicino Parco Lambro e ai Navigli.

    *Casa Bosco è un progetto di  Stefano Boeri Architetti Camillo Agnoletto. [2009-2010]

    Ruralità urbane: decontaminazioni biologiche e vegetali di suoli urbani inquinanti*

    (da infrastrutturale a rurale)

    La bonifica vegetale e biologica di suoli industriali e di infrastrutture obsolete consente di creare le condizioni per nuovi insediamenti e aree di verde pubblico. Attraverso la coltivazione di suoli compromessi, la loro bonifica biologica e la produzione di biomasse, la città può avviare il recupero territoriale ed economico di enormi aree altrimenti destinate all’abbandono. Una prima proposta di applicazione di questi sistemi di recupero interviene sull’ex scalo ferroviario di Porta Romana a Milano.

    *Progetto elaborato come Tesi di Laurea specialistica da Chiara Geroldi, “Agricoltura fuori campo, decontaminazioni urbane” di Chiara Geroldi (relatore Stefano Boeri, correlatori Matteo Poli, Carlo Ostorero). Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura e Società, Corso di laurea in Landscape Architecture [A.A. 2009/2010]

    Cascine: un sistema in rete con la città e il territorio*

    (da rurale a urbano rurale)

    Il progetto per il recupero delle 60 cascine comunali abbandonate che circondano Milano prevede di trasformarle in luoghi simbolo di un rinnovato rapporto tra la città e un’agricoltura di nuova generazione. Un’agricoltura variegata che produca beni per i cittadini e trovi nelle cascine- come anche nei casali romani e nelle masserie pugliesi- il luogo di cerniera tra produttori agricoli e gruppi di acquisto solidale. Le cascine di Milano saranno il laboratorio di nuove comunità, di pratiche e di esperienze di ricerca, formazione e lavoro nel campo agroalimentare. Una proiezione nel vasto territorio milanese del progetto e dei temi di Expo 2015.

    *Cascine Expo 2015 è un progetto a cura di  multiplicity.lab, laboratorio di ricerca del DiAP, Politecnico di Milano, con la collaborazione di Coldiretti, Consorzio Sir, Slow Food, Vita, promosso Centro Studi PIM nell’ambito dell’attività istituzionale a favore del Comune di Milano [2009]

     

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